The China Syndrome (1979)
Questo film, diretto da James Bridges, è stato rilasciato solo dodici giorni prima dell'incidente di Three Mile Island negli Stati Uniti, un incidente nucleare reale. La trama ruota attorno a un'inchiesta giornalistica su una centrale nucleare e i potenziali rischi associati all'energia nucleare. The China Syndrome ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle centrali nucleari e ha contribuito a una maggiore consapevolezza dell'energia nucleare e dei suoi rischi.
L'impatto culturale della pellicola fu enorme proprio per la coincidenza con il disastro reale: milioni di spettatori americani si ritrovarono a discutere, al bar e in televisione, di «sindrome cinese» e di scenari di fusione del nocciolo che fino a poche settimane prima sembravano confinati alla fantascienza. Jack Lemmon e Jane Fonda costruiscono un thriller che ancora oggi viene citato nei corsi universitari di comunicazione del rischio come esempio di come un prodotto d'intrattenimento possa trasformarsi in strumento di dibattito pubblico sull'energia.
Matrix (1999)
Diretto dai fratelli Wachowski, Matrix è un film di fantascienza che ha sfidato le convenzioni del genere. La storia è ambientata in un mondo distopico in cui le macchine hanno preso il controllo e utilizzano gli esseri umani come fonte di energia. Questa visione futuristica solleva questioni filosofiche profonde sulla realtà, la libertà e l'uso dell'energia. Il film ha contribuito a alimentare le discussioni sull'etica dell'energia e sull'importanza di conservarla.
La celebre scena in cui Morpheus mostra a Neo i campi di corpi umani collegati alla rete come batterie biologiche è una delle metafore più potenti mai prodotte dal cinema popolare sul rapporto fra tecnologia, risorse e sfruttamento. Non a caso saggisti e filosofi della tecnica — da Slavoj Žižek a Nick Bostrom — hanno usato Matrix per raccontare il capitalismo fossile e la dipendenza dalle fonti non rinnovabili: l'umanità che alimenta un sistema più grande di sé senza averne piena coscienza.
Erin Brockovich (2000)
Questo film, diretto da Steven Soderbergh e interpretato da Julia Roberts, è basato su una storia vera. Erin Brockovich è una donna determinata che scopre un grave caso di inquinamento da cromo esavalente nell'approvvigionamento idrico di una piccola città. La lotta legale che ne segue mette in luce l'importanza di preservare le risorse idriche e proteggere la salute delle comunità. Il film ci ricorda che l'energia e le risorse naturali sono preziose e che dobbiamo essere vigili nella loro tutela.
Il caso raccontato nella pellicola — la causa intentata contro la Pacific Gas and Electric Company — è una pietra miliare della storia dell'attivismo ambientale statunitense e mostra come una grande utility dell'energia possa essere chiamata a rispondere delle ricadute sul territorio. La vittoria da 333 milioni di dollari ottenuta dagli abitanti di Hinkley è diventata un simbolo della giustizia ambientale, un tema oggi più che mai attuale alla luce delle discussioni sulla transizione ecologica e sulla responsabilità sociale delle imprese energetiche.
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Energia del futuro (2006)
Questo documentario, diretto da Davis Guggenheim, esplora il futuro delle fonti di energia rinnovabile e i cambiamenti necessari per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Narrato dall'ex Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, il film evidenzia il cambiamento climatico e il ruolo dell'energia nella lotta contro di esso. Energia del futuro sottolinea l'importanza dell'innovazione tecnologica e dell'adozione di fonti di energia più sostenibili.
Conosciuto in tutto il mondo con il titolo originale «An Inconvenient Truth», il film ha vinto due premi Oscar nel 2007 ed è considerato il documentario che ha portato la crisi climatica dentro il dibattito politico mainstream. Dieci anni più tardi, nel 2017, è uscito il seguito «An Inconvenient Sequel: Truth to Power», che fa il punto sui progressi fatti dall'accordo di Parigi e sul ritardo accumulato sugli obiettivi di decarbonizzazione.
