Cos’è il bonus sociale elettricità e per chi è previsto?
Il bonus sociale rappresenta uno sconto applicato direttamente sulla nostra bolletta della luce. È inoltre valido anche per le forniture di gas e acqua, grazie all’azione congiunta del Governo, di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e dei Comuni. Vale per alcune categorie di clienti domestici stabilite dalla normativa vigente, e rappresenta uno degli strumenti di welfare più importanti per contenere il peso delle spese energetiche sui nuclei familiari in condizione di fragilità.
In Italia esistono tre tipologie principali di bonus sociale: il bonus elettrico, il bonus gas e il bonus idrico. Le prime due sono erogate direttamente in bolletta sotto forma di sconto, mentre il bonus idrico prevede l’applicazione di una tariffa agevolata su un quantitativo minimo di acqua. A partire dal 2021, grazie alla collaborazione tra ARERA, INPS, Acquirente Unico e SII, il riconoscimento del bonus sociale per disagio economico avviene in modo automatico: non è più necessario presentare domanda se si è in possesso di un’attestazione ISEE in corso di validità.
Bonus sociale disagio economico
Il bonus viene concesso ai clienti domestici con contratti che rispettano almeno uno dei seguenti criteri:
- indicatore ISEE non superiore a 8.256 €;
- indicatore ISEE inferiore a 20.000 € con nucleo familiare di 3 o più figli a carico;
- nucleo familiare titolare di Pensione di Cittadinanza o Reddito di Cittadinanza.
Questo bonus è cumulabile con il bonus per disagio fisico per la fornitura di energia elettrica, qualora nello stesso nucleo familiare sussistano entrambe le condizioni. In caso di variazione del reddito familiare, è possibile aggiornare l’attestazione tramite ISEE-corrente, uno strumento che consente di ricalcolare l’indicatore sulla base della situazione economica degli ultimi dodici mesi anziché di quella del secondo anno precedente.
Bonus sociale per disagio fisico
Il bonus per disagio fisico viene concesso a coloro che sono affetti da gravi malattie, o ai nuclei domestici in cui vive un soggetto gravemente malato che necessita di apparecchiature elettromedicali per il proprio sostentamento vitale. La tipologia di strumenti inclusi in questa fattispecie è elencata nel Decreto del Ministero della Salute del 2011. È cumulabile con il bonus per disagio economico qualora sussistano entrambe le condizioni, e viene riconosciuto indipendentemente dal valore dell’ISEE del richiedente.
Qual è il valore del bonus sociale 2020 e come viene erogato?
Il valore del bonus cambia ogni anno ed è stimato da ARERA in base a specifiche fasce di distribuzione. Dopo aver presentato la richiesta con la documentazione necessaria (o dopo il riconoscimento automatico tramite DSU), lo sconto viene applicato direttamente all’interno della bolletta della luce, distribuito sotto forma di quote mensili lungo tutti i dodici mesi dell’anno. I valori cambiano a seconda che si tratti di bonus per disagio economico o per disagio fisico.
Valore bonus per disagio economico 2020
Questa tipologia di bonus dipende dal rapporto tra il nucleo familiare e il valore ISEE. Attualmente il fattore che incide maggiormente è il numero dei componenti della famiglia: per questa ragione esistono tre fasce distinte di importi.
| Numero componenti nucleo familiare | Valore bonus per disagio economico 2020 |
|---|---|
| 1 o 2 componenti | 132 € |
| 3 e 4 unità | 161 € |
| Supera le 4 unità | 194 € |
Valore bonus sociale per disagio fisico 2020
Le variabili che concorrono alla definizione dell’importo sono tre: la potenza contrattuale, la tipologia di apparecchiature mediche utilizzate (incluse nel Decreto legislativo del gennaio 2011) e il numero di ore di utilizzo giornaliero. L’utente tipo ha un consumo di 2.700 kWh/anno; da tale soglia in poi si considera il consumo extra a cui viene applicato il bonus.
| Potenza | Fascia Minima | Fascia Media | Fascia Massima |
|---|---|---|---|
| Fino a 3 kW | 193 € | 318 € | 460 € |
| Oltre 3 kW | 452 € | 572 € | 692 € |
Le fasce di consumo corrispondono a: fino a 600 kWh/anno, da 600 a 1.200 kWh/anno, oltre 1.200 kWh/anno. L’importo erogato viene quindi modulato in base alla quantità di energia effettivamente consumata dall’apparecchiatura salvavita, in modo da riconoscere un sostegno proporzionale al reale fabbisogno energetico del nucleo.
