Le cause degli incrementi in bolletta
Confartigianato reclama interventi tempestivi per evitare un’ecatombe delle imprese e di tutti i cittadini italiani. Andiamo ad analizzare meglio costa sta accadendo. Come sempre l’aumento del prezzo di un bene si verifica quando la domanda supera l’offerta. Il bene in questione è il gas.
La domanda di gas in Europa è cresciuta per diverse ragioni:
- l’assottigliamento progressivo delle scorte;
- la richiesta elevata, avvenuta in tempi molto rapidi, per la ripresa delle attività produttive dopo il blocco e il rallentamento dovuti alla pandemia;
- la riduzione delle esportazioni da parte della Russia verso l’Europa a favore del mercato asiatico;
- la riduzione sensibile dei venti nell’area del Nord e del Baltico che ha penalizzato Paesi come l’Inghilterra che hanno investito molto sull’eolico e il solare;
- il notevole aumento dei prezzi dei permessi per emettere anidride carbonica: questi sono rilasciati dalle autorità europee in numero limitato e vengono poi scambiati tra le aziende (quelle meno inquinanti possono vendere i propri alle industrie che producono più emissioni). Il tutto con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. La quantità di permessi viene periodicamente ridotta col conseguente aumento di prezzo. Questo si traduce in costi maggiori sulle bollette.
In Italia il gas naturale è impiegato per produrre circa il 40% dell’energia elettrica. Di conseguenza l’aumento significativo del suo costo si riflette su quello dell’elettricità. Pur tenendo presente che la bolletta è “una somma” della componente energia (la materia prima) e delle spese necessarie per:
- dispacciamento;
- trasporto;
- gestione del contatore;
- oneri di sistema.
Alcuni fornitori hanno dato la possibilità di rateizzare le bollette vista la particolare situazione.
PUN, PSV e il ruolo dei mercati all’ingrosso
Per capire davvero perché le bollette di luce e gas sono esplose occorre guardare ai due indici che muovono tutto il mercato italiano: il PUN per l’elettricità e il PSV per il gas naturale. Sono i termometri economici che ogni fornitore osserva quotidianamente e che, direttamente o indirettamente, finiscono per influenzare il costo della materia prima indicata sulla bolletta delle famiglie.
Che cos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
Il PUN è il prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal GME, il Gestore dei Mercati Energetici. Si forma ora per ora, come media ponderata dei prezzi zonali italiani, e rappresenta il costo “all’ingrosso” dell’elettricità. Negli anni precedenti al 2021 il PUN oscillava mediamente tra i 40 e i 60 €/MWh; durante la crisi energetica è arrivato a superare i 500 €/MWh in alcune giornate, un aumento senza precedenti nella storia del mercato elettrico italiano.
Che cos’è il PSV (Punto di Scambio Virtuale) del gas
Il PSV è l’hub virtuale italiano dove si scambia il gas naturale all’ingrosso. Il suo prezzo, espresso in €/MWh termici, è strettamente correlato al TTF olandese, il principale riferimento europeo. Nell’estate del 2022 il PSV ha superato la soglia dei 300 €/MWh, quando il valore storico “normale” si aggirava intorno ai 20 €/MWh. È questa esplosione che ha trascinato con sé anche il PUN, proprio perché in Italia una quota importante dell’elettricità viene prodotta bruciando gas naturale nei cicli combinati.
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ARERA e gli aggiornamenti trimestrali del mercato tutelato
A vigilare su tutto questo sistema c’è l’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Quattro volte l’anno, ogni trimestre, ARERA aggiorna le condizioni economiche del servizio di maggior tutela, ovvero le tariffe di luce e gas applicate ai clienti che non hanno ancora scelto il mercato libero. Questi aggiornamenti sono il momento in cui, concretamente, i rincari delle materie prime arrivano in bolletta.
Cosa comprende l’aggiornamento trimestrale
- la componente energia (PE), che riflette l’andamento del PUN e del PSV;
- gli oneri di sistema, che finanziano incentivi alle rinnovabili, regimi tariffari speciali e il bonus sociale;
- i costi di trasporto, distribuzione e misura;
- le imposte, compresa l’IVA e le accise sul gas.
