Come gestire l’impianto termoidraulico
La regola principale è fare la manutenzione periodica del proprio impianto, sia per ragioni economiche che di sicurezza e anche per evitare sanzioni. Un impianto controllato e ben regolato consuma e inquina di meno. Le informazioni in merito alla periodicità della manutenzione sono riportate sul libretto dell’impianto.
Bisogna sempre controllare la temperatura presente nella propria abitazione. Non bisogna esagerare perchè una temperatura troppo elevata in casa non va bene anche perchè se poi si esce e la temperatura esterna è troppo alta potremmo avere problemi di salute non trascurabili. Una soluzione intelligente è gestire il proprio impianto di riscaldamento avvalendosi di termostati intelligenti che possiamo regolare attraverso lo smartphone programmando l’accensione dell’impianto di riscaldamento solo quando è necessario evitando in questo modo inutili sprechi.
Altro sistema utile è costituito dalle valvole termostatiche. Applicate su ciascun termosifone aprono e chiudono la circolazione dell’acqua calda consentendo di mantenere una temperatura costante una volta impostata, concentrando il calore negli ambienti più frequentati ed evitando inutili sprechi di energia. Per evitare dispersioni di calore un’idea intelligente è quella di applicare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. Inoltre chiudendo persiane e tapparelle si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.
Un altro consiglio utile è quello di evitare di usare i termosifoni per asciugare la biancheria utilizzando parte del calore per questo scopo e non per riscaldare. Lasciando le fonti di calore libere si evitano sprechi e dispersioni di calore e si massimizza il rendimento del nostro impianto di riscaldamento. Periodicamente occorre rinnovare l’impianto di riscaldamento. Se si ha una caldaia tradizionale è buona cosa pensare di sostituirla con una più moderna ed efficiente caldaia a condensazione che consente un maggior risparmio di energia. Se l’impianto è vecchio bisogna cercare di valutare il suo ammodernamento e la sua sostituzione con impianti più moderni ed efficienti con una migliore tecnologia e che riducono al minimo gli sprechi e le dispersioni di calore.
I componenti dell’impianto termoidraulico
Un impianto termoidraulico domestico è un sistema complesso, composto da diversi elementi che devono lavorare in modo coordinato per garantire comfort termico e acqua calda sanitaria. Conoscere ogni componente è il primo passo per gestirlo in modo efficiente e individuare tempestivamente eventuali anomalie:
- la caldaia, tradizionale o a condensazione, è il generatore di calore centrale dell’impianto;
- i termosifoni o radiatori diffondono il calore negli ambienti della casa;
- la pompa di calore rappresenta l’alternativa elettrica e ad alta efficienza alla caldaia a gas;
- la ventilazione meccanica controllata (VMC) garantisce il ricambio d’aria limitando le dispersioni termiche;
- tubi, collettori e valvole completano il circuito idraulico di mandata e ritorno dell’acqua calda.
Pompa di calore e VMC: l’alternativa ad alta efficienza
Negli ultimi anni la pompa di calore si è affermata come la tecnologia più efficiente per climatizzare gli ambienti domestici. A differenza della caldaia a gas, non brucia combustibili ma sposta calore dall’aria esterna o dal terreno verso l’interno dell’abitazione, con un coefficiente di prestazione (COP) che può superare il valore di 4. Abbinata a un impianto a pavimento e a una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, consente di ottenere un comfort elevato con consumi elettrici contenuti, soprattutto se abbinata a un impianto fotovoltaico domestico che alimenta il compressore con energia autoprodotta.
Manutenzione annuale e obblighi di legge
La gestione corretta di un impianto termoidraulico passa prima di tutto dal rispetto degli obblighi di manutenzione previsti dalla normativa italiana. Il DPR 74/2013 disciplina in modo puntuale la conduzione, la manutenzione e il controllo degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, stabilendo le responsabilità del proprietario, del responsabile dell’impianto e del manutentore abilitato. Ignorare questi adempimenti non espone soltanto a sanzioni amministrative, ma riduce il rendimento dell’impianto e aumenta i consumi in bolletta.
