I portali di arredamento specializzati

Quando si arreda una casa nuova o si vuole ristrutturare quella vecchia, la scelta dell’arredamento è particolarmente importante: molti scelgono di optare per soluzioni fai da te, anche se affidarsi ad esperti del settore rimane la scelta più sicura. Quando si decide di rinnovare casa e cambiare gli arredi non bisogna dimenticare che anche l’usato ha un valore. Spesso i mobili vecchi vengono buttati o risultano difficile da smaltire, ma affidandosi a portali di arredamento specializzati come Arredo Casa “è possibile farsi valutare i mobili vecchi e ottenere uno sconto su quelli nuovi”: in più non sarà necessario occuparsi dello smaltimento, in quanto il ritiro è compreso nel prezzo. Non solo quindi, si otterrà uno sconto su un nuovo modello di letto, divano o cucina, ma anche il vecchio usato riacquisterà valore, garantendo un notevole risparmio.

Come gli esperti valutano i mobili usati

La valutazione di un mobile usato non è mai casuale: i professionisti del settore si basano su alcuni criteri oggettivi che determinano il prezzo di ritiro o di permuta. Conoscerli in anticipo permette di presentarsi all’incontro con aspettative realistiche ed evitare delusioni. I principali parametri di valutazione sono:

  • lo stato di conservazione, ovvero la presenza di graffi, macchie, parti scollate, tarli o componenti mancanti;
  • la marca e la firma del designer, che possono aumentare sensibilmente il valore soprattutto per i pezzi di design italiano del Novecento;
  • l’epoca di produzione, dato che il modernariato degli anni Cinquanta–Settanta e i mobili antichi anteriori al 1900 seguono mercati diversi;
  • i materiali utilizzati, con un premio riconosciuto ai legni massello (noce, ciliegio, rovere) rispetto ai pannelli truciolari;
  • la presenza di documentazione originale, come fatture, etichette o certificati di autenticità.

I canali di vendita dell’usato

Oltre ai portali di permuta, esistono molti circuiti per rivendere i propri mobili in autonomia, ciascuno con un pubblico e una fascia di prezzo specifici. La scelta del canale giusto dipende dalla tipologia del pezzo, dalla fretta di venderlo e dalla volontà di occuparsi direttamente della logistica. Tra i canali più diffusi si trovano:

  • Subito.it e Bakeca, ideali per la vendita locale senza costi di spedizione;
  • eBay, adatto ai pezzi di valore o di collezionismo per cui si cerca un pubblico nazionale;
  • Vinted Casa, pensato per piccoli complementi e oggetti di design facilmente spedibili;
  • i negozi di vintage e modernariato, che acquistano o prendono in conto deposito;
  • le case d’asta, riservate ai mobili antichi autentici con una certa storia documentata.

Lo stile di arredamento