I trimestri record del 2022
Nel primo trimestre 2022 ARERA aveva annunciato un aumento del 55% sulla bolletta elettrica e del 41,8% sul gas per i clienti tutelati, solo in parte mitigato dagli interventi del Governo. Nei trimestri successivi gli aumenti si sono ripetuti, alternati a brevi riduzioni, fino a raggiungere il picco nell’autunno del 2022, in piena crisi del gas russo. È in questa fase che il termine “caro bollette” è entrato stabilmente nel linguaggio quotidiano delle famiglie italiane.
Oneri di sistema e crisi energetica 2022-2023
Di fronte all’impennata dei prezzi all’ingrosso il Governo italiano ha adottato una serie di misure straordinarie, con l’obiettivo di alleggerire la pressione del caro bollette su famiglie e imprese. La leva principale sono stati proprio gli oneri di sistema, storicamente una delle componenti più pesanti della bolletta elettrica.
Che cosa sono gli oneri di sistema
Gli oneri generali di sistema sono voci applicate sia in bolletta luce sia in bolletta gas, destinate a coprire attività di interesse collettivo: incentivi alle fonti rinnovabili (ASOS), smantellamento delle centrali nucleari, agevolazioni per industrie energivore, bonus sociale luce e gas e ricerca sul sistema elettrico. Prima della crisi pesavano tra il 15% e il 20% della bolletta elettrica domestica tipica.
Gli interventi del Governo
- azzeramento temporaneo degli oneri di sistema per l’elettricità a partire dal primo trimestre 2022;
- riduzione dell’IVA al 5% sul gas naturale per uso domestico;
- contributo straordinario a favore dei clienti domestici a basso reddito;
- crediti d’imposta mirati alle imprese ad alto consumo energetico;
- proroga ripetuta di tutte queste misure nei decreti aiuti del 2022 e del 2023.
Senza questi interventi, l’aumento delle bollette sarebbe stato ancora più pesante. Anche con i sostegni, tuttavia, la spesa media annua per una famiglia tipo è cresciuta di oltre 1.000 euro nel solo 2022, come stimato da Confartigianato e confermato dalle analisi ARERA.
Bonus sociale ISEE: lo scudo per le famiglie in difficoltà
Per proteggere le famiglie più esposte al caro bollette, il Governo ha potenziato il bonus sociale elettrico, gas e idrico. È uno sconto applicato direttamente in bolletta, senza bisogno di anticipare somme o affrontare rimborsi successivi, pensato per chi ha un ISEE basso o si trova in condizioni di disagio fisico.
A chi spetta il bonus sociale
- nuclei familiari con ISEE fino alla soglia annualmente fissata dal Governo;
- famiglie numerose con almeno quattro figli a carico e ISEE entro i limiti stabiliti;
- percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza;
- persone con gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita (bonus per disagio fisico).
Come si ottiene
Dal 2021 il bonus è riconosciuto in automatico: è sufficiente presentare la DSU e ottenere l’attestazione ISEE in corso di validità. L’INPS trasmette i dati ad ARERA e al Sistema Informativo Integrato, che applica lo sconto direttamente sulle bollette. Per il bonus fisico, invece, resta necessaria la domanda al Comune o al CAF di riferimento, con la documentazione medica.
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Fine del mercato tutelato: cosa cambia nel 2024
In mezzo a questo scenario di prezzi altalenanti, l’Italia sta affrontando un altro passaggio storico: la fine graduale del mercato tutelato di luce e gas. Per approfondire le differenze tra mercato libero vs tutelato, conviene conoscere le regole dei due regimi prima di scegliere. Una svolta annunciata da anni ma che, proprio nel pieno della crisi energetica, è diventata concreta per milioni di famiglie.
Le tappe della fine tutela
- 1° gennaio 2023: uscita delle microimprese dal mercato tutelato dell’energia elettrica;
- 10 gennaio 2024: fine della tutela del gas per i clienti domestici non vulnerabili;
- 1° luglio 2024: fine della tutela elettrica per i clienti domestici non vulnerabili, con passaggio al Servizio a Tutele Graduali;
- permanenza del servizio di tutela per i clienti considerati vulnerabili (over 75, persone con disabilità, utenti di apparecchiature elettromedicali, abitanti in isole minori non interconnesse).
