In questa guida vediamo come funzionano, a quanto ammontano, chi può accedervi e quali scadenze tenere d'occhio. Se non hai ancora chiaro il meccanismo di base, parti dalla guida introduttiva su cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili.

I due tipi di incentivo

Gli incentivi per le CER e l'autoconsumo si dividono in due categorie, cumulabili tra loro entro i limiti previsti:

  1. Tariffa premio sull'energia condivisa — un incentivo economico erogato dal GSE per ogni kWh di energia prodotta da un membro e consumata contemporaneamente da un altro membro della comunità. Viene riconosciuta per 20 anni;
  2. Contributo a fondo perduto PNRR — un rimborso fino al 40% delle spese ammissibili per la realizzazione dell'impianto, riservato agli impianti nei comuni con meno di 50.000 abitanti.

La tariffa premio del GSE

La tariffa premio è il pilastro dell'incentivazione. Si applica solo all'energia condivisa, cioè alla quota prodotta e consumata nello stesso intervallo orario dai membri della comunità: è questo che rende così importante far coincidere consumi e produzione.

L'importo della tariffa varia in funzione di alcuni parametri, tra cui la potenza dell'impianto (le taglie più piccole, sotto i 20 kW, ricevono valori unitari più alti) e una componente legata alla zona geografica, con una maggiorazione per gli impianti del Centro e del Nord Italia. A questa tariffa si aggiunge la valorizzazione dell'energia restituita alla rete.

La cornice di riferimento è il Decreto MASE 414/2023 (Decreto CACER), che ha stanziato complessivamente circa 5,7 miliardi di euro, di cui una parte significativa di origine PNRR.

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Il contributo a fondo perduto PNRR

Accanto alla tariffa premio c'è il contributo in conto capitale a fondo perduto, ossia un aiuto che non deve essere restituito. A inizio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge PNRR che ha sbloccato nuove risorse — circa 795,5 milioni di euro — destinate a rilanciare proprio questa misura.

Caratteristiche principali:

  • Copertura fino al 40% delle spese ammissibili dell'impianto;
  • riservato agli impianti situati in comuni sotto i 50.000 abitanti;
  • spese ammissibili: acquisto e installazione dell'impianto fotovoltaico, sistemi di accumulo, progettazione, connessione alla rete, collaudo e spese tecniche e amministrative;
  • è prevista la possibilità di un anticipo sull'importo.

Il fondo perduto è cumulabile con la tariffa premio, ma su quest'ultima viene applicata una riduzione per evitare la sovra-incentivazione. Il GSE è il soggetto responsabile della gestione delle domande.

Chi può accedere agli incentivi

Possono beneficiare degli incentivi tutti i soggetti ammessi a costituire o ad aderire a una CER o a un gruppo di autoconsumo: cittadini, condomini, PMI, enti pubblici, associazioni. Per il dettaglio dei ruoli e dei requisiti di partecipazione vedi la sezione dedicata nella guida come aderire a una comunità energetica.

Scadenze e tempistiche da non perdere

La quota di incentivi finanziata dal PNRR è legata a scadenze temporali stringenti: i fondi a fondo perduto sono soggetti a finestre di accesso e a obiettivi di completamento degli impianti. Per chi punta a massimizzare il ritorno dell'investimento, rispettare i termini di presentazione delle domande e di entrata in esercizio dell'impianto è determinante.

Poiché le scadenze vengono periodicamente aggiornate dai decreti attuativi, ti consigliamo di verificare sempre le finestre in corso sul portale del GSE prima di avviare il progetto.

Quanto incidono gli incentivi sul risparmio reale

Gli incentivi riducono il tempo di rientro dell'investimento e si sommano al risparmio diretto in bolletta generato dall'autoconsumo. Per una stima concreta di quanto si può risparmiare combinando autoconsumo e incentivi, vedi l'approfondimento autoconsumo e fotovoltaico: quanto si risparmia in bolletta. Per capire come queste voci si riflettono sulla fattura, può essere utile anche il glossario delle voci di bolletta.