Lo studio condotto: i risparmi economici

Uno studio condotto dall’Osservatorio di Consigliopro.it ha aperto la strada a nuovi orizzonti in termini di risparmio energetico e sostenibilità. Secondo le indagini, la scelta di elettrodomestici di classe energetica A nelle case italiane potrebbe tradursi in risparmi economici considerevoli — uno dei modi più efficaci per risparmiare in bolletta — e in un impatto ambientale ridotto.

La ricerca ha preso in considerazione il consumo energetico annuo medio di frigoriferi, lavastoviglie, asciugatrici e lavatrici nelle abitazioni italiane. I risultati sono interessanti: queste apparecchiature costituiscono in media il 31,1% del consumo energetico totale di una famiglia, con un costo economico medio annuo di 504 euro. Tuttavia, con l’adozione di elettrodomestici di classe A, il consumo potrebbe scendere a 550 kWh all’anno, con una riduzione del costo annuale a 291 euro.

Per apprezzare l’entità del risparmio è utile confrontare i consumi tra classi diverse sui principali elettrodomestici di casa. Le stime medie su base annua, calcolate su un utilizzo domestico standard, sono le seguenti:

  • Frigorifero con congelatore: da circa 300 kWh/anno in classe A fino a 450-600 kWh/anno in classe E o F;
  • Lavatrice: tra 150 e 200 kWh/anno in classe A contro 260-320 kWh/anno per i modelli meno efficienti;
  • Lavastoviglie: circa 180-230 kWh/anno in classe A rispetto a 320-400 kWh/anno per le classi più basse;
  • Forno elettrico: 70-90 kWh/anno in classe A contro 110-150 kWh/anno nelle classi inferiori.

Moltiplicati per la vita utile del prodotto — mediamente 10-15 anni per i grandi elettrodomestici — questi scarti diventano centinaia di euro effettivamente trattenuti sul bilancio familiare, a parità di comfort e di prestazioni.

La nuova etichetta energetica UE e il database EPREL

Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto una nuova etichetta energetica con l’obiettivo di rendere i consumi più trasparenti e confrontabili. La scala è tornata a una formulazione semplice, da A a G, e sono state abolite le vecchie classi A+, A++ e A+++ che negli anni avevano finito per accumularsi in alto, rendendo difficile capire quali modelli fossero realmente più efficienti.

La riscalatura ha interessato progressivamente frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, televisori, sorgenti luminose e, più di recente, asciugatrici e forni. Per il consumatore il cambiamento principale è che un vecchio prodotto in classe A+++ oggi può risultare in classe C o D sulla nuova scala, pur restando lo stesso apparecchio: lo scarto non dipende da un peggioramento delle prestazioni, ma da una scala più severa, pensata per lasciare spazio ai modelli futuri.

Cosa mostra la nuova etichetta

Oltre alla classe energetica, l’etichetta fornisce una serie di informazioni armonizzate che permettono un confronto rapido tra modelli diversi:

  • Consumo energetico per ciclo o per 100 cicli, espresso in kWh;
  • Classe di emissione sonora durante il funzionamento, da A (silenzioso) a D (rumoroso);
  • Consumo d’acqua per ciclo, nel caso di lavatrici e lavastoviglie;
  • Capacità di carico, volume utile del vano refrigerante o del forno;
  • Un QR code che rimanda alla scheda ufficiale del prodotto nel database EPREL.

Il database EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è il registro ufficiale della Commissione Europea: contiene la scheda tecnica di ogni modello immesso sul mercato UE ed è consultabile gratuitamente online. Scansionando il QR code dell’etichetta è possibile verificare che il prodotto sia correttamente registrato, confrontare schede tecniche e leggere i dati di prova certificati. Si tratta di uno strumento pensato per contrastare la disinformazione commerciale e garantire al consumatore un accesso diretto alle informazioni ufficiali.

