Cosa contiene un contratto di fornitura

Un contratto di fornitura di energia elettrica o gas sul mercato libero è l’accordo che regola il rapporto tra il cliente e il venditore. Non si limita a indicare il prezzo dell’energia: definisce anche la durata dell’offerta, le modalità di pagamento, le condizioni di rinnovo e i diritti riconosciuti al consumatore. Conoscere questi elementi prima di firmare aiuta a evitare brutte sorprese in bolletta e a confrontare correttamente le offerte presenti sul mercato.

Dal punto di vista documentale, un contratto di fornitura è composto da due parti distinte ma complementari: la scheda con le condizioni economiche, che riporta i prezzi e la durata, e le condizioni generali, che disciplinano le regole del rapporto. Sapere dove cercare ciascuna informazione è il primo passo per leggere correttamente la propria offerta.

Gli elementi principali

  • Le condizioni economiche, ovvero il prezzo della materia energia e le altre componenti di costo;
  • La durata dell’offerta e le modalità di rinnovo alla scadenza;
  • I dati identificativi del cliente e della fornitura (intestatario, codice POD o PDR);
  • Le modalità di pagamento e fatturazione previste;
  • Le tutele del consumatore, come il diritto di ripensamento e il recesso.

Condizioni economiche e condizioni generali

Ogni contratto di fornitura si articola in due documenti distinti che svolgono funzioni diverse. È importante non confonderli: il primo riguarda quanto si paga, il secondo le regole con cui si paga e si gestisce il rapporto con il fornitore.

Le Condizioni Tecnico-Economiche (CTE)

Le Condizioni Tecnico-Economiche, indicate anche come scheda di confrontabilità o condizioni economiche, sono il documento che riporta i prezzi dell’offerta e la sua durata. Qui si trovano il costo della materia energia (la componente che il venditore può fissare liberamente), l’eventuale quota fissa mensile, gli sconti applicati e il periodo di validità delle condizioni. È il documento da leggere con maggiore attenzione per capire quanto si pagherà e confrontare un’offerta con le altre.

Le Condizioni Generali di Fornitura (CGV)

Le Condizioni Generali di Fornitura, talvolta indicate come CGV o CGF, documentano invece le regole che disciplinano il rapporto tra cliente e venditore. Riguardano aspetti come le modalità di fatturazione, le tempistiche di pagamento, le procedure di reclamo, le condizioni di rinnovo e di recesso e le responsabilità delle parti. A differenza delle condizioni economiche, che cambiano da offerta a offerta, le condizioni generali tendono a restare stabili nel tempo per uno stesso fornitore.

Per confrontare due offerte concentrati sulle Condizioni Tecnico-Economiche: è lì che trovi prezzo, durata e quota fissa, gli elementi che incidono davvero sulla spesa.

Prezzo fisso o indicizzato e durata dell’offerta

Una delle prime distinzioni da comprendere riguarda il tipo di prezzo applicato alla materia energia. Sul mercato libero le offerte si dividono principalmente in due categorie, ciascuna con caratteristiche e logiche diverse.

Prezzo fisso e prezzo indicizzato

Con un’offerta a prezzo fisso il costo della materia energia resta invariato per tutta la durata indicata nelle condizioni economiche, di norma 12 o 24 mesi: questo garantisce stabilità e protezione dalle oscillazioni del mercato. Con un’offerta a prezzo indicizzato, invece, il prezzo varia periodicamente seguendo un indice di riferimento (ad esempio il PUN per l’energia elettrica o il PSV per il gas): la spesa può scendere quando i mercati calano, ma aumentare quando salgono.

La durata e il rinnovo

La durata di un’offerta è il periodo per cui il venditore garantisce le condizioni economiche sottoscritte, generalmente compreso tra 12 e 24 mesi. Alla scadenza il contratto non si interrompe: il fornitore può aggiornare le condizioni economiche, comunicando le nuove condizioni con un preavviso minimo previsto dalla normativa. Il cliente che non accetta le nuove condizioni resta sempre libero di recedere e cambiare fornitore senza penali. Per questo è utile annotare la data di scadenza dell’offerta e valutare il mercato in quel momento.

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I dati del contratto da verificare

Oltre a prezzi e regole, ogni contratto riporta una serie di dati identificativi che individuano in modo univoco il cliente e la fornitura. Verificarne la correttezza al momento della firma evita errori di fatturazione e ritardi nell’attivazione.

