Cos’è l’isolamento termico?
L’isolamento termico è un insieme di tecniche e materiali utilizzati per ridurre la dispersione di calore dagli edifici. Serve a mantenere la temperatura interna costante, riducendo effetti delle variazioni esterne. Gli elementi responsabili della dispersione sono pareti, tetto, pavimenti, finestre e porte.
L’isolamento può essere ottenuto attraverso materiali che riducono la quantità di calore che passa attraverso le pareti dell’edificio. La scelta del materiale dipende dalle caratteristiche dell’edificio e dalle esigenze dell’abitante.
Inoltre contribuisce alla sostenibilità ambientale riducendo il consumo energetico e le emissioni di gas serra e a preservare le risorse energetiche, soprattutto se abbinato a un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia pulita.
Da un punto di vista fisico, il comportamento di un materiale isolante è descritto da due grandezze fondamentali: la conducibilità termica λ (lambda), misurata in W/mK, che indica la quantità di calore trasmessa attraverso il materiale (più il valore è basso, migliore è l’isolante), e la trasmittanza termica U, espressa in W/m²K, che misura la dispersione di calore di un intero elemento costruttivo. Un buon isolante residenziale presenta valori di λ compresi tra 0,030 e 0,045 W/mK, mentre le pareti ben coibentate raggiungono valori di U inferiori a 0,30 W/m²K.
Vantaggi dell’isolamento termico
- Riduzione dei costi energetici: l’edificio richiede meno energia per riscaldamento o raffreddamento, con un risparmio in bolletta stimato tra il 30% e il 40% annuo;
- Comfort abitativo: riduce la dispersione di calore, mantenendo l’ambiente interno a temperatura costante e confortevole in ogni stagione;
- Riduzione dell’impatto ambientale: consumando meno energia, l’isolamento termico riduce l’impatto ambientale dell’edificio e le emissioni di CO₂;
- Valorizzazione immobiliare: un edificio ben coibentato migliora la propria classe energetica (APE), aumentando il valore di mercato del 10-15%;
- Payback dell’investimento: a seconda della soluzione adottata e degli incentivi disponibili, i lavori si ripagano generalmente in 7-12 anni grazie ai risparmi in bolletta.
A questi benefici si aggiunge una migliore qualità dell’aria interna: una corretta coibentazione, combinata a una ventilazione meccanica controllata, limita la formazione di muffe e condense sulle pareti fredde, con effetti positivi sulla salute degli abitanti.
Quali sono le principali tecnologie e materiali utilizzati per l’isolamento termico?
I materiali comunemente utilizzati in Italia includono: lana di roccia, fibra di vetro, schiuma di poliuretano, polistirene espanso e sughero. I materiali devono avere bassa conducibilità termica, resistenza all’umidità e resistenza all’invecchiamento.
Attualmente in fase di studio ci sono materiali isolanti ceramici e vernici termiche, utilizzate per l’isolamento termico delle facciate degli edifici, degli impianti tecnologici e degli elementi strutturali.
Materiali sintetici
Il polistirene espanso sinterizzato (EPS) è il materiale più diffuso per i cappotti esterni: economico, leggero, con λ compreso tra 0,032 e 0,038 W/mK. Lo polistirene estruso (XPS), più denso e resistente all’acqua, è preferito per basamenti e pavimenti controterra, con λ intorno a 0,033 W/mK. Il poliuretano espanso (PUR/PIR) offre prestazioni superiori (λ 0,022-0,028 W/mK) ed è ideale quando serve ridurre lo spessore.
Materiali minerali e naturali
La lana di roccia e la lana di vetro sono fibre minerali incombustibili (classe A1) con λ tra 0,033 e 0,040 W/mK, ottime anche per l’isolamento acustico. Tra i materiali naturali spiccano la fibra di legno (λ 0,038-0,045 W/mK), che garantisce un eccellente sfasamento termico estivo, e il sughero espanso (λ 0,040 W/mK), biodegradabile e duraturo. Questi materiali sono particolarmente apprezzati nella bioedilizia per la loro traspirabilità.