I criteri ecodesign dell’Unione Europea

Etichetta ed ecodesign sono due facce della stessa medaglia. Mentre l’etichetta informa, i regolamenti ecodesign UE fissano requisiti minimi che gli apparecchi devono rispettare per poter essere venduti all’interno del mercato unico. Oltre all’efficienza energetica in senso stretto, le norme più recenti richiedono:

  • Disponibilità dei pezzi di ricambio per almeno 7-10 anni dopo l’uscita del modello dal mercato;
  • Tempi massimi di consegna dei ricambi, tipicamente 15 giorni lavorativi;
  • Accesso garantito ai manuali di riparazione per i tecnici professionisti;
  • Facilità di smontaggio per consentire la riparazione e il recupero dei materiali a fine vita.

Questi obblighi rappresentano un passaggio importante verso il diritto alla riparazione e un’economia più circolare: un elettrodomestico realmente sostenibile non è soltanto quello che consuma poco, ma anche quello che dura nel tempo e può essere riparato a costi ragionevoli.

I vantaggi per l’ambiente

Oltre a far risparmiare le famiglie, la riduzione del consumo energetico ha un effetto straordinariamente positivo sull’ambiente. Con un costo del kWh di 0,5311 euro, il risparmio annuo per ogni famiglia può raggiungere i 213 euro, che diventano circa 2.000 euro in un decennio. Se questo modello venisse adottato dalle 25,7 milioni di famiglie italiane, il risparmio annuale per l’intera nazione potrebbe raggiungere la cifra di 5,47 miliardi di euro, oltre a un forte abbattimento delle emissioni nocive.

Per facilitare l’adozione su larga scala di elettrodomestici di classe A, l’indagine suggerisce l’introduzione di incentivi fiscali, sconti e programmi di sostituzione. Queste misure incoraggerebbero le famiglie a disfarsi dei vecchi dispositivi inefficienti e ad acquistare nuovi modelli ad alta efficienza. Campagne di sensibilizzazione e informazione potrebbero ulteriormente educare i consumatori sui vantaggi economici e ambientali legati all’uso di elettrodomestici ad alta efficienza.

Il ciclo di vita dell’elettrodomestico

Valutare l’impatto ambientale di un elettrodomestico significa guardare all’intero ciclo di vita, non soltanto alla fase di utilizzo. L’analisi LCA (Life Cycle Assessment) distingue quattro grandi fasi:

  • Estrazione e produzione: approvvigionamento delle materie prime (metalli, plastiche, schede elettroniche) e assemblaggio;
  • Distribuzione: trasporto dallo stabilimento al punto vendita e alla casa del consumatore;
  • Uso: fase largamente più impattante per i grandi elettrodomestici, perché pesa per il 60-90% dell’impronta complessiva sui 10-15 anni di vita utile;
  • Fine vita: raccolta, smontaggio, recupero dei materiali e smaltimento del residuo.

Proprio perché la fase d’uso è dominante, scegliere un apparecchio efficiente produce un beneficio ambientale molto superiore al costo energetico della sua produzione. Un frigorifero in classe A che sostituisce un modello di quindici anni in classe D può ripagare l’energia incorporata nella sua fabbricazione in meno di due anni di funzionamento.

Lo smaltimento corretto e i RAEE

A fine vita un elettrodomestico diventa un RAEE, acronimo di Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. I RAEE contengono materiali preziosi — rame, alluminio, acciaio, terre rare — ma anche sostanze potenzialmente pericolose come i gas refrigeranti dei frigoriferi o le schede elettroniche, e non possono mai essere conferiti nei rifiuti indifferenziati. In Italia esistono tre canali principali per disfarsene correttamente:

  • Ritiro «uno contro uno»: al momento dell’acquisto di un apparecchio nuovo, il venditore è obbligato a ritirare gratuitamente il vecchio equivalente;
  • Ritiro «uno contro zero»: per i punti vendita di grandi dimensioni è previsto il ritiro gratuito di piccoli RAEE (sotto i 25 cm) anche senza alcun acquisto;
  • Conferimento all’isola ecologica: i centri di raccolta comunali accettano gratuitamente qualsiasi tipo di RAEE domestico.

Grazie a questo sistema, in Italia oltre l’85% dei materiali contenuti in un grande elettrodomestico viene recuperato e reimmesso nel ciclo produttivo, chiudendo il cerchio dell’economia circolare.

