Cos’è il codice PDR?

Il codice PDR del gas è fondamentale per identificare la nostra utenza del gas. Non è, chiaramente, l’unico codice che si può trovare su una bolletta del gas. Tale codice ci aiuta a differenziare la nostra utenza da quelle degli altri e, cosa fondamentale, è e sarà sempre lo stesso. Nel momento in cui viene assegnato a un’utenza, esso dunque non cambierà mai, anche se dovessimo cambiare fornitore del gas e cambiare tipo di fatturazione, il codice resterà invariato. In questo senso il PDR funziona in modo simile al codice fiscale personale: accompagna il punto di fornitura per tutta la sua vita utile, indipendentemente dal contratto attivo in un dato momento.

Tecnicamente il codice PDR è un acronimo, italiano, di Punto Di Riconsegna, cioè indica la posizione precisa nella quale è situato il contatore, in cui il fornitore consegnerà il gas e dove viene prelevato lo stesso gas dal cliente finale. Il codice è univoco a livello nazionale ed è assegnato dall’impresa di distribuzione locale, che è il soggetto proprietario della rete e dei contatori, e non dal venditore. Questa distinzione è importante: il fornitore cambia nel tempo, il distributore no, e il PDR segue il distributore e il punto fisico della fornitura.

Com’è fatto il PDR?

Ogni codice PDR ha 14 numeri che lo compongono: 4 cifre corrispondono all’impresa di distribuzione stabilita dall’Autorità e 10 cifre appartengono a dati identificativi del cliente a cui è assegnato. Le prime quattro cifre permettono dunque di risalire subito al distributore competente sul territorio, mentre le restanti dieci identificano in modo univoco il singolo punto di riconsegna servito dalla rete. A livello regolatorio, il formato del codice è disciplinato dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), in particolare con la Delibera 40/04, che ha standardizzato la codifica dei punti di riconsegna del gas naturale in Italia.

Il codice PDR vi verrà richiesto, sicuramente, quando e se deciderete di cambiare fornitore di gas, se doveste riattivare il contatore o procedere ad una voltura del gas, proprio perché il fornitore dovrà identificare l’utenza alla quale dovrà sottoscrivere un eventuale nuovo contratto. Senza PDR, nessun operatore può attivare una pratica commerciale sul punto: è il “biglietto d’identità” tecnico che consente al nuovo venditore di dialogare con il distributore e avviare lo switch, la voltura o il subentro in modo corretto.

PDR e POD: da non confondere

Una domanda ricorrente riguarda la differenza tra PDR e POD. Il POD (Point Of Delivery) è l’analogo codice identificativo per le utenze elettriche: inizia con le lettere “IT”, è composto da 14 o 15 caratteri alfanumerici e individua in modo univoco il contatore di energia elettrica. Il PDR, invece, è esclusivamente numerico, formato da 14 cifre, e riguarda soltanto il contatore del gas. Sebbene svolgano una funzione molto simile — identificare il punto di prelievo presso la rete di distribuzione — i due codici non sono intercambiabili e fanno riferimento a infrastrutture, distributori e regolamenti differenti.

Dove si trova il codice PDR?

Non disperarti se non sai come trovare il codice PDR sulla bolletta del gas perché, in realtà, è molto più facile di quello che pensi. Cercarlo sulla bolletta non è l’unico modo per riuscire a entrarne in possesso in caso di necessità.

  1. Sulla bolletta del gas: tutte le bollette del gas hanno il codice PDR ed è individuabile all’interno delle prime due pagine dove sono presenti i dati sul tipo di fornitura;
  2. Chiamare il servizio clienti del proprio fornitore: è questa la seconda modalità che può essere seguita semplicemente contattando il numero, quasi sempre verde quindi gratuito, del vostro fornitore a cui dovrete comunicare i dati personali che vi verranno richiesti.

Inoltre la necessità di riuscire a sapere dove si trova il codice PDR aumenta quando si trasloca, oltre che quando si ha intenzione di fare un cambio di fornitore. Per il trasloco, infatti, è fondamentale per quanto riguarda sia la voltura che il subentro che va effettuata su un contatore già attivo in passato e che quindi necessita di una riattivazione.

Ricorda, inoltre, che anche se si volesse annullare un contratto con un fornitore di gas bisogna fornire allo stesso il codice PDR corrispondente all’utenza da chiudere affinché l’operazione sia fattibile.

Altri canali per recuperare il PDR

Se non hai sottomano una bolletta cartacea e non riesci a raggiungere il call center, esistono diversi canali alternativi per recuperare il codice PDR. Ecco i più comuni:

  • l’area clienti online o l’app ufficiale del fornitore, dove è possibile scaricare le bollette in formato PDF e consultare i dati di fornitura;
  • le e-mail di benvenuto o di conferma contratto inviate dal venditore al momento dell’attivazione, che riportano in genere i codici tecnici dell’utenza;
  • il portale del distributore locale, quando disponibile, per i casi in cui si conosca già l’impresa che gestisce la rete sul territorio;
  • il Portale Consumi di ARERA, che consente a chi dispone di SPID o CIE di consultare dati contrattuali e di consumo dei propri punti di riconsegna gas e punti di prelievo elettrici.