Come posso richiedere il bonus sociale 2020 luce?
Il processo di richiesta è semplice: bisogna presentare la documentazione al proprio Comune di residenza o presso i centri specializzati designati dal Comune stesso (tipicamente i CAF convenzionati). La pubblica amministrazione si occupa dell’intera procedura e trasmette i dati a SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Elettriche), che a sua volta comunica l’avvenuto riconoscimento al fornitore di energia, il quale applica lo sconto nelle bollette successive.
A partire dal 2021, per il bonus per disagio economico non è più necessario presentare domanda al Comune: è sufficiente compilare ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) tramite un CAF, un commercialista abilitato o direttamente sul sito dell’INPS. Sulla base dell’ISEE calcolato, il sistema riconosce in automatico il diritto al bonus e lo applica sulla prima bolletta utile. Resta invece necessaria la procedura tradizionale con il Modulo B per il bonus per disagio fisico, che richiede la presentazione del certificato ASL.
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Di quali documenti ho bisogno per poter ottenere il bonus sociale 2020?
Una volta stabilito dove presentare la documentazione, è necessario predisporre tutto il materiale richiesto. Ecco l’elenco completo dei documenti da allegare alla richiesta:
- Modulo A, scaricabile dal sito ARERA e da compilare in ogni sua parte;
- attestazione ISEE valida, rilasciata dall’INPS o da un CAF;
- allegato CF, che riporta i componenti del nucleo familiare ai fini ISEE;
- allegato FN, ovvero la certificazione di numerosità familiare per chi ha un ISEE compreso tra 8.107,50 € e 20.000 €;
- documento d’identità (anche in fotocopia) del richiedente;
- allegato D di delega, se la richiesta è presentata da un soggetto diverso dall’intestatario della fornitura;
- codici POD (per la luce) e PDR (per il gas), reperibili in bolletta;
- potenza del contatore, indicata nell’ultima bolletta;
- certificato ASL (solo per richieste di disagio fisico), contenente il tipo di apparecchiatura, l’indirizzo di installazione e le date di utilizzo.
Il bonus ha durata di dodici mesi. Alla scadenza è necessario rinnovare la domanda presentando una nuova attestazione ISEE aggiornata: con la procedura automatica, questo significa semplicemente presentare la nuova DSU presso il CAF o l’INPS. Il mancato rinnovo dell’ISEE comporta la sospensione automatica dell’agevolazione e la perdita dello sconto in bolletta.
Ecobonus 110%
Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Ulteriori sei mesi di tempo (31 dicembre 2022) sono previsti per le spese sostenute per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, se al 30 giugno 2022 è stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo.
Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni già previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. Ecobonus). Il Superbonus può essere fruito sotto forma di detrazione IRPEF in dichiarazione dei redditi, oppure — in alternativa — trasformato in sconto immediato in fattura o ceduto come credito d’imposta a banche e intermediari finanziari.
Come ottenere il Bonus 110?
Per poter accedere al Superbonus 110% è necessario rispettare alcune condizioni tecniche precise:
- aumentare l’efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi energetiche;
- utilizzare almeno un intervento trainante per accedere alla detrazione completa, sempre entro i limiti di spesa fissati dalla normativa.
Gli interventi trainanti comprendono la coibentazione dell’involucro edilizio (cappotto termico), la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni e su edifici unifamiliari, oltre agli interventi antisismici. Ad essi possono essere abbinati interventi trainati come l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, il tutto all’interno dello stesso intervento agevolato.