Questa guida fa parte del percorso sui diritti del consumatore energia, a cui rimandiamo per il quadro generale di reclami e conciliazione. Vediamo come riconoscere il problema e come reagire.
Come riconoscere un contratto non richiesto
Si parla di contratto non richiesto quando una fornitura viene attivata senza un consenso valido del cliente. I casi tipici:
- ti accorgi del cambio solo quando arriva la prima bolletta di un fornitore che non hai scelto;
- hai ricevuto una telefonata o una visita in cui l'operatore si è spacciato per il tuo fornitore attuale, per il distributore o per ARERA (cosa che ARERA non fa mai: non telefona e non vende contratti);
- hai firmato o dato un assenso verbale credendo si trattasse di tutt'altro (un controllo, un aggiornamento, un rimborso).
Il primo campanello d'allarme è quasi sempre in fattura: per questo saper leggere la bolletta voce per voce — e controllare il nome del venditore a ogni emissione — è la prima forma di difesa.
Le tecniche di vendita aggressiva più comuni
Conoscere i copioni aiuta a non cascarci:
- finto operatore del fornitore attuale che propone un "adeguamento" o uno "sconto" che in realtà è un nuovo contratto;
- richiesta di mostrare la bolletta, da cui l'agente copia il codice POD/PDR per attivare la fornitura;
- pressione a decidere subito, con offerte "in scadenza oggi";
- registrazione del consenso estorta con domande ambigue durante una telefonata.
La regola d'oro: non fornire mai i dati della fornitura né un assenso verbale a interlocutori non verificati, e diffidare di chi crea urgenza.
Hai appena ricevuto una telefonata e non sai se fosse davvero il tuo fornitore? Con lo strumento Chi ti ha chiamato? Verifica le chiamate dei call center luce e gas puoi controllare il numero e confrontarlo con i contatti ufficiali dei principali venditori, prima di richiamare o fornire qualsiasi dato.
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La procedura di ripristino: come tornare indietro
Se sei vittima di un contratto non richiesto, lo strumento specifico previsto dalla regolazione è la procedura di ripristino (o switching back). Permette di tornare a essere servito dal fornitore precedente, alle stesse condizioni economiche in essere prima del passaggio, con l'applicazione di una tariffa agevolata per il periodo contestato.
I passaggi:
- Invia un reclamo al venditore non richiesto, dichiarando di non aver mai sottoscritto quel contratto. Per i clienti domestici va trasmesso entro 40 giorni dalla data di emissione della prima bolletta del fornitore non voluto (o prima, se vieni a conoscenza del contratto in altro modo);
- il venditore non richiesto deve istruire il reclamo e, se lo accoglie, avviare la procedura di ripristino verso il fornitore precedente;
- se il venditore rigetta il reclamo, deve comunque trasmettere la documentazione allo Sportello per il Consumatore, che effettua una verifica documentale.
Se la procedura non basta: reclamo e conciliazione
Quando il venditore non risponde o respinge il reclamo senza fondamento, si attivano le tutele generali: il Servizio Conciliazione ARERA, gratuito e online, e — come ultima istanza — l'azione giudiziale. L'iter completo, con tempi e modalità, è descritto nella guida diritti del consumatore energia: recesso, reclami e conciliazione.
Ricorda che il tentativo di conciliazione è obbligatorio prima di rivolgersi al giudice ordinario.
Come prevenire
Poche abitudini riducono drasticamente il rischio:
- non mostrare la bolletta e non comunicare POD/PDR a chi ti contatta senza che tu l'abbia richiesto;
- non dare assensi verbali al telefono; chiedi sempre la proposta per iscritto e prenditi tempo per valutarla;
- verifica il nome del fornitore a ogni bolletta;
- se vuoi cambiare offerta, fallo tu, in autonomia, partendo da un confronto trasparente delle offerte luce e gas anziché aderendo a proposte ricevute al telefono o alla porta.