Servizio a Tutele Graduali e mercato libero
I clienti domestici non vulnerabili che non hanno scelto un’offerta sul mercato libero sono stati assegnati d’ufficio al Servizio a Tutele Graduali (STG), gestito da fornitori vincitori di aste territoriali. Gli altri consumatori possono invece sottoscrivere liberamente un’offerta tra quelle disponibili sul mercato libero, spesso più convenienti se si ha tempo di confrontarle con attenzione. È proprio in questo contesto che un comparatore come fornitori-luce.it diventa uno strumento prezioso per orientarsi tra tariffe fisse, variabili e indicizzate al PUN.
Come è possibile risparmiare sulla bolletta di casa? Qualche consiglio utile…
È proprio per “contenere” questi elementi “accessori” che in Italia sono stati stanziati 3,4 miliardi. E che sarà incrementato il bonus a sostegno delle famiglie a più basso reddito. Inoltre, a detta dell’ARERA -l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente- l’offerta di gas in Europa potrebbe aumentare, e il costo ridursi, qualora l’attuale differenziale positivo tra i prezzi europei e i prezzi asiatici dovesse permanere, incentivando le forniture di GNL verso il Vecchio continente, a più alto profitto rispetto all’aria asiatica.
Ma ci sono anche altri accorgimenti che i consumatori possono adottare per contenere il caro prezzi (stimato in oltre 1.000 euro in più a famiglia per il solo 2022). Si tratta, in primis, delle soluzioni che adoperano energie verdi e rinnovabili:
- solare fotovoltaico;
- eolico: pale eoliche e turbine usano la forza cinetica del vento per produrre energia meccanica, da cui si genera poi quella elettrica;
- geotermico: sfrutta il calore naturale della Terra, trasformato in energia elettrica dalle centrali geotermiche;
- idroelettrico: tramite turbine, viene trasformata in elettricità l’energia cinetica prodotta da cascate, fiumi, onde e maree; a produrre l’energia sono le centrali idroelettriche;
- biomasse: generata dagli scarti prodotti dall’uomo, quest’energia permette di ottenere calore ed elettricità, oltre a combustibili liquidi per aziende di trasporto e industrie manifatturiere;
- energia oceanica.
E, in secondo luogo, si tratta di adottare comportamenti “virtuosi” per ottenere una casa meno energivora
- usare lampadine a LED: consumano fino al 50% in meno delle lampadine tradizionali e hanno anche il vantaggio di alleggerire la bolletta;
- scegliere elettrodomestici a basso consumo (A+, A++ e A+++);
- spegnere tutti i dispositivi non in utilizzo (computer, smartphone, Tv, etc.), che possono consumare una grande quantità di energia in relazione al consumo totale;
- scegliere tariffe fisse di fornitura;
- prediligere un fornitore di luce e gas green: in tanti credono che per avere energia sostenibile a casa sia necessario fare degli interventi di ristrutturazione, mentre in realtà l’energia green non comporta alcun cambiamento dell’impianto elettrico o del contatore, né costi di attivazione. Nemmeno è difficile richiedere il passaggio, perché è sufficiente contattare il proprio fornitore e comunicare che si vuole cambiare tipo di fornitura.
Confrontare le offerte e scegliere il momento giusto
In un mercato così volatile, la scelta della tariffa conta quasi quanto i comportamenti di consumo e il costo del kWh applicato dal fornitore. Le offerte a prezzo fisso mettono al riparo dagli aumenti nei mesi più tesi, ma possono risultare meno convenienti quando il PUN e il PSV scendono; le offerte indicizzate, al contrario, seguono l’andamento dei mercati e premiano chi entra in una fase di ribasso. Valutare periodicamente le alternative, soprattutto prima dell’aggiornamento trimestrale ARERA, è il modo più concreto per non subire passivamente il caro bollette.
Sarebbe dunque il caso di pensare seriamente ad un cambiamento anche a livello domestico. Come del resto sta avvenendo su larga scala, a livello mondiale. L’energia rinnovabile piace perché riduce l’impatto ambientale, ma soprattutto perché conviene da un punto di vista economico, contribuendo ad abbassare i costi di approvvigionamento…