Cos’è il subentro in un contratto di fornitura di energia?

Il subentro è la procedura da seguire quando le utenze di luce e gas non sono attive e si necessita di sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura. Si verifica tipicamente quando il precedente inquilino o proprietario ha disdetto il contratto di fornitura al momento di lasciare l’abitazione, oppure quando l’immobile è rimasto sfitto per un lungo periodo e il contatore è stato disattivato.

Nel subentro l’utente può scegliere liberamente il fornitore e il mercato energetico di riferimento, valutando le offerte disponibili sul mercato libero oppure aderendo al regime delle tutele graduali, che dal 1° luglio 2024 ha sostituito il vecchio Servizio di Maggior Tutela per i clienti domestici non vulnerabili.

Differenza fra subentro e voltura

La distinzione fra queste due procedure è fondamentale e determina sia i tempi sia i costi dell’operazione. In sintesi:

  • il subentro riguarda un contatore disattivato, con contratto precedente già disdetto;
  • la voltura riguarda un contatore ancora attivo, dove occorre soltanto cambiare l’intestatario della fornitura.

Per capire rapidamente quale pratica serve, è sufficiente controllare il contatore dell’immobile: se il display è spento e non eroga corrente, il contratto non è attivo e occorre procedere con il subentro; se invece il contatore funziona regolarmente, si può procedere con la più rapida e meno onerosa voltura.

Quando serve il subentro

Le situazioni tipiche in cui è necessario richiedere il subentro sono molteplici. Le più frequenti comprendono:

  • ingresso in una casa in affitto dove il precedente inquilino ha chiuso il contratto;
  • acquisto di un immobile rimasto sfitto per diversi mesi;
  • ereditare una casa con contatore disattivato;
  • riattivazione di una seconda casa dove la fornitura era stata cessata per risparmiare sui costi fissi;
  • prima attivazione di un immobile che non è mai stato allacciato a un fornitore.

Di quali documenti avete bisogno per effettuare il subentro?

Prima di contattare il fornitore prescelto è bene raccogliere in anticipo tutta la documentazione utile: questo passaggio permette di concludere la pratica in un’unica telefonata, senza dover richiamare più volte per integrare dati mancanti. I documenti necessari per procedere con il subentro sono:

  • dati dell’intestatario: codice fiscale, fotocopia della carta d’identità, numero di telefono ed email;
  • indirizzo di residenza, indirizzo di fornitura e recapito per la spedizione delle fatture;
  • codice POD (identificativo univoco del contatore elettrico), reperibile sulla bolletta del precedente intestatario o sul display del contatore;
  • potenza impegnata espressa in kW (solitamente 3 kW per le utenze domestiche standard);
  • codice IBAN, nel caso si scelga il pagamento tramite domiciliazione bancaria;
  • dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno) richiesti obbligatoriamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico ai sensi del DM 37/2008, se l’immobile è stato costruito o ristrutturato dopo il 2008.

Per il gas naturale la lista si arricchisce del codice PDR (Punto di Riconsegna), indispensabile al pari del POD per identificare univocamente il punto di prelievo. Reperire il codice PDR è altrettanto semplice: si trova sulle vecchie bollette oppure, in caso di immobile vuoto da tempo, può essere richiesto al distributore locale di zona competente per l’indirizzo.

Come avviene la sottoscrizione del contratto di fornitura con la pratica di subentro?

La sottoscrizione del contratto di fornitura per il subentro può avvenire in tre modalità, tutte pienamente valide ai fini di legge e gestite dai fornitori con la stessa rapidità:

  • telefono: registrazione telefonica senza firma fisica, con conferma tramite vocal order;
  • email: il fornitore invia i documenti da firmare e rispedire in formato digitale;
  • firma elettronica: la modalità più veloce, completata interamente via cellulare ed email.

Scegliere il fornitore e il mercato di riferimento

Al momento del subentro l’utente si trova di fronte a una scelta strategica: optare per il mercato libero o aderire al regime delle tutele graduali. La differenza fra i due sistemi è sostanziale e influisce in modo diretto sul costo annuale della bolletta. Nel mercato libero il prezzo dell’energia è stabilito dal singolo operatore, che può proporre tariffe fisse bloccate per 12 o 24 mesi oppure tariffe indicizzate all’andamento del mercato all’ingrosso.