DPR 74/2013 e periodicità dei controlli
Il DPR 74/2013 stabilisce che la manutenzione ordinaria deve essere eseguita secondo le indicazioni del fabbricante riportate sul libretto di uso e manutenzione. Il controllo di efficienza energetica, che include la verifica dei fumi di combustione, è invece obbligatorio con cadenza biennale per le caldaie a gas di potenza inferiore a 100 kW e annuale per quelle a combustibile liquido o solido. Al termine di ogni intervento il tecnico rilascia il rapporto di controllo di efficienza energetica, che deve essere conservato insieme al libretto dell’impianto ed esibito in caso di controlli da parte del Comune o della Regione.
Libretto di impianto e responsabile tecnico
Il libretto di impianto è il documento che accompagna la vita del generatore, dall’installazione alla dismissione. Contiene i dati tecnici, gli interventi di manutenzione, i controlli di efficienza e le eventuali modifiche impiantistiche. La sua compilazione e il suo aggiornamento sono obbligatori per tutti gli impianti termici, indipendentemente dalla potenza. Il proprietario, o l’amministratore di condominio in caso di impianto centralizzato, è il responsabile dell’impianto e risponde della corretta conduzione dello stesso. Affidarsi a un manutentore abilitato ai sensi del DM 37/2008 è una garanzia sia di sicurezza sia di regolarità documentale.
Sanzioni e rischi in caso di inadempienza
Saltare la manutenzione annuale o il controllo dei fumi può comportare sanzioni amministrative che vanno da 500 a 3.000 euro a seconda della Regione e della gravità dell’infrazione. Oltre all’aspetto economico, un impianto non controllato aumenta in modo significativo il rischio di intossicazione da monossido di carbonio, di perdite di gas e di incendi. Un bruciatore sporco consuma fino al 10% in più di combustibile per fornire la stessa quantità di calore: in pochi anni il mancato risparmio supera abbondantemente il costo della manutenzione ordinaria.
Regolazione intelligente e riduzione delle dispersioni
Una volta garantita la regolarità della manutenzione, il secondo pilastro del risparmio energetico è la regolazione fine dell’impianto. Anche una caldaia moderna e ben mantenuta, se pilotata da un termostato obsoleto o lasciata accesa senza una programmazione oraria, finisce per dissipare gran parte del suo potenziale di efficienza.
Cronotermostato e termostati intelligenti
Il cronotermostato è il cuore della regolazione domestica: consente di programmare fasce orarie diverse per i giorni feriali e festivi, differenziando la temperatura tra il giorno e la notte. I modelli più evoluti, detti termostati smart o intelligenti, si collegano al Wi-Fi domestico e possono essere gestiti da smartphone, imparano le abitudini degli occupanti e sfruttano i sensori di presenza per abbassare automaticamente la temperatura quando la casa è vuota. Secondo ENEA, una regolazione oraria ben impostata può ridurre i consumi di riscaldamento dal 10% al 20% rispetto a un termostato tradizionale a regolazione manuale.
Sfiato dei termosifoni e coibentazione dei tubi
Prima dell’accensione stagionale è fondamentale effettuare lo sfiato dei termosifoni: l’aria che si accumula nella parte alta del radiatore impedisce all’acqua calda di riempirlo completamente e riduce la superficie di scambio termico. L’operazione è semplice e si esegue con un’apposita chiavetta, raccogliendo in un contenitore la piccola quantità d’acqua che fuoriesce insieme all’aria. Sempre in ottica di efficienza, la coibentazione dei tubi di mandata e ritorno, soprattutto quando attraversano locali non riscaldati come cantine, garage o sottotetti, è un intervento a basso costo che riduce le perdite di calore lungo il circuito e abbatte i tempi di risposta dell’impianto.
