Perché il fotovoltaico conviene oggi

Negli ultimi anni il costo dei moduli solari è calato in modo significativo, mentre le bollette dell’energia elettrica continuano a registrare una forte volatilità: il risultato è che l’impianto fotovoltaico domestico è diventato una delle soluzioni più concrete per abbattere la spesa elettrica di una famiglia italiana. A ciò si aggiungono incentivi fiscali come l’Ecobonus al 50% (detrazione IRPEF ripartita in dieci anni sui lavori di installazione), il meccanismo dello Scambio sul Posto gestito dal GSE e, per i nuclei in condizione di disagio economico, il Reddito Energetico nazionale, che finanzia a fondo perduto impianti fino a circa 6 kWp.

Un impianto residenziale standard ha una taglia compresa tra 3 e 6 kWp: 3 kWp bastano in genere a coprire i consumi di una coppia o di una famiglia con abitudini sobrie, mentre 6 kWp sono indicati per abitazioni con pompa di calore, auto elettrica o elettrodomestici ad alto consumo. Ogni kWp installato in Italia produce mediamente tra 1.100 e 1.400 kWh all’anno, in funzione di latitudine, orientamento, inclinazione della falda ed eventuali ombreggiamenti.

1. Un impianto fotovoltaico rende indipendenti

Chi installa un impianto fotovoltaico sul proprio tetto diventa autonomo e produce la propria energia senza dipendere da nessun altro. In pratica, nelle ore centrali della giornata l’abitazione si alimenta direttamente dai pannelli: è il cosiddetto autoconsumo, che in assenza di batteria si attesta mediamente tra il 30% e il 40% dell’energia prodotta, semplicemente perché una parte della generazione avviene quando in casa non c’è nessuno. Abbinando un sistema di batterie di accumulo agli ioni di litio, l’autoconsumo sale tipicamente tra il 75% e l’80%, perché l’energia in eccesso prodotta di giorno viene immagazzinata e riutilizzata la sera e nelle prime ore del mattino, quando i pannelli non producono.

2. L’energia prodotta da un impianto fotovoltaico è PULITA al 100%

Un impianto fotovoltaico non inquina! Perché l’emissione di CO2 e altre sostanze nocive nell’aria è pari a 0. Il tuo organismo e il pianeta ringraziano! Ogni kWh autoprodotto sostituisce un kWh prelevato dalla rete nazionale, nel cui mix figurano ancora gas naturale e carbone: un impianto da 3 kWp, che genera circa 3.600 kWh/anno, evita ogni anno l’emissione di oltre 1,5 tonnellate di CO2, l’equivalente di una piccola foresta piantata sul tetto di casa.

3. Materiale riciclabile

Forse non tutti sanno che un pannello fotovoltaico classico è riciclabile per più dell’80%. Questo perché è composto principalmente da silicio, un elemento presente in abbondanza nel nostro pianeta che non perde le sue proprietà di assorbimento dell’irraggiamento solare e che quindi può essere riutilizzato più volte. In Italia la filiera di fine vita è regolata dalla normativa sui RAEE: il produttore è obbligato a ritirare gratuitamente i moduli a fine ciclo, garantendo il recupero di vetro, alluminio, rame e celle al silicio.

4. Si può installare ovunque

Un impianto fotovoltaico può essere posizionato in un qualsiasi spazio esposto a sufficiente irraggiamento solare. È possibile quindi installarlo non solo sui tetti, ma anche sulle terrazze, sulle tettoie, a terra e, ultimamente, si stanno diffondendo addirittura impianti verticali sulle facciate degli edifici! Le configurazioni più comuni sono:

  • Tetto a falda, con moduli complanari alla copertura;
  • Tetto piano, con strutture zavorrate inclinate a 10-15° verso Sud;
  • Pergolato o tettoia fotovoltaica, che unisce ombreggiamento e produzione elettrica;
  • Pensilina per auto, soluzione ideale se è prevista una colonnina di ricarica;
  • Installazione a terra, riservata a chi dispone di ampi spazi privati o terreni agricoli compatibili.

