Perché è così importante la riqualificazione energetica degli edifici

La riqualificazione energetica consiste in lavori che hanno come obiettivo l’ottimizzazione dell’efficienza energetica, allo scopo di ridurre i consumi, limitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera e gli sprechi di energia.

Gli interventi migliorano l’efficienza energetica, assicurano benefici al comfort abitativo, diminuiscono le spese economiche e riducono l’impatto ambientale. Il Decreto Rilancio e le successive leggi di bilancio offrono diverse agevolazioni per i cittadini che desiderano riqualificare la propria abitazione, dal semplice Bonus Casa alle detrazioni Ecobonus fino al Superbonus per i condomini.

Secondo i dati ENEA, il patrimonio edilizio italiano è responsabile di circa il 40 % dei consumi energetici nazionali e oltre il 70 % degli edifici residenziali appartiene alle classi energetiche E, F e G. Intervenire su questo patrimonio è quindi strategico sia per raggiungere gli obiettivi climatici europei, sia per abbassare in modo strutturale le bollette delle famiglie.

Migliorare l’isolamento termico dell’edificio

Isolare termicamente un edificio significa ridurre le dispersioni energetiche verso l’esterno, diminuendo o persino annullando gli sprechi inutili di energia. Un involucro ben coibentato permette di mantenere più a lungo la temperatura desiderata, tagliando i consumi sia d’inverno sia d’estate.

Cappotto esterno

La soluzione più comune è il cappotto esterno, un sistema efficace che elimina i ponti termici applicandosi con continuità su tutte le superfici opache dell’edificio. Gli spessori tipici vanno dai 10 ai 16 cm a seconda della zona climatica e i materiali più diffusi sono EPS grafitato, lana di roccia e fibra di legno. Un cappotto esterno ben progettato può ridurre le dispersioni dalle pareti anche del 30-40 %.

Cappotto interno

Quando il cappotto esterno non è praticabile, ad esempio in centri storici vincolati o in condomini senza accordo assembleare, si può optare per un cappotto interno o per un intonaco isolante. Il cappotto interno riduce leggermente la superficie calpestabile ma consente di intervenire appartamento per appartamento ed è particolarmente utile per seconde case occupate solo in parte dell’anno.

Sostituire i serramenti

Le prestazioni dei serramenti incidono significativamente sul bilancio energetico dell’edificio, essendo spesso fonte di dispersione e di spifferi. Quando il riscaldamento fatica a mantenere la temperatura desiderata, la soluzione più efficace è la sostituzione degli infissi con modelli nuovi dotati di vetrocamera e buona tenuta all’aria.

Per ottenere un vero salto prestazionale conviene puntare su infissi con trasmittanza termica Uw ≤ 1,4 W/m²K, valore richiesto dai requisiti minimi per l’accesso all’Ecobonus nella maggior parte delle zone climatiche. I modelli più performanti arrivano a Uw di 0,9-1,0 W/m²K grazie a triplo vetro basso-emissivo, gas argon o krypton nell’intercapedine e distanziatori «warm edge».

Le alternative meno invasive includono la sostituzione dei soli vetri, il rifacimento delle guarnizioni e l’installazione di pellicole basso-emissive. Si tratta di interventi utili su infissi recenti, ma non sostituiscono un vero ricambio quando telai e sistemi di apertura sono datati.

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Riqualificare gli impianti di condizionamento

Gli impianti per la climatizzazione e la produzione dell’acqua calda sono responsabili dei principali consumi energetici di un edificio. Sostituire il generatore di calore è quindi una delle operazioni più importanti, da affiancare a un sistema di distribuzione innovativo come il riscaldamento a pavimento o a infrarossi.

Caldaia a condensazione

La caldaia a condensazione recupera il calore latente dei fumi di scarico e raggiunge rendimenti stagionali vicini al 108 %, contro il 75-85 % di una caldaia tradizionale. È una soluzione ormai obbligatoria in caso di sostituzione e consente risparmi sul gas nell’ordine del 15-25 %, soprattutto se abbinata a radiatori a bassa temperatura o a un impianto a pavimento.

Pompa di calore

La pompa di calore aria-acqua o geotermica è oggi la tecnologia di riferimento per gli edifici a basso consumo. Con COP medi tra 3 e 5, per ogni kWh elettrico assorbito restituisce dai 3 ai 5 kWh termici. In abbinamento a un impianto fotovoltaico permette di coprire riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria con una quota rilevante di energia autoprodotta e rinnovabile, fino ad arrivare a soluzioni full-electric senza più gas in casa.

Domotica

Trasformare la propria casa in una smart home permette di ridurre notevolmente i consumi e aumentare l’efficienza energetica degli impianti. Un sistema domotico ottimizza il funzionamento di tutti gli impianti, elettrodomestici e dispositivi connessi, introducendo controllo da remoto e meccanismi automatici.