Valvole termostatiche e contabilizzazione
Le valvole termostatiche, obbligatorie per legge negli impianti centralizzati, consentono di regolare la temperatura stanza per stanza e di evitare il surriscaldamento delle zone esposte al sole o poco utilizzate. Abbinate ai contabilizzatori di calore, permettono in condominio di pagare in base ai consumi effettivi e non più in millesimi, incentivando comportamenti virtuosi. Anche nelle case autonome la loro installazione è oggi considerata un intervento di buon senso, soprattutto quando si ha una casa con esposizioni diverse o con un uso differenziato degli ambienti.
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Ecobonus 65% e ammodernamento dell’impianto
Quando la caldaia ha più di quindici anni e l’impianto mostra segni di usura, la scelta più razionale non è rattopparlo ma sostituirlo. Lo Stato incentiva questa decisione con l’Ecobonus, la detrazione fiscale riservata agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. L’aliquota del 65% rappresenta il beneficio più vantaggioso per chi vuole passare a tecnologie ad alta efficienza.
Interventi ammessi all’aliquota del 65%
L’Ecobonus al 65% si applica all’installazione di caldaie a condensazione di classe A abbinate a sistemi di termoregolazione evoluta con centralina climatica e valvole termostatiche di almeno classe V, alle pompe di calore ad alta efficienza, agli impianti ibridi factory-made che combinano caldaia a condensazione e pompa di calore, ai generatori d’aria calda a condensazione e agli impianti di microcogenerazione. Sono inoltre ammesse, con aliquote dedicate, le schermature solari e la coibentazione dell’involucro edilizio, che completano il quadro degli interventi utili a ridurre il fabbisogno termico dell’abitazione.
Adempimenti pratici: ENEA, bonifico parlante, asseverazioni
Per accedere all’Ecobonus è necessario pagare l’intervento con bonifico parlante, indicando in causale il riferimento normativo, la fattura e il codice fiscale del beneficiario. Entro 90 giorni dalla fine lavori va trasmessa all’ENEA la scheda descrittiva dell’intervento, con i dati tecnici del nuovo impianto. Per alcuni interventi è richiesta anche l’asseverazione di un tecnico abilitato e, nei casi previsti, l’attestato di prestazione energetica (APE) post-intervento. La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi: pianificare l’intervento tenendo conto della propria capienza fiscale è quindi indispensabile per non perdere parte del beneficio.
Risparmio energetico e impianto termoidraulico: alcune considerazioni
Tenere in buon ordine il proprio impianto di riscaldamento condizione essenziale per la propria sicurezza e per un ottimale sfruttamento del medesimo impianto. Bisogna cercare di utilizzare sistemi più al passo con i tempi come ad esempio la programmazione e il controllo del proprio impianto attraverso le app e il proprio smartphone così da ridurre al massimo gli sprechi e le dispersioni di calore.
Quando l’intero impianto di riscaldamento troppo vecchio o la caldaia non efficiente bisogna cercare di fare tutto il possibile per modernizzare questi dispositivi. Fare uno sforzo di questo genere anche se economicamente soprattutto in certi momenti può sembrare eccessivo nel tempo ne apprezzeremo i vantaggi in termini di risparmi sulle bollette.
Utilizzare termostati moderni, valvole termostatiche ed evitare con pannelli le dispersioni di calore sono tutti metodi che consentono comunque risparmi sulla bolletta dell’energia anche se il nostro impianto non il migliore che la tecnologia consente.
In tutto questo è ottima cosa avvalersi dei consigli degli esperti del settore perché dalla loro esperienza sanno trovare la migliore soluzione a seconda della situazione invece che affidarsi ad un fai da te che sembra farci risparmiare denaro ma in realtà ci obbligherà dopo ad affidarci a professionisti per risolvere i problemi che noi abbiamo creato. Una volta ottimizzato l’impianto, vale sempre la pena mettere in atto un confronto delle offerte luce e gas per assicurarsi di pagare l’energia al prezzo più conveniente.