Installazione fotovoltaico nel 2025: conviene ancora?


Quale Fornitore Conviene Oggi?
Chiama ora e Confronta le migliori offerte. Servizio gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21 e il sabato dalle 9 alle 19.


Quale Fornitore Conviene Oggi?
Confronta ora o parla con un esperto prendendo un appuntamento telefonico.

Negli ultimi quindici anni, il fotovoltaico in Italia ha attraversato una profonda evoluzione. Dalle prime installazioni spinte dal "Conto Energia" nei primi anni 2010, si è passati a un mercato più maturo, in cui la spinta verso la transizione energetica europea resta un punto fermo.
Le direttive dell'Unione Europea per il 2030 e il 2050 impongono un aumento deciso delle fonti rinnovabili, e l'energia solare continua a giocare un ruolo chiave in questa trasformazione.
Fotovoltaico in Italia: uno sguardo all'evoluzione
Il boom iniziale del fotovoltaico in Italia è stato legato alle tariffe incentivanti del Conto Energia. In seguito, il sostegno si è spostato su strumenti come il Bonus Casa, l'Ecobonus e il Superbonus 110%, ora ridimensionato.
Intanto, i costi dei pannelli sono diminuiti e le tecnologie si sono evolute.
Oggi l'Italia conta circa 25 GW di potenza fotovoltaica installata (dato Terna, inizio 2024), pari a circa il 9% del consumo elettrico nazionale. Secondo le stime, la domanda di nuovi impianti continuerà a crescere nel 2025, spinta dal caro energia, dai programmi europei (Fit for 55) e dagli obiettivi del PNIEC.
Scambio sul Posto: cosa cambia dal 2025
Lo Scambio sul Posto (SSP) consente ai piccoli produttori di energia solare di immettere in rete l'energia non autoconsumata e ricevere un contributo economico in bolletta. Questo meccanismo verrà chiuso ai nuovi impianti a partire dal 26 settembre 2025.
Chi avrà attivato lo SSP prima di tale data potrà continuare a beneficiarne. Dopo, si dovranno considerare alternative come:
- il Ritiro Dedicato (vendita dell'energia al GSE a prezzi di mercato);
- l'autoconsumo con sistemi di accumulo;
- l'adesione a comunità energetiche.
Questa modifica, frutto dell'adeguamento alle direttive europee, spinge verso soluzioni più moderne e collettive.
Incentivi fiscali e comunità energetiche nel 2025
Nel 2025, il fotovoltaico rientra nel Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione del 50% con un tetto di spesa. Tuttavia, ogni anno il legislatore valuta modifiche o proroghe.
A questi si affiancano bandi locali, regionali o comunali, che possono prevedere contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati.
Un'altra opzione sempre più concreta è quella delle comunità energetiche, in cui l'energia prodotta viene condivisa tra più utenti. In questi contesti, i costi si distribuiscono e i vantaggi economici aumentano, anche grazie a specifici incentivi.
In assenza del SSP, le soluzioni principali restano:
- autoconsumo con batteria di accumulo;
- Ritiro Dedicato;
- future formule che ARERA potrebbe introdurre per facilitare la transizione.
Tecnologia in evoluzione: pannelli, inverter e batterie
Le innovazioni tecnologiche stanno rendendo il fotovoltaico sempre più efficiente. I pannelli monocristallini e bifacciali ad alta resa sono ormai lo standard, con sviluppi promettenti su materiali come la perovskite.
Gli inverter intelligenti permettono una gestione ottimizzata dell'energia prodotta, integrandosi anche con sistemi di domotica. Il monitoraggio tramite app e sensori aiuta a migliorare l'autoconsumo e a ridurre gli sprechi.
Sempre più diffusi, i sistemi di accumulo consentono di usare l'energia prodotta anche nelle ore serali. Le batterie agli ioni di litio o litio-ferro-fosfato stanno diventando più accessibili e performanti.
Secondo realtà specializzate in soluzioni fotovoltaiche su misura, come gli esperti di Energia Casa, investire in un sistema con accumulo nel 2025 rappresenterà una scelta strategica, specie in assenza del SSP.
Come scegliere l’impianto fotovoltaico giusto: i consigli di Energia-casa
Per fare una scelta consapevole, è importante partire da un'analisi dei consumi. Gli esperti consigliano di:
- analizzare le bollette degli ultimi 12 mesi;
- prevedere eventuali aumenti dei consumi (auto elettrica, pompe di calore);
- scegliere un impianto leggermente sovradimensionato, se si prevedono sviluppi futuri.
Una volta definita la potenza, è utile confrontare più preventivi, considerando:
- i componenti installati;
- la durata delle garanzie;
- la presenza di un servizio post-vendita;
- i tempi burocratici e di installazione.
Meglio prima o dopo il 26 settembre?
Installare un impianto entro il 26 settembre 2025 consente ancora di accedere allo Scambio sul Posto. Un impianto da 6 kW in zona ben esposta (1200 kWh/kWp) può generare fino a 7200 kWh/anno. Con un autoconsumo del 40% e SSP sul restante 60% (valutato a 0,15 €/kWh), il risparmio annuo in bolletta si aggira sui 1500 €. In questo scenario, l’investimento si recupera in 8-10 anni.
Oltre la scadenza, si punta a massimizzare l’autoconsumo tramite batterie. Una batteria da 10 kWh, del valore indicativo di 7000 €, allunga l’ammortamento a 10-12 anni, ma garantisce una maggiore indipendenza energetica nel tempo.
Comunità energetiche e manutenzione
Partecipare a una comunità energetica è oggi una possibilità concreta: è utile informarsi su iniziative attive nel proprio comune o condominio. Questo modello consente di:
- dividere i costi;
- aumentare i benefici collettivi;
- produrre energia pulita in modo condiviso.
Infine, non va trascurata la manutenzione:
- i pannelli vanno puliti periodicamente;
- l’inverter e le batterie devono essere controllati almeno una volta l’anno;
le garanzie vanno lette con attenzione (10-15 anni per i pannelli, 5-10 anni per l’inverter, spesso estendibili).