I principali distributori gas in Italia

Il distributore è il soggetto che assegna il PDR ed è responsabile del contatore, della sua manutenzione e della lettura. A differenza del fornitore, che si sceglie liberamente sul mercato, il distributore è assegnato al territorio tramite concessione comunale. Tra i principali operatori della distribuzione gas in Italia troviamo:

  • Italgas, il primo operatore nazionale, presente in gran parte del Paese;
  • 2i Rete Gas, diffusa in numerose regioni del Nord, Centro e Sud Italia;
  • Unareti, attiva in particolare nell’area metropolitana di Milano e in alcuni comuni limitrofi;
  • Ireti, Hera, A2A Reti Gas, attive in specifici bacini del Nord e del Centro Italia.

Conoscere il proprio distributore non è strettamente necessario per leggere il PDR in bolletta, ma è molto utile in caso di guasti, letture, verifiche del contatore o segnalazione di emergenza gas, situazioni in cui occorre rivolgersi al distributore e non al venditore.

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Come distinguerlo dagli altri codici in bolletta?

Un’altra cosa che decisamente non deve essere sottovalutata, tanto meno dimenticata, è la differenza tra il codice PDR con gli altri codici che si trovano sulla bolletta del gas. Ad esempio non va confuso con il codice cliente (o numero cliente). Il codice cliente appartiene al fornitore e risulta utile a quest’ultimo per identificare il cliente in questione. Il numero cliente cambia, a differenza del codice PDR che non cambia mai come detto, quando si cambia fornitore.

  • Numero di matricola: si trova sul contatore ed è quello assegnato dalla fabbrica che lo ha letteralmente creato e costruito. Identifica il contatore non l’utenza. Stando a quanto detta la legge in materia, il numero di matricola deve essere sempre scritto e riportato su tutti i contatori in maniera leggibile. Questo numero può essere trovato anche sulla bolletta del gas, nella parte in cui vengono descritte le caratteristiche dell’utenza;
  • PDC: è, invece, il punto di consegna, detto anche cabina REMI, del gas che si differenzia dal PDR che indica, come detto ampiamente, il punto di riconsegna. Per essere più precisi lo definiamo come il punto di incontro tra la rete di distribuzione e quella di trasporto. Anche il PDC può essere trovato sulla bolletta e indica il punto fisico in cui sono in collegamento la rete di trasporto del gas ad alta pressione e la rete di distribuzione a media pressione.

Il codice PDC è in comune con altri utenti dal momento in cui è letteralmente il punto dal quale parte il gas per poi giungere nelle diverse case e abitazioni. Quindi sarà un codice comune e questa è un’altra sostanziale differenza con il PDR che, invece, appartiene a un singolo e unico contatore del gas.

I codici della bolletta gas in sintesi

Per orientarsi in bolletta senza confondersi, è utile tenere a mente il ruolo di ciascun codice. Ogni numero risponde a una domanda diversa:

  • PDR: quale punto di riconsegna del gas sto utilizzando? Codice fisso, 14 cifre, legato al contatore;
  • POD: quale punto di prelievo elettrico serve l’immobile? Codice alfanumerico, utile solo per la luce;
  • Codice cliente: come mi identifica il mio fornitore attuale? Cambia con il venditore;
  • Numero di matricola: di quale contatore fisico stiamo parlando? Cambia se il distributore sostituisce l’apparecchio;
  • PDC: da quale cabina REMI arriva il gas alla zona? Codice condiviso con altre utenze.

Quando tenere a portata di mano il PDR

Saper leggere il codice PDR non è un esercizio puramente teorico: ci sono diverse situazioni della vita quotidiana in cui averlo sottomano fa la differenza tra una pratica risolta in pochi minuti e una telefonata che si trascina per giorni. In particolare, il PDR è richiesto per:

  • cambio fornitore gas, ossia il classico switch verso un nuovo venditore del mercato libero;
  • voltura, quando si prende in carico un contratto attivo a nome del precedente intestatario (per esempio in caso di acquisto o affitto di una casa);
  • subentro, quando il contatore è stato chiuso e va riattivato dopo un periodo di inutilizzo;
  • disdetta del contratto, per comunicare in modo chiaro al fornitore quale punto di riconsegna si vuole chiudere;
  • simulazioni e preventivi sui comparatori di tariffe, dove il PDR consente di stimare in modo più accurato i costi futuri e le possibili agevolazioni.

Prendere nota del PDR e conservarlo in un posto sicuro, insieme al POD, al codice fiscale e ai dati bancari, è una piccola accortezza che semplifica molto la gestione della casa. Se stai pensando di cambiare fornitore di gas o di confrontare le offerte disponibili, avere subito a portata di mano il codice PDR renderà l’intera procedura più rapida, trasparente e a prova di errore.