Cos’è una smart city
Una smart city integra tecnologia, innovazione, servizi e cittadini: una città sempre connessa che utilizza le tecnologie moderne e l’Internet of Things per ottenere una gestione efficace e innovativa dei servizi e dell’ambiente urbano, migliorando la qualità della vita dei suoi abitanti.
Gli edifici consumano circa il 40% dell’energia globale e quasi un quinto delle emissioni di gas serra. Entro il 2050 oltre il 70% della popolazione mondiale abiterà in città o metropoli.
Il paradigma della città intelligente nasce proprio per rispondere a questa pressione demografica e ambientale: non si tratta soltanto di installare sensori o antenne, ma di ripensare l’intero ecosistema urbano come una piattaforma aperta, interoperabile e centrata sulla persona. Dati, infrastrutture digitali e servizi pubblici convergono in un modello in cui ogni lampione, ogni cassonetto, ogni incrocio diventa un nodo in grado di comunicare e di generare valore per la collettività.
Le caratteristiche di una Smart City
Le sei caratteristiche fondamentali di una smart city sono:
- Smart Economy: le città funzionano come poli economici, attraendo imprese e capitali e semplificando l’accesso ai servizi;
- Smart People: il capitale umano e sociale è protagonista del rinnovamento urbano, favorendo il dialogo diretto tra cittadini e amministrazione;
- Smart Governance: politiche che danno priorità ai bisogni dei cittadini attraverso inclusione, integrazione e partecipazione condivisa;
- Smart Mobility: mobilità elettrica e condivisa, veicoli green, efficienza del trasporto pubblico e creazione di piste ciclabili sono gli obiettivi chiave di sostenibilità;
- Smart Environment: focus sull’efficienza energetica e sulla riduzione dell’inquinamento attraverso iniziative green che integrano tecnologia e natura;
- Smart Living: miglioramento della qualità della vita attraverso una gestione semplificata ed efficiente dei servizi tramite tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Queste sei dimensioni non vanno lette in modo isolato: una smart mobility priva di smart governance finisce per produrre applicazioni poco usate, così come uno smart environment senza smart people rischia di escludere le fasce di popolazione meno alfabetizzate al digitale. Il vero indicatore di maturità di una città intelligente è proprio la capacità di far dialogare queste sei aree all’interno di un’unica visione strategica di medio-lungo periodo.
IoT urbano, sensori e 5G: l’infrastruttura invisibile
Dietro ogni servizio smart c’è un’infrastruttura digitale che la maggior parte dei cittadini non vede, ma che funziona 24 ore su 24. L’Internet of Things urbano è la maglia di sensori, gateway e piattaforme cloud che trasforma la città in un organismo misurabile e governabile in tempo reale.
Sensori ambientali e monitoraggio della qualità urbana
I sensori ambientali misurano parametri come PM10, PM2.5, biossido di azoto, rumore, temperatura, umidità e, in alcuni casi, anche pollini e livelli di CO₂. Le centraline diffuse in più punti della città permettono di costruire mappe dinamiche della qualità dell’aria, utili sia al Comune per chiudere il traffico in caso di superamento delle soglie, sia ai cittadini per pianificare spostamenti e attività all’aperto.
Sempre più amministrazioni pubblicano questi dati in formato «open data», mettendoli a disposizione di ricercatori, sviluppatori e associazioni di quartiere che possono così creare app di monitoraggio, allerta precoce e citizen science.
Il ruolo del 5G nella città intelligente
La rete 5G è la spina dorsale della smart city di nuova generazione: bassa latenza, elevata densità di dispositivi per chilometro quadrato e banda ultra-larga sono le tre caratteristiche che abilitano applicazioni altrimenti impossibili, dai veicoli a guida autonoma alla telemedicina domiciliare, fino ai gemelli digitali (digital twin) dei quartieri.
Città come Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera sono state selezionate come laboratori sperimentali 5G del MISE, diventando veri e propri banchi di prova per servizi urbani di prossima generazione.
Smart mobility: muoversi meglio, inquinare meno
La mobilità urbana è probabilmente il settore in cui i cittadini percepiscono più rapidamente i benefici dell’innovazione. Una smart mobility ben progettata riduce i tempi di spostamento, abbatte le emissioni e restituisce spazio pubblico alle persone.
Car sharing, scooter sharing e micro-mobilità
Servizi di car sharing elettrico, scooter sharing e monopattini in condivisione si stanno diffondendo rapidamente nelle principali città italiane, nel quadro di una più ampia mobilità sostenibile. L’obiettivo è offrire un’alternativa credibile al possesso dell’auto privata, oggi utilizzata in media per meno di un’ora al giorno a fronte di costi di gestione elevati.
ZTL intelligenti e trasporto pubblico digitale
Le Zone a Traffico Limitato moderne sono gestite tramite telecamere con riconoscimento targhe, sensori di flusso e algoritmi che possono modulare gli accessi in funzione della qualità dell’aria o di eventi pubblici. Sul fronte del trasporto pubblico, app multimodali consentono di pianificare il percorso, acquistare il biglietto con lo smartphone, ricevere notifiche in caso di ritardo e conoscere in tempo reale il livello di affollamento dei mezzi.
Le città più avanzate stanno adottando modelli «Mobility as a Service» (MaaS), in cui un’unica app integra metro, bus, treno regionale, bike sharing, taxi e car sharing in un’unica esperienza di acquisto e navigazione.