5. Non è una spesa, è un investimento

Installare un impianto fotovoltaico è davvero un investimento, che ti permette di risparmiare in bolletta! Con i prezzi attuali di mercato, un impianto da 3 kWp si ripaga in circa 7-10 anni grazie alla somma di tre fattori: il risparmio diretto sull’energia autoconsumata, la valorizzazione dell’energia ceduta in rete tramite lo Scambio sul Posto GSE e la detrazione fiscale del 50%. Considerando che i moduli lavorano per 25-30 anni, oltre metà della vita utile dell’impianto produce un rendimento netto positivo, con un TIR che spesso supera quello di molti strumenti finanziari tradizionali.

6. Trent’anni di energia

Un impianto fotovoltaico è un investimento a lungo termine, che ti permette di usufruire dell’energia prodotta per 25-30 anni, con una riduzione di performance minima nel tempo (circa il 20% in tutto). I principali produttori garantiscono una produzione residua dell’80-85% al venticinquesimo anno di esercizio, segno di una tecnologia ormai matura e affidabile. L’inverter, componente elettronico più sollecitato, ha una vita media di 10-15 anni e rappresenta la principale sostituzione da mettere in conto nell’arco del ciclo.

7. Manutenzione annuale a basso costo

Un impianto fotovoltaico non richiede una cura impegnativa. Sarà sufficiente sottoporlo ad un intervento di pulizia e controllo una volta l’anno. Solitamente lo si fa coincidere con l’inizio della bella stagione, al fine di mantenere ottimale il rendimento della produzione energetica. Nei moderni sistemi di monitoraggio, inoltre, un’app collegata all’inverter segnala in tempo reale eventuali cali di produzione, permettendo di intervenire tempestivamente prima che si traducano in perdite significative in bolletta.

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8. Un impianto fotovoltaico aumenta il valore della tua abitazione

Chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria casa aumenta la sua efficienza energetica e, di conseguenza, il suo valore. Chi produce energia pulita, infatti, accede ad un mercato migliore sia per la vendita che per la locazione. Ancora una volta risulta un ottimo investimento! Un impianto fotovoltaico contribuisce infatti a migliorare la classe energetica dell’immobile risultante dall’APE (Attestato di Prestazione Energetica), parametro sempre più decisivo negli annunci di compravendita e nei criteri di accesso ai mutui green proposti dai principali istituti bancari italiani.

Scambio sul Posto, incentivi e Comunità Energetiche

Il fotovoltaico domestico non vive solo di autoconsumo: in Italia esistono diversi meccanismi che ne migliorano la redditività complessiva. Conoscerli è il primo passo per scegliere la configurazione più adatta al proprio profilo di consumo.

I principali strumenti a disposizione

  • Scambio sul Posto, gestito dal GSE, che valorizza l’energia immessa in rete riconoscendo un contributo economico calcolato sulla base della quota di energia scambiata;
  • Ecobonus al 50%, detrazione IRPEF sulle spese di installazione dell’impianto e dell’eventuale sistema di accumulo, ripartita in dieci quote annuali di pari importo;
  • Reddito Energetico nazionale, fondo a favore di famiglie in condizione di disagio economico che finanzia a fondo perduto impianti fotovoltaici domestici;
  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che consentono a più cittadini, condomìni o piccole imprese di condividere l’energia prodotta da uno o più impianti, ottenendo una tariffa premio sull’energia condivisa;
  • IVA agevolata al 10% sui componenti e sulla posa in opera dell’impianto fotovoltaico residenziale.

Pratiche burocratiche e scelta dell’installatore

Il quadro degli incentivi è in continua evoluzione: prima di firmare un contratto con l’installatore è fondamentale farsi indicare per iscritto quali meccanismi saranno attivati a nome del cliente, in che tempi e con quali pratiche. Un buon installatore deve occuparsi anche della domanda di connessione al distributore locale, della comunicazione all’Agenzia delle Entrate e della gestione della pratica GSE, in modo che il cliente possa concentrarsi solo sul risparmio in bolletta. È buona norma richiedere almeno tre preventivi dettagliati, verificare l’iscrizione dell’impresa all’albo installatori FER e controllare le referenze di cantieri già realizzati nella stessa zona geografica.