Liberalizzazione del mercato dell'energia nel 2020: perché?

La liberalizzazione del mercato di luce e gas in Italia è recentemente slittata da luglio 2019 a luglio 2020. Non è la prima volta che con una decisione il legislatore ha deciso di posticipare l’ingresso del Belpaese nel mercato libero. Si tratta, tuttavia, di una decisione che per certi versi era possibile immaginare e di cui cerchiamo di comprenderne cause e conseguenze. Sommario:

Perché è slittata la liberalizzazione del mercato?

La liberalizzazione del mercato del gas e dell’energia sono due fasi importanti per l’economia italiana avviate, rispettivamente, dal Decreto Letta nel 2003 e dal secondo Decreto Bersani nel 2007. Tuttavia, per quanto si sia programmato il tutto con congruo anticipo sono stati ben frequenti degli slittamenti. Il passaggio era infatti già stato rinviato una prima volta, nel 2017, dal Governo presieduto da Paolo Gentiloni. Con un emendamento all’allora ddl Concorrenza, il Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentato dall’allora Ministro Carlo Calenda, decise per lo slittamento. Le motivazioni dello stesso Ministro erano dovute al possibile aumento dei prezzi delle bollette che portarono a un primo invio con il mercato tutelato prolungato sino a luglio 2019. Quest’anno sembrava quindi essere quello positivo ma, il nuovo Governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega con a capo Giuseppe Conte ha optato per un ulteriore slittamento, di un anno, a luglio 2020. luce_energia Le motivazioni sono diverse e vanno ricercate in varie direzione. Prima tra tutte c’è la mancanza di percezione del decreto attuativo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, ad oggi presieduto da Luigi Di Maio. Inoltre permangono alcuni dubbi circa la chiarezza delle offerte del mercato libero e i vantaggi che questo dovrebbe portare all’interno del settore. Precedentemente alla fine del servizio di Maggior Tutela il Governo ha infatti annunciato ripetutamente di voler migliorare la trasperanza del cambio di mercato. A tal proposito sono iniziati, ad agosto, dei tavoli in cui sono coinvolti il MiSE, l’Antitrust e l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente al fine di trovare le migliori soluzioni possibili. Tali obiettivi sono perfettamente condivisi dal nuovo presidente, nominato dallo stesso Governo, Stefano Besseghini (ex a.d. di Ricerca Sistema Energetico, società del gruppo GSE). Il piano di azione è stato presentato a ottobre da Davide Crippa, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia e deputato piemontese eletto nelle file del Movimento 5 Stelle, con una nota presente sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico:
«Il superamento del regime di maggior tutela dovrà essere occasione per ridisegnare un nuovo mercato dell’energia, renderlo più trasparente, integrare al meglio l’energia prodotta da fonti rinnovabili e creare le condizioni migliori sia sul fronte della domanda che dell’offerta – aggiungendo come intenzione quella di completare – l’iter dell’Albo dei venditori – il cui – tavolo verrà convocato a breve per la presentazione di un programma operativo condiviso».
L’obiettivo del Milleproroghe è stato quindi quello di allontanare i termini e permettere l’adeguamento al nuovo mercato con un maggior lasso di tempo d’anticipo. Questo potrebbe far sì che gli utenti finali siano più informati circa i veri effetti del cambio di mercato e che possano dissipare per tempo i dubbi sulla grande quantità di offerte che verranno immesse. contratto_luceIl miglioramento dell’informazione sarà soprattutto un obiettivo, peraltro, dell’Autorità. Besseghini ha infatti informato come sia necessario «garantire l'appianamento delle asimmetrie informative – e che – bisogna fare in modo che le decisioni siano consapevoli e possibili, in una chiarezza di rapporto tra costo e beneficio che sia trasparente all'utente, e non sempre l'utente è sufficientemente competente». Sarà inoltre interessante vedere nei mesi che ci dividono dalla fine del mercato di maggior tutela come si opererà per ovviare alle preoccupazioni sulla – almeno, iniziale – lievitazione dei costi. Uno dei temi principali che portarono infatti il Governo Gentiloni allo slittamento al 2020 fu quello riguardante la poca chiarezza circa la suddivisione dei costi in bolletta. La paura che a un eventuale aumento della materia prima sarebbe corrisposto un proporzionale incremento degli oneri fiscali e amministrativi mise infatti in allarme l’esecutivo e lo portò alla scelta poi replicata dall’attuale esecutivo. Se si sarà trattato di timori vani o se vi saranno invece delle contromisure da mettere in atto lo si scoprirà solo nei prossimi mesi. Il tavolo programmatico tra MiSE, ARERA e Authority è infatti destinato a ripetere le proprie riunioni, al fine di adattare il Paese a una riforma da ormai molto tempo in fase d’attesa.

Cosa avverrà con il passaggio al mercato libero?

Sebbene come già detto la situazione attende sviluppi costanti, un quadro su quanto avverrà lo si può già tracciare (ce ne occupammo già, in questo articolo). Innanzitutto aumenterà la concorrenza, come giusto e ovvio che sia, dato che il numero dei fornitori sul mercato aumenterà e, con esso, la possibilità di offrire liberamente tariffe aggiornate a prezzi da competizione. Gli attori sul mercato saranno (e già sono) tantissimi e si dovrà ben comprendere la differenza di ruoli del mercato energetico (in tal senso, vi consigliamo questa lettura per comprendere chi sono i gestori, cosa fanno i distributori e chi è il fornitore). Uno dei grandi vantaggi sarà sicuramente quello della riduzione, almeno numerica delle bollette. Nel servizio di maggior tutela infatti gli operatori sono costretti a offrire una tariffa per la luce e un’altra per il gas. Differentemente, il mercato libero aprirà le porte alle offerte dual, con le quali tramite un unico fornitore si potrà realizzare un contratto che preveda una domiciliazione di luce e gas con una sola compagnia. Un plus non da poco soprattutto per quanto concerne la burocrazia, spesso annosa e complessa quando si realizzano operazioni riguardanti le utenze casalinghe.dual_energia Inoltre vi è il prezzo base dell’offerta. Qual è la differenza? Nel mercato tutelato il vantaggio è che il prezzo dell’energia è sancito da ARERA che non consente grossi dislivelli aggiornandolo ogni 3 mesi. Con la liberalizzazione i fornitori saranno invece costretti a offrire un prezzo bloccato per un tot di mesi, mettendo il cliente finale al riparo da eventuali pericolose oscillazioni del mercato dell’energia (nonché dell’economia stessa del Paese che, come abbiamo visto, può essere fortemente influenzata da parametri come lo spread). L’aumento della possibilità di scelta – e di libertà da parte dei fornitori – permetterà al cliente di poter realmente selezionare quant’è più vantaggioso in un determinato momento, senza costi aggiuntivi. Questo obbligherà i player sul mercato a rendersi più appetibili all’utente, garantendo un migliore servizio non solo nella fornitura ma anche in tempi di risposta più rapidi e riduzione degli errori. Il più grande inconveniente potrebbe, effettivamente, essere quello di orientarsi tra i tantissimi attori ma anche lì la soluzione sarà semplice, grazie all’avvento di internet e la possibilità di districarsi grazie ai comparatori gratuiti di tariffe online.