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Energia, rifiuti e illuminazione pubblica
Una smart city è, prima di tutto, una città più sobria nell’uso delle risorse. Le infrastrutture di rete — elettrica, idrica, di raccolta rifiuti — sono il terreno su cui si gioca gran parte del risparmio energetico e ambientale.
Smart grid e comunità energetiche
Le smart grid sono reti elettriche in grado di integrare produzione distribuita (impianto fotovoltaico sui tetti, piccoli impianti eolici, cogenerazione), accumuli a batteria e carichi flessibili come le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. Grazie ai contatori digitali, in particolare lo smart meter 2G, e alla telemetria, il distributore può bilanciare domanda e offerta in modo più dinamico, riducendo perdite e sprechi.
Su questa infrastruttura si innestano le comunità energetiche rinnovabili (CER), che permettono a condomini, piccoli Comuni e PMI di produrre e condividere energia pulita a livello locale, con vantaggi economici distribuiti sul territorio.
Illuminazione pubblica intelligente
I lampioni LED dotati di sensori di presenza e di centraline di tele-gestione possono modulare l’intensità luminosa in funzione dell’ora, del traffico pedonale e delle condizioni meteorologiche. Gli stessi pali diventano spesso piattaforme multiservizio: telecamere di videosorveglianza, hotspot Wi-Fi, stazioni di ricarica per e-bike, sensori di qualità dell’aria. Il risparmio energetico sull’illuminazione pubblica può superare il 60% rispetto ai sistemi tradizionali.
Raccolta rifiuti smart
Cassonetti dotati di sensori di riempimento comunicano in tempo reale alla piattaforma del gestore il loro livello di saturazione. Gli algoritmi di routing ottimizzano i percorsi dei mezzi di raccolta, riducendo chilometri percorsi, consumo di carburante e rumore nei quartieri residenziali. In parallelo, tessere elettroniche e app dedicate permettono ai cittadini di conferire correttamente i rifiuti e, in alcuni Comuni, di ottenere sconti sulla tariffa rifiuti in base ai comportamenti virtuosi.
Smart city, cosa offre ai cittadini
Connessione, efficienza e velocità sono i tre maggiori benefici che una città intelligente offre ai cittadini, permettendo di ridurre i tempi di attesa.
Ulteriori vantaggi includono:
- Ambienti di lavoro stimolanti con migliori opportunità occupazionali;
- Maggiore sicurezza e ambienti controllati;
- Focus sulla sostenibilità per rispondere ai bisogni dei cittadini.
Cittadinanza digitale e servizi online
La dimensione umana della smart city passa dalla cosiddetta cittadinanza digitale: identità digitale (SPID, CIE), domicilio digitale (PEC), app IO per interagire con la Pubblica Amministrazione, pagamenti tramite pagoPA, fascicolo sanitario elettronico. Questi strumenti permettono di pagare un bollettino, prenotare una visita, scaricare un certificato o ricevere una notifica dal Comune senza muoversi da casa.
Una città veramente smart affianca però a questa infrastruttura digitale politiche concrete di alfabetizzazione e di supporto, perché il rischio altrimenti è quello di creare un nuovo tipo di esclusione, quella digitale, che colpisce soprattutto anziani, fragili e nuclei a basso reddito.
Esempi di Smart city in Italia
Le principali Smart City in Italia secondo la classifica 2020:
- Firenze;
- Bologna;
- Milano.
La top 10 include anche: Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia. Le città leader eccellono in app municipali, mobilità sostenibile e inclusione sociale.
Le città del Nord dominano la classifica, mentre quelle del Sud occupano prevalentemente le posizioni inferiori (Taranto, Avellino, Caserta, Carbonia, Enna, Chieti, Agrigento).
Saronno aspira a raggiungere gli standard delle smart city del Nord Europa attraverso infrastrutture, tecnologia e iniziative di sostenibilità.
Milano, Torino, Bologna e Trento: quattro modelli a confronto
Milano è il laboratorio più avanzato sul fronte della mobilità (Area B, Area C, rete ATM integrata con bike e car sharing) e dei servizi digitali per il cittadino, con un’app comunale che concentra pagamenti, segnalazioni e servizi anagrafici. Torino, grazie al progetto «Torino City Lab», sperimenta guida autonoma, droni per la consegna di farmaci e piattaforme di partecipazione civica.
Bologna ha investito molto sulla piattaforma «Open Data Bologna» e sulla rete civica Iperbole, vero esempio storico di cittadinanza digitale italiana, oggi integrata con la casa digitale del cittadino. Trento, infine, si distingue per l’integrazione tra ricerca (Fondazione Bruno Kessler), Università e Comune, con progetti di monitoraggio ambientale, welfare tecnologico per gli anziani e quartieri a energia quasi-zero.
PNRR e Missione 2: la spinta europea
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina una quota significativa di risorse alla trasformazione smart delle città italiane. La Missione 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica» finanzia efficientamento energetico degli edifici pubblici, mobilità sostenibile, economia circolare, gestione delle acque e agricoltura di precisione, mentre la Missione 1 sostiene la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’infrastruttura cloud nazionale.
Per le amministrazioni locali si tratta di un’occasione storica: i bandi PNRR permettono di finanziare piattaforme urbane, centrali di controllo integrate, piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS) e progetti di rigenerazione di interi quartieri secondo i principi della smart city.