Prometeo (2012)
Diretto da Ridley Scott, Prometeo è un film di fantascienza che affronta il tema dell'energia attraverso l'esplorazione di un pianeta lontano. La trama segue una spedizione scientifica alla ricerca delle origini dell'umanità e dell'energia vitale. Il film solleva domande profonde sull'origine e sull'uso dell'energia, nonché sulle implicazioni etiche delle scoperte scientifiche. Prometeo ci spinge a riflettere sulle nostre ambizioni scientifiche e sulla responsabilità nell'utilizzo dell'energia.
Non è un caso che Scott abbia scelto il nome del titano che nella mitologia greca ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini: il fuoco è la prima forma di energia addomesticata dall'umanità, e l'intera saga di Alien — di cui Prometeo è il prequel — può essere letta come una parabola sul prezzo che si paga per impadronirsi di fonti di potere che non si è in grado di controllare.
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L'uomo che Illuminò il Mondo (2017)
Questo documentario, diretto da David L. Lewis, esplora la vita e il lavoro di Nikola Tesla, uno degli inventori più influenti nella storia della tecnologia e dell'energia. Il film racconta la storia di Tesla, dal suo lavoro pionieristico sull'elettricità e la corrente alternata alla sua visione di un mondo alimentato da energia gratuita e sostenibile. Un film che evidenzia l'importanza dell'innovazione nell'industria dell'energia e le sfide che gli innovatori affrontano nel portare avanti idee rivoluzionarie. Questo documentario offre un'occasione unica per riflettere sulla genialità di Tesla e sul suo impatto duraturo nel settore dell'energia e della tecnologia.
La figura di Tesla, riscoperta negli ultimi vent'anni anche grazie al successo della casa automobilistica che porta il suo nome, è diventata quasi un'icona pop: dal documentario di Lewis al biopic «Tesla» del 2020 con Ethan Hawke, il serbo-americano è oggi simbolo di quel pensiero visionario senza il quale la transizione energetica non avrebbe mai preso forma.
I grandi documentari ambientalisti
Oltre ai titoli già citati, negli ultimi vent'anni è esploso un vero e proprio filone di documentari ambientalisti che hanno saputo intrecciare il racconto dell'energia con quello della crisi climatica, ottenendo un pubblico globale grazie alla distribuzione in sala e sulle piattaforme di streaming.
Before the Flood (2016)
Prodotto da National Geographic e diretto da Fisher Stevens, vede Leonardo DiCaprio, nel suo ruolo di Messaggero di pace delle Nazioni Unite, viaggiare in cinque continenti per raccontare gli effetti del cambiamento climatico. Dalle sabbie bituminose dell'Alberta alle foreste pluviali dell'Indonesia distrutte per far posto alle piantagioni di palma da olio, il film costruisce un atto d'accusa contro l'economia fossile e mostra, allo stesso tempo, le alternative possibili basate sulle fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, tassazione del carbonio.
Cowspiracy (2014) e Gasland (2010)
«Cowspiracy: The Sustainability Secret» di Kip Andersen e Keegan Kuhn mette a fuoco l'impatto energetico e climatico dell'allevamento intensivo, spesso trascurato dalle grandi ONG ambientaliste. «Gasland» di Josh Fox, nominato all'Oscar, è invece il documentario che ha fatto conoscere al grande pubblico il fracking: l'immagine del rubinetto della cucina che prende fuoco per la presenza di metano nella falda è diventata un'icona della battaglia contro le trivellazioni non convenzionali.
Fantascienza ed energia: da Avatar a Interstellar
La fantascienza è da sempre il laboratorio narrativo in cui il cinema immagina il futuro dell'energia, proiettando sullo schermo timori e speranze della propria epoca. Tre titoli in particolare hanno definito l'immaginario contemporaneo sul rapporto fra specie umana, risorse ed ecosistema.
Avatar (2009) di James Cameron
Il kolossal campione d'incassi di tutti i tempi ha al centro proprio la corsa a una risorsa energetica, l'unobtanium, per la quale la civiltà umana è pronta a devastare il pianeta Pandora e a sterminarne gli abitanti nativi. Il parallelo con le guerre per il petrolio, con l'estrattivismo minerario e con la resistenza delle comunità indigene è esplicito, e ha trovato nuovo slancio con il seguito «Avatar: La via dell'acqua» uscito nel 2022.
