Che cosa sono le partecipazioni statali
Con partecipazioni statali si intendono le quote che lo Stato detiene nel capitale di alcune imprese. Nel settore energetico questa presenza è particolarmente rilevante: l'energia è infatti considerata un comparto strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per l'economia nazionale, e lo Stato conserva un ruolo di indirizzo nelle principali aziende.
La partecipazione pubblica può assumere forme diverse: in alcune aziende lo Stato è azionista di controllo o di riferimento, in altre detiene quote di minoranza che gli garantiscono comunque un peso nelle scelte strategiche. Le percentuali non sono fisse e possono cambiare nel tempo, ad esempio in seguito a operazioni di vendita o riacquisto di quote sul mercato.
Come lo Stato partecipa al mercato energetico
La presenza dello Stato nelle aziende energetiche può essere diretta o indiretta. Conoscere la differenza aiuta a capire come funzionano gli assetti azionari dei grandi gruppi del settore.
Partecipazione diretta
Nella partecipazione diretta lo Stato è azionista tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). È il caso, per esempio, delle aziende interamente pubbliche, come il Gestore dei Servizi Energetici, controllato al cento per cento dal MEF.
Partecipazione indiretta tramite CDP
Nella partecipazione indiretta interviene Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società controllata dallo Stato che investe in imprese ritenute strategiche per il Paese. Attraverso CDP lo Stato mantiene quote in alcuni grandi gruppi dell'energia e delle infrastrutture senza esserne azionista diretto.
Quali aziende energetiche sono partecipate
La presenza pubblica si concentra sui grandi operatori dell'elettricità e degli idrocarburi e sui gestori delle infrastrutture di rete, ritenuti essenziali per il funzionamento del sistema energetico. Le quote esatte cambiano nel tempo: per il dato aggiornato è opportuno fare riferimento alle comunicazioni ufficiali delle società e del Ministero dell'Economia.
- Grandi gruppi elettrici e degli idrocarburi: operatori storici del settore in cui lo Stato detiene quote dirette o tramite CDP;
- gestori delle infrastrutture di rete: le società che gestiscono le reti di trasmissione elettrica e di trasporto del gas, fondamentali per la sicurezza del sistema;
- Gestore dei Servizi Energetici (GSE): società interamente pubblica che gestisce gli incentivi alle fonti rinnovabili.
Per approfondire chi è e cosa fa il GSE puoi consultare la nostra guida ai contatti e al numero verde del GSE. Per conoscere i singoli operatori puoi invece consultare l'elenco delle compagnie di luce e gas.
Perché lo Stato mantiene un presidio nell'energia
La presenza pubblica nel settore energetico risponde a obiettivi di interesse generale. L'energia è una risorsa essenziale e la sua disponibilità incide sulla competitività del Paese e sulla vita quotidiana dei cittadini: per questo lo Stato sceglie di mantenere un ruolo di indirizzo nelle aziende chiave.
- Garantire la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti energetici;
- tutelare le infrastrutture di rete considerate strategiche per il Paese;
- sostenere gli investimenti di lungo periodo, ad esempio nella transizione verso le fonti rinnovabili;
- mantenere un presidio in settori rilevanti per l'economia nazionale.
Va però ricordato che la regolazione del mercato e la tutela dei consumatori non spettano agli azionisti delle società, ma ad ARERA, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che opera in modo indipendente.