Le tecnologie di applicazione includono:
- Isolamento a cappotto esterno: applicazione di uno strato isolante (tipicamente 10-16 cm di EPS o lana di roccia) sulla superficie esterna, è la soluzione più efficace perché elimina i ponti termici;
- Isolamento interno (controparete): applicazione di pannelli isolanti sulle pareti interne, indicata quando non è possibile intervenire all’esterno (edifici vincolati, condomini) ma riduce leggermente la superficie utile;
- Isolamento del sottotetto: posa di pannelli o materassini sul solaio dell’ultimo piano (spessori 14-20 cm), è l’intervento più economico e con il payback più rapido;
- Insufflaggio in intercapedine: iniezione di fiocchi di cellulosa, lana di vetro o perle EPS nelle pareti con camera d’aria, procedura rapida, a basso costo e non invasiva;
- Isolamento a pavimento: posa di pannelli XPS o poliuretano sotto il massetto, spesso abbinato al riscaldamento a pavimento per massimizzare il rendimento.
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Incentivi fiscali per l’isolamento termico
Lo Stato italiano promuove la riqualificazione energetica degli edifici tramite diverse detrazioni fiscali, che rendono l’investimento più sostenibile per famiglie e condomini.
Ecobonus 65%
L’Ecobonus consente di detrarre il 65% delle spese sostenute per interventi di coibentazione dell’involucro opaco (pareti, tetti, pavimenti), a condizione che i materiali rispettino i valori limite di trasmittanza fissati dal DM 6 agosto 2020. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica fino a un massimale di 60.000 € per unità immobiliare.
Superbonus 90%
Il Superbonus, con aliquota attualmente al 90% per i condomini e progressivamente in riduzione, copre gli interventi trainanti (cappotto termico su almeno il 25% della superficie disperdente) e quelli trainati, a condizione di garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche, certificato tramite APE pre e post intervento.
Bonus Casa e Conto Termico
In alternativa, il Bonus Casa (detrazione del 50% per ristrutturazioni edilizie) può essere applicato agli interventi di coibentazione quando inseriti in un progetto più ampio. Il Conto Termico 2.0, gestito dal GSE, eroga invece un contributo diretto in conto capitale entro 90 giorni dalla fine dei lavori, particolarmente vantaggioso per la pubblica amministrazione e per i privati con capienza fiscale limitata.
Quali sono le normative italiane in materia di isolamento termico degli edifici?
- Decreto Legislativo 192/2005: definisce i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, inclusi quelli relativi all’isolamento termico;
- DM 26 giugno 2015: stabilisce requisiti minimi per edifici esistenti e nuove costruzioni, prevedendo diagnosi energetiche periodiche;
- Legge 90/2013: detta norme per la promozione dell’efficienza energetica degli edifici con incentivi fiscali per interventi di efficientamento;
- Linee guida UNI TS 11300: forniscono indicazioni tecniche per il calcolo della prestazione energetica e progettazione dell’isolamento.
Gli edifici devono rispettare requisiti minimi di isolamento termico per pareti, tetti e pavimenti, utilizzando materiali isolanti certificati e conformi alle normative europee. Deve essere effettuata una diagnosi energetica per verificare conformità.
I limiti di trasmittanza U variano in funzione delle sei zone climatiche italiane (da A a F): in zona climatica E, quella più rappresentativa del centro-nord, le pareti esterne devono rispettare valori di U inferiori a 0,26 W/m²K, le coperture 0,22 W/m²K e i pavimenti 0,26 W/m²K. Questi valori implicano spessori di isolante compresi fra 10 e 20 cm, in funzione della conducibilità λ del materiale scelto.
Prima di avviare un cantiere è fondamentale affidarsi a un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o termotecnico) che rediga la relazione ex Legge 10/1991, verifichi la compatibilità con eventuali vincoli paesaggistici e individui la combinazione di materiali, spessori e incentivi più adatta all’edificio: solo così l’investimento risulta davvero efficace dal punto di vista energetico, economico e normativo. Per massimizzare il risparmio, è utile abbinare gli interventi di coibentazione a un confronto delle offerte luce e gas e scegliere la tariffa più conveniente.