Che cosa sono le partecipazioni statali

Con partecipazioni statali si intendono le quote che lo Stato detiene nel capitale di alcune imprese. Nel settore energetico questa presenza è particolarmente rilevante: l'energia è infatti considerata un comparto strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per l'economia nazionale, e lo Stato conserva un ruolo di indirizzo nelle principali aziende.

La partecipazione pubblica può assumere forme diverse: in alcune aziende lo Stato è azionista di controllo o di riferimento, in altre detiene quote di minoranza che gli garantiscono comunque un peso nelle scelte strategiche. Le percentuali non sono fisse e possono cambiare nel tempo, ad esempio in seguito a operazioni di vendita o riacquisto di quote sul mercato.

ℹ️ Da sapere — avere lo Stato tra gli azionisti non significa controllare i prezzi al consumatore: le tariffe del mercato libero dipendono dalle offerte dei singoli fornitori.

Come lo Stato partecipa al mercato energetico

La presenza dello Stato nelle aziende energetiche può essere diretta o indiretta. Conoscere la differenza aiuta a capire come funzionano gli assetti azionari dei grandi gruppi del settore.

Partecipazione diretta

Nella partecipazione diretta lo Stato è azionista tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). È il caso, per esempio, delle aziende interamente pubbliche, come il Gestore dei Servizi Energetici, controllato al cento per cento dal MEF.

Partecipazione indiretta tramite CDP

Nella partecipazione indiretta interviene Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società controllata dallo Stato che investe in imprese ritenute strategiche per il Paese. Attraverso CDP lo Stato mantiene quote in alcuni grandi gruppi dell'energia e delle infrastrutture senza esserne azionista diretto.

Quali aziende energetiche sono partecipate

La presenza pubblica si concentra sui grandi operatori dell'elettricità e degli idrocarburi e sui gestori delle infrastrutture di rete, ritenuti essenziali per il funzionamento del sistema energetico. Le quote esatte cambiano nel tempo: per il dato aggiornato è opportuno fare riferimento alle comunicazioni ufficiali delle società e del Ministero dell'Economia.

  • Grandi gruppi elettrici e degli idrocarburi: operatori storici del settore in cui lo Stato detiene quote dirette o tramite CDP;
  • gestori delle infrastrutture di rete: le società che gestiscono le reti di trasmissione elettrica e di trasporto del gas, fondamentali per la sicurezza del sistema;
  • Gestore dei Servizi Energetici (GSE): società interamente pubblica che gestisce gli incentivi alle fonti rinnovabili.

Per approfondire chi è e cosa fa il GSE puoi consultare la nostra guida ai contatti e al numero verde del GSE. Per conoscere i singoli operatori puoi invece consultare l'elenco delle compagnie di luce e gas.

Perché lo Stato mantiene un presidio nell'energia

La presenza pubblica nel settore energetico risponde a obiettivi di interesse generale. L'energia è una risorsa essenziale e la sua disponibilità incide sulla competitività del Paese e sulla vita quotidiana dei cittadini: per questo lo Stato sceglie di mantenere un ruolo di indirizzo nelle aziende chiave.

  • Garantire la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti energetici;
  • tutelare le infrastrutture di rete considerate strategiche per il Paese;
  • sostenere gli investimenti di lungo periodo, ad esempio nella transizione verso le fonti rinnovabili;
  • mantenere un presidio in settori rilevanti per l'economia nazionale.

Va però ricordato che la regolazione del mercato e la tutela dei consumatori non spettano agli azionisti delle società, ma ad ARERA, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che opera in modo indipendente.

Domande frequenti sulle partecipazioni statali

Che cosa sono le partecipazioni statali nell'energia?

Sono le quote che lo Stato italiano detiene nel capitale delle principali aziende del settore energetico, in modo diretto tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze oppure indiretto attraverso Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Questa presenza consente allo Stato di mantenere un ruolo di indirizzo strategico in un comparto considerato di interesse nazionale.

Lo Stato controlla i prezzi della luce e del gas?

No. Anche dove è presente nel capitale di alcune aziende, lo Stato non fissa i prezzi del mercato libero, che dipendono dalle offerte dei singoli fornitori. La regolazione delle tariffe e la tutela del consumatore sono affidate ad ARERA, l'Autorità di regolazione indipendente, e non agli azionisti delle società.

Quali sono le principali aziende energetiche con partecipazione statale?

Tra i gruppi storicamente partecipati dallo Stato figurano grandi operatori dell'elettricità e degli idrocarburi e i gestori delle infrastrutture di rete, oltre al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), interamente pubblico. Le quote esatte variano nel tempo: per il dato puntuale conviene consultare le fonti ufficiali delle società e del Ministero dell'Economia.

Che differenza c'è tra partecipazione diretta e tramite CDP?

Nella partecipazione diretta lo Stato è azionista tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Nella partecipazione indiretta interviene invece Cassa Depositi e Prestiti, società controllata dallo Stato che investe in imprese strategiche. In entrambi i casi l'obiettivo è mantenere un presidio pubblico su settori ritenuti rilevanti per il Paese.

Avere lo Stato come azionista rende un fornitore più conveniente?

Non necessariamente. La convenienza di un'offerta dipende dalle condizioni economiche e contrattuali, non dall'assetto azionario del fornitore. Per scegliere conviene confrontare prezzi e clausole delle diverse compagnie con un comparatore di offerte luce e gas.