  • Intestatario: nome, cognome e codice fiscale del titolare del contratto;
  • Codice POD o PDR: il codice identificativo del punto di fornitura, POD per la luce e PDR per il gas, reperibile in bolletta;
  • Offerta sottoscritta: il nome commerciale dell’offerta e le relative condizioni economiche;
  • Modalità di pagamento: bollettino, addebito diretto su conto corrente o carta, con l’eventuale IBAN indicato.

Se i dati non corrispondono a quelli reali della fornitura (ad esempio un codice POD errato), conviene segnalarlo subito al venditore prima che il contratto diventi operativo. Questi stessi dati sono richiesti anche in fase di sottoscrizione del contratto.

Il diritto di ripensamento

Quando un contratto viene firmato a distanza (per telefono, online o fuori dai locali commerciali del venditore), il cliente domestico ha diritto al cosiddetto diritto di ripensamento. Si tratta di una tutela prevista dal Codice del Consumo che consente di tornare sui propri passi dopo la firma.

Il cliente ha 14 giorni di tempo dalla conclusione del contratto per esercitare il ripensamento e recedere senza dover indicare alcuna motivazione e senza alcun costo. Il termine decorre dalla data di firma o di conferma del contratto. Per esercitarlo è sufficiente inviare una comunicazione al venditore (in genere tramite l’apposito modulo, email o raccomandata) entro la scadenza dei 14 giorni.

Se hai firmato online o per telefono e cambi idea, hai 14 giorni per annullare il contratto senza spese né penali. È un diritto, non una concessione del fornitore.

Recesso e disdetta del contratto

Trascorso il periodo di ripensamento, il cliente conserva comunque la possibilità di chiudere il contratto in qualsiasi momento attraverso il recesso. Per i clienti domestici del mercato libero la normativa stabilisce una tutela importante in materia di costi.

Il recesso è senza penali

Per i clienti domestici del mercato libero il recesso dal contratto di fornitura è sempre senza penali, indipendentemente dalla durata residua dell’offerta. Il venditore non può applicare costi di uscita o penali per la chiusura anticipata: l’unica somma dovuta è il pagamento dei consumi effettivamente registrati fino alla data di cessazione della fornitura.

Recesso in caso di cambio fornitore

Nella maggior parte dei casi il recesso avviene perché si desidera passare a un altro venditore. In questa situazione non è necessario inviare alcuna disdetta al vecchio fornitore: è il nuovo venditore a gestire interamente la chiusura del contratto precedente per conto del cliente, evitando interruzioni nella fornitura. Per approfondire i passaggi del passaggio, consulta la guida al cambio fornitore.

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Cosa controllare prima di firmare

Prima di sottoscrivere un contratto di fornitura conviene dedicare qualche minuto alla lettura delle condizioni economiche. Un controllo accurato permette di confrontare le offerte in modo corretto ed evitare clausole poco vantaggiose.

  • Il prezzo della materia energia e se è fisso o indicizzato;
  • L’eventuale quota fissa mensile, che si paga a prescindere dai consumi;
  • La durata dell’offerta e le condizioni applicate alla scadenza;
  • La presenza di eventuali vincoli o servizi accessori a pagamento;
  • La richiesta di un deposito cauzionale e il suo importo.

Confrontare più offerte in base a questi elementi è il modo più efficace per individuare la soluzione più adatta al proprio profilo di consumo, evitando di fermarsi al solo prezzo pubblicizzato.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra CTE e CGV?

Le Condizioni Tecnico-Economiche (CTE) riportano i prezzi e la durata dell’offerta: è il documento da leggere per sapere quanto si paga. Le Condizioni Generali di Fornitura (CGV) disciplinano invece le regole del rapporto con il venditore, come fatturazione, pagamenti, reclami, rinnovo e recesso.

Posso recedere dopo aver firmato il contratto?

Sì. Se hai firmato a distanza (online, per telefono o fuori dai locali commerciali) hai 14 giorni di tempo per esercitare il diritto di ripensamento e annullare il contratto senza costi. Anche dopo questo termine puoi sempre recedere: per i clienti domestici del mercato libero il recesso è senza penali.

Quanto dura un contratto di luce e gas?

La durata indica il periodo per cui il venditore garantisce le condizioni economiche sottoscritte, di norma compreso tra 12 e 24 mesi. Alla scadenza il contratto non si interrompe: il fornitore può aggiornare le condizioni con un preavviso, e il cliente resta libero di cambiare offerta o venditore senza penali.

Ci sono penali per la disdetta del contratto?

No. Per i clienti domestici del mercato libero il recesso dal contratto è sempre senza penali, anche se l’offerta non è ancora scaduta. Si paga soltanto l’energia consumata fino alla chiusura. In caso di cambio fornitore, è il nuovo venditore a gestire la disdetta del contratto precedente.