Esempi classici sono il controllo delle luci e del riscaldamento tramite smartphone, la regolazione automatica in base alle condizioni ambientali rilevate da sensori e i cronotermostati evoluti che apprendono le abitudini della famiglia. A questi si aggiunge la ventilazione meccanica controllata (VMC) a doppio flusso con recupero di calore, che garantisce il ricambio d’aria senza aprire le finestre e recupera fino al 90 % del calore dell’aria in uscita, elemento oggi indispensabile negli edifici ad alta tenuta all’aria.

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Fonti rinnovabili

Scegliere fonti rinnovabili come impianti fotovoltaici o mini eolico domestico permette di ridurre notevolmente i consumi energetici. Sono soluzioni che, dopo un investimento iniziale, si ripagano nell’arco di pochi anni grazie al minor prelievo dalla rete e, dove previsto, ai meccanismi di valorizzazione dell’energia immessa.

Fotovoltaico con sistema di accumulo

Installare un impianto fotovoltaico permette di trasformare la luce del sole in energia elettrica per i consumi domestici. Un impianto tipico residenziale da 3-6 kWp produce tra 3.500 e 8.000 kWh all’anno a seconda della zona e dell’esposizione. Abbinandogli una batteria di accumulo da 5-10 kWh è possibile spostare l’autoconsumo dalle ore centrali della giornata alla sera, portando la quota di autoconsumo dal 30 % fino al 70-80 % e riducendo drasticamente la dipendenza dal mercato elettrico.

Solare termico

Il solare termico sfrutta il sole per produrre acqua calda sanitaria e, nelle configurazioni più estese, contribuisce anche al riscaldamento invernale. Un impianto di 4-6 m² copre tipicamente il 60-70 % del fabbisogno annuo di acqua calda di una famiglia di quattro persone e si integra facilmente con caldaia a condensazione o pompa di calore.

Altre fonti rinnovabili

Dove le condizioni lo consentono, si possono valutare il mini-eolico, la geotermia a bassa entalpia con sonde verticali e le biomasse (stufe a pellet o caldaie a legna certificate). Sono soluzioni più di nicchia ma, in contesti rurali o isolati, diventano complementari al fotovoltaico per costruire un mix energetico realmente indipendente.

Ecobonus e incentivi fiscali disponibili

La leva fiscale è uno strumento decisivo per rendere sostenibile l’investimento in riqualificazione energetica. Le principali agevolazioni ad oggi in vigore prevedono:

  • Ecobonus al 50 % per infissi, schermature solari, caldaie a condensazione in classe A e generatori di aria calda a condensazione;
  • Ecobonus al 65 % per pompe di calore ad alta efficienza, caldaie a condensazione di classe A abbinate a sistemi di termoregolazione evoluti, solare termico, microcogeneratori e sistemi di building automation;
  • Bonus Casa al 50 % per interventi di ristrutturazione edilizia che includano opere di efficientamento non coperte dall’Ecobonus;
  • Conto Termico 2.0 per impianti a pompa di calore, solare termico e caldaie a biomassa, con rimborso diretto da parte del GSE particolarmente interessante per chi non ha sufficiente capienza fiscale.

L’accesso a questi incentivi richiede il rispetto di requisiti tecnici minimi, l’invio della pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori e la conservazione di tutta la documentazione fiscale. È sempre consigliabile affidarsi a un tecnico abilitato per redigere il computo metrico e verificare i massimali di spesa.

APE, CasaClima e standard NZEB

Ogni intervento di riqualificazione andrebbe misurato: senza un dato di partenza e un dato di arrivo è impossibile sapere quanto si è realmente risparmiato. Per questo i certificati energetici ufficiali sono un tassello fondamentale di qualsiasi progetto.

Attestato di Prestazione Energetica (APE)

L’APE è il documento obbligatorio, redatto da un tecnico certificatore, che assegna all’immobile una classe energetica da G (peggiore) ad A4 (migliore). Passare, ad esempio, dalla classe F alla B attraverso un pacchetto di interventi coordinati può aumentare il valore di mercato dell’immobile del 10-20 % e ridurre di oltre il 60 % i consumi per riscaldamento e acqua calda.

CasaClima e standard NZEB

CasaClima è la certificazione di origine altoatesina che misura la qualità energetica ed ecologica dell’edificio con classi Gold, A, B e R (per ristrutturazioni). Lo standard NZEB (Nearly Zero Energy Building) è invece il riferimento europeo per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni profonde: prevede consumi molto bassi, coperti per una quota significativa da fonti rinnovabili in sito. Puntare a questi standard, anche in ristrutturazione, è il modo più efficace per rendere l’abitazione davvero pronta ai prossimi decenni di transizione energetica.