Wall-E (2008) e Interstellar (2014)
«Wall-E» della Pixar racconta una Terra ormai ridotta a una discarica globale in cui l'umanità sopravvive a bordo di una nave-crociera alimentata da un'energia iper-consumistica; «Interstellar» di Christopher Nolan, invece, parte dall'esaurimento delle risorse agricole ed energetiche del pianeta per intraprendere una ricerca interstellare di un nuovo mondo abitabile. Entrambi i film, pur con toni diversi, invitano lo spettatore a interrogarsi sulle conseguenze a lungo termine del nostro modello energetico.
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Lo sguardo italiano: Olmi, Segre e il cinema civile
Anche il cinema italiano ha dato un contributo fondamentale al racconto dell'energia, spesso scegliendo il linguaggio del documentario d'autore e dell'inchiesta. Registi diversissimi fra loro hanno trovato il modo di raccontare paesaggi, industrie, centrali e comunità che vivono ai confini della grande infrastruttura energetica nazionale.
Ermanno Olmi e il paesaggio del lavoro
Olmi, prima di diventare il maestro di «L'albero degli zoccoli», iniziò la sua carriera girando cortometraggi industriali per la Edisonvolta, la società elettrica che avrebbe poi dato vita a Edison. Opere come «Il tempo si è fermato» (1959) e i documentari sulle centrali idroelettriche alpine sono testimonianze preziose di come la produzione di energia abbia trasformato il paesaggio e il lavoro nel Nord Italia del dopoguerra.
Andrea Segre e il cinema del territorio
Andrea Segre, sociologo e regista, ha costruito una filmografia attenta ai temi ambientali e sociali: «Il pianeta in mare» (2019) racconta la zona industriale di Porto Marghera, uno dei poli energetici più grandi d'Europa, mentre «Molecole» (2020) riflette sulla Venezia svuotata del lockdown e sul rapporto fra città, acqua e cambiamento climatico. Il suo sguardo, insieme a quello di Gianfranco Rosi («Fuocoammare», «Notturno»), rappresenta la parte più viva del documentario italiano contemporaneo.
Netflix e i green docs: l'energia in streaming
L'avvento delle piattaforme di streaming ha moltiplicato la disponibilità di documentari dedicati all'energia e alla sostenibilità. Netflix in particolare ha investito in modo consistente nei cosiddetti «green docs», raggiungendo un pubblico giovane che difficilmente si sarebbe avvicinato a questi temi attraverso i canali televisivi tradizionali.
Fra i titoli più significativi disponibili sulla piattaforma troviamo:
- «Our Planet» (2019) con la voce narrante di David Attenborough, che dedica un'intera puntata alla fragilità degli ecosistemi di fronte al riscaldamento globale;
- «Seaspiracy» (2021) di Ali Tabrizi, sulla crisi degli oceani e sulla pesca industriale;
- «Breaking Boundaries: The Science of Our Planet» (2021) con Johan Rockström, che spiega i nove limiti planetari e il ruolo della decarbonizzazione;
- «Kiss the Ground» (2020), dedicato all'agricoltura rigenerativa come leva per catturare la CO2;
- «Don't Look Up» (2021), film di finzione con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence che usa la metafora di una cometa in rotta di collisione per raccontare la negazione della crisi climatica.
A questi si aggiungono le grandi serie della BBC e di National Geographic disponibili su Prime Video, Disney+ e RaiPlay, che compongono oggi una vera e propria videoteca dell'Antropocene a disposizione di famiglie, scuole e appassionati.
Perché il cinema conta, anche per le bollette
Guardare un film o un documentario sull'energia non è solo un esercizio culturale. Il cinema, come hanno dimostrato studi dell'Università di Yale e dell'Università di Bologna, ha un impatto misurabile sulla percezione del rischio e sulle scelte di consumo: dopo la visione di «Una scomoda verità», ad esempio, in diversi Paesi europei si è registrato un aumento sensibile delle ricerche online su fotovoltaico, isolamento termico e tariffe luce da fonti rinnovabili.
Dallo schermo alla pratica quotidiana
Il passaggio dall'emozione del grande schermo alla pratica quotidiana è più breve di quanto si pensi: scegliere un fornitore di energia verde certificata, confrontare le offerte del mercato libero, installare un impianto fotovoltaico domestico o semplicemente rivedere le proprie abitudini di consumo sono tutti gesti che danno seguito concreto alle riflessioni proposte dai film citati in questa rassegna.