Il regime di tutele graduali, subentrato al Servizio di Maggior Tutela dal 1° luglio 2024 per i clienti domestici non vulnerabili, applica invece condizioni economiche aggiornate trimestralmente da ARERA sulla base di un meccanismo d’asta vinto dai principali operatori italiani. I clienti cosiddetti vulnerabili (anziani over 75, titolari di bonus sociale, persone con disabilità, abitanti in strutture abitative di emergenza) continuano invece a beneficiare del Servizio di Tutela a condizioni ARERA.

Procedura online o telefonica

La quasi totalità dei fornitori oggi consente di richiedere il subentro direttamente online, compilando un modulo sul sito ufficiale e caricando i documenti in formato digitale. La procedura online ha il vantaggio di essere disponibile 24 ore su 24 e di lasciare traccia scritta di ogni passaggio. La procedura telefonica, gestita dal call center del fornitore, rimane invece la più indicata per chi desidera un’assistenza dedicata e preferisce confrontare verbalmente le condizioni economiche prima di firmare.

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Quali sono i costi del subentro della luce?

Il subentro comporta una serie di oneri fissi stabiliti dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), cui si aggiungono eventuali costi accessori applicati dal fornitore scelto. Il totale complessivo si aggira mediamente tra i 50 e i 70 euro, a seconda del mercato e dell’operatore.

Tutele graduali / Servizio di Tutela:

  • 27,03€ di contributo fisso amministrativo;
  • 23€ di quota fissa (oneri ARERA);
  • 16€ di imposta di bollo.

Mercato Libero:

  • 27,03€ di contributo fisso;
  • 16€ di imposta di bollo;
  • costi accessori variabili a seconda del fornitore scelto.

Gli importi sono addebitati tutti sulla prima bolletta utile e, trattandosi di oneri una tantum, non incidono sulle fatture successive. Il deposito cauzionale non viene richiesto se si sceglie il pagamento tramite domiciliazione bancaria o postale, mentre in caso di bollettino cartaceo può essere richiesto un deposito calcolato in base alla potenza impegnata.

Va inoltre ricordato che al costo amministrativo del subentro si sommano le imposte previste dalla legge: IVA al 10% sull’energia consumata per le utenze domestiche e accise stabilite a livello nazionale. Alcune offerte di mercato libero includono bonus benvenuto o sconti promozionali che possono compensare, almeno in parte, i costi iniziali di attivazione. Se hai appena traslocato, lo strumento per gestire la fornitura nel trasloco ti indica se ti serve un subentro o una voltura.

Quali sono i tempi per la procedura di subentro?

ARERA stabilisce tempistiche precise e vincolanti per l’intera procedura di subentro, a tutela del consumatore finale. Per la fornitura elettrica il termine massimo è di 7 giorni lavorativi in totale, così ripartiti: 2 giorni lavorativi per l’operatore commerciale per inoltrare la richiesta al distributore e 5 giorni lavorativi per il distributore per effettuare l’attivazione fisica del contatore.

Per la fornitura di gas naturale le tempistiche sono leggermente più lunghe e arrivano fino a 10 giorni lavorativi, in ragione delle verifiche tecniche di sicurezza che il distributore deve effettuare sull’impianto prima di riaprire il rubinetto del contatore.

Rimborsi previsti in caso di ritardo

Qualora il distributore non rispetti i tempi previsti dall’Autorità, sono previsti rimborsi automatici a favore del cliente finale, che vengono accreditati direttamente sulla prima bolletta utile senza bisogno di alcuna richiesta formale:

  • 35€ se l’attivazione avviene entro il doppio del tempo massimo previsto;
  • 70€ se l’attivazione avviene entro il triplo del tempo massimo;
  • 105€ se l’attivazione supera il triplo del tempo massimo.

Consigli pratici per pianificare il trasloco

Il consiglio più importante è quello di avviare la pratica di subentro almeno due settimane prima della data di ingresso nell’abitazione, così da avere un margine di sicurezza rispetto ai 7 giorni lavorativi previsti dall’ARERA ed eventuali festività infrasettimanali. Richiedere il subentro con largo anticipo permette inoltre di scegliere con calma la tariffa più conveniente fra le decine di offerte disponibili sul mercato, senza dover accettare la prima proposta utile pur di avere la corrente accesa il giorno del trasloco.

Un altro accorgimento utile è quello di annotare la lettura del contatore il giorno in cui si entra in casa: questo dato, comunicato al fornitore via app o area clienti, permette di evitare fatture basate su consumi stimati e di allineare da subito la bolletta ai consumi reali. Infine, è bene verificare sempre che il contatore elettronico sia funzionante e non presenti anomalie: in caso di display spento o messaggi di errore, occorre segnalarlo tempestivamente al fornitore che attiverà l’intervento del distributore competente per zona.