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Bonus elettrodomestici: come funziona l’incentivo

Per accelerare il ricambio del parco elettrodomestici installato nelle case italiane, il legislatore ha previsto diversi strumenti fiscali. Il più noto è il cosiddetto bonus elettrodomestici, che incentiva la sostituzione di apparecchi obsoleti con modelli ad alta efficienza energetica. Gli elementi comuni a questo tipo di agevolazione sono:

  • Obbligo di sostituire un apparecchio esistente, conferendo il vecchio come RAEE;
  • Classe energetica minima del nuovo prodotto, generalmente A o superiore per lavatrici, lavastoviglie, forni e piani cottura, E o superiore per i frigoriferi;
  • Tetto massimo di spesa agevolabile per nucleo familiare;
  • Erogazione tramite sconto in fattura applicato dal rivenditore o, in alternativa, sotto forma di detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi.

A queste agevolazioni dedicate si affianca il bonus mobili ed elettrodomestici collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia, che consente di recuperare in detrazione una quota della spesa sostenuta per l’acquisto di grandi elettrodomestici destinati all’immobile oggetto di lavori. Trattandosi di misure soggette a modifiche annuali con la Legge di Bilancio, è sempre opportuno verificare sui siti istituzionali — Agenzia delle Entrate, ENEA e Ministero dell’Ambiente — gli importi, i requisiti tecnici e le finestre temporali aggiornati prima di procedere all’acquisto.

Elettrodomestici efficienti: quali sono i più utilizzati?

Sempre più persone sono alla ricerca di elettrodomestici ecologici, in grado di ridurre i consumi di energia e le emissioni. Questi apparecchi si differenziano dai modelli tradizionali per la loro alta efficienza energetica e per la presenza di tecnologie smart, che rendono l’utilizzo più facile e intuitivo. Di seguito, alcuni esempi di elettrodomestici green che stanno diventando sempre più popolari.

Esempi di elettrodomestici green

  • Frigoriferi intelligenti: dotati di un sistema di refrigeramento a basso consumo e di un rilevatore di temperatura che crea il microclima ideale per preservare il cibo, evitando lo spreco alimentare e riducendo il consumo di energia;
  • Cucine a induzione: a differenza dei sistemi di cottura a gas, i piani a induzione riducono l’emissione di anidride carbonica nell’aria e prevengono incidenti domestici legati alle fiamme; inoltre, grazie all’energia elettrica, i cibi vengono cotti in modo più veloce, riducendo così i consumi;
  • Lavastoviglie smart: dotate di sensori che riconoscono il grado di sporco e utilizzano solo l’acqua necessaria al lavaggio; è possibile caricare detersivo e brillantante in una vaschetta dedicata, perché l’apparecchio dosa automaticamente la giusta quantità in base alle necessità.

Buone abitudini per massimizzare il risparmio

Un elettrodomestico efficiente rende al massimo soltanto se viene utilizzato in modo corretto. Piccoli accorgimenti quotidiani consentono di estenderne la durata utile e di spingere i consumi verso il minimo tecnico:

  • Azionare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico e preferire i programmi «eco», anche se più lunghi, perché consumano meno energia totale;
  • Impostare il frigorifero tra +4 °C e +5 °C e il congelatore a -18 °C, evitando temperature inutilmente basse;
  • Sbrinare regolarmente il congelatore e mantenere pulite le serpentine posteriori del frigorifero, per ridurre il lavoro del compressore;
  • Spegnere completamente forno e piano cottura qualche minuto prima del termine della cottura, sfruttando il calore residuo;
  • Utilizzare lavatrice e lavastoviglie nelle fasce orarie F2 e F3 se si ha un contratto bioraria o multioraria, per beneficiare del prezzo ridotto dell’energia applicato dai fornitori di energia.

Lo studio dell’Osservatorio dimostra con forza che l’adozione di elettrodomestici di classe A non solo aiuta le famiglie a risparmiare denaro, ma rappresenta anche un passo importante per un futuro più sostenibile per l’Italia. Combinando la scelta di un apparecchio efficiente, l’uso del database EPREL per confrontare i modelli, il ricorso agli incentivi disponibili e il corretto smaltimento RAEE a fine vita, ogni famiglia può trasformare un gesto d’acquisto in un contributo concreto alla transizione energetica.