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Decreto Bersani: La Liberalizzazione Del Mercato Energetico

Decreto Bersani: la liberalizzazione del mercato energetico

Il decreto legislativo 79/99 del 16 marzo 1999 – meglio conosciuto come decreto Bersani – prende nome dall’allora Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato Pier Luigi Bersani. È particolarmente importante conoscerne i contenuti in quanto, in ambito energetico, è stato uno degli interventi legislativi più importanti avuti nel nostro Paese.

Sommario:

Cosa è il decreto Bersani

Quando ci si riferisce al decreto Bersani, si sta trattando del provvedimento legislativo che, nei fatti, avviò il procedimento di liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica in Italia, realizzando la concreta apertura del mercato come fortemente auspicato dalla Comunità Europea. Fu questa la prima parte del cosiddetto pacchetto liberalizzazioni che continuò, sempre per opera di Bersani, nel governo Prodi II, con il decreto Bersani bis che fu decreto legge nel 31 gennaio del 2007.

Il contributo efficienza energetica casaAll’interno di questo primo pacchetto vi fu una vera svolta legislativa: il mercato elettrico italiano era infatti chiuso a partire dal 1962, quando fu realizzato il monopolio da parte di ENEL. A partire dal 1999 il mercato è stato invece aperto alla concorrenza, spalancando la porta a numerosi nuovi operatori e contribuendo a creare un sistema molto più competitivo.

Precedentemente, tutte le fasi dell’energia erano infatti in mano al monopolista, Enel. Con questa applicazione si è invece realizzato un vero e proprio spacchettamento delle fasi della filiera energetica. Produzione, trasmissione, dispacciamento, distribuzione e vendita sono diventate così autonome e ognuna di esse ha potuto essere liberalizzata, con delle norme create ad hoc per ciascuna.

Un minore controllo dello Stato nel processo che porta l’energia a essere usufruita dal cliente finale era, nell’intenzione del legislatore, il procedimento necessario per poter contribuire alla creazione di condizioni più vantaggiose per gli utenti. In più, la fine del monopolio sarebbe stata la base a partire dalla quale poter creare maggiore concorrenza e, conseguentemente, un mercato più competitivo.

Le novità del decreto Bersani

Notevoli e numerose sono state le innovazioni proposte. Come detto, precedentemente Enel gestiva tutte le fasi del ciclo energetico; per far ciò era coadiuvata da reti elettriche cittadine nonché da alcuni gruppi industriali che si occupavano dei propri consumi interni. Con l’attuazione del decreto Bersani si ha avuto una suddivisione netta di tutte queste fasi, ciascuna opportunamente regolamentata e con l’ingresso di nuovi attori.

Per la regolamentazione dell’intero mercato fu creata un’autorità, con compiti non troppo dissimili a quelli dell’AGCOM per il settore delle Comunicazioni, qual è l’ARERA, nata in principio come AEEG.

Produzione di energia

La parte relativa la produzione di energia ha visto l’introduzione di due soglie limite, particolarmente importanti, che Enel avrebbe dovuto rispettare, ossia:

  • Produzione di non più del 50% di energia creata in Italia;
  • Vendita di eventuale capacità eccedente di produzione (per poter contribuire alla nascita di nuovi operatori di settore).

Ciò ha fatto sì, conseguentemente alla nascita di nuovi attori del mercato energetico, che questi potessero autonomamente creare nuove centrali elettriche, fornendo più scelta sul mercato. Inoltre non solo Enel ma anche le municipalizzate di grandi città poterono procedere con la vendita della propria energia.

Trasmissione e dispacciamento dell’energia

La trasmissione e il dispacciamento dell’energia hanno subito un percorso inverso, più monopolizzante; si è infatti ritenuto più idoneo concedere a un solo soggetto il compito del dispacciamento dando tuttavia la possibilità, a più fornitori, di poter intervenire nella fase di trasporto dell’energia elettrica.

Sulla base di ciò è stato creato il GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale) per la gestione dell’operatività delle infrastrutture di rete. Successivamente si è creata una società proprietaria della concessione di tali infrastrutture, cioè della gestione e del controllo affinché tutti i produttori potessero avere lo stesso trattamento nell’accesso alla rete: così, nacque Terna.

Nel 2004 Terna è diventata completamente autonoma da Enel ed è così scomparsa la necessità di una gestione terza della rete. L’anno successivo il GRTN ha perciò cambiato le proprie funzioni diventando il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici). Parallelamente si ebbe la nascita di ulteriori attori quali il GME (Gestore del Mercato Elettrico), AU (Acquirente Unico) e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico).

Distribuzione e vendita di energia elettrica

La distribuzione di energia ha subito una suddivisione su base geografica, con delle ripartizioni su scala regionale e, talvolta, provinciale. Ciò ha fatto sì che molte regioni abbiano visto la nascita di più soggetti sul territorio per la distribuzione e che grandi municipalizzate locali abbiano dovuto svolgere delle divisioni delle proprie attività (unbundling). Ciò ha portato alla nascita, per esempio, di Enel Distribuzione.

Per quanto concerne la vendita si ha avuto, invece, il maggiore cambio. La liberalizzazione del mercato ha infatti concesso a numerosi operatori di potersi presentare sul mercato, con un progressivo passaggio che ha portato alla divisione tra il Servizio di Maggior Tutela e il Mercato Libero.

Certificati Verdi

Il decreto Bersani è stato inoltre precursore per quanto riguarda l’incentivare l’utilizzo di fonti rinnovabili e la produzione da impianti rinnovabili (biomassa, solare, eolico, eccetera). Nel decreto è sancito che ciascun produttore immetta ogni anno nella rete una percentuale di energia rinnovabile pari al 2% di quella prodotta o importata nel precedente anno. Chi non è in grado di adempiere a ciò deve comprare i certificati verdi, riconosciuti dal GSE ai produttori di energia rinnovabile.

Normative successive

Particolarmente rilevanti sono gli ulteriori provvedimenti legislativi nell’ambito liberalizzazioni, tra i quali possiamo vedere:

  • Decreto Letta, prende il nome da Enrico Letta (allora Ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato), è del 23 maggio 2000 e ha realizzato la liberalizzazione del mercato del gas;
  • Decreto Bersani bis, è del 31 gennaio 2007 ed è intervenuto – tra le altre – su telefonia e tariffe aeree.

La liberalizzazione del mercato dell’energia è comunque ancora in atto. Il passaggio totale dal servizio di maggior tutela al mercato libero di luce e gas, previsto per luglio del 2019, è stato slittato a data 1 luglio 2020 a seguito del decreto Milleproroghe del Governo Conte.

Decreto Bersani: la liberalizzazione del mercato energetico ultima modifica: 2018-10-22T15:49:23+00:00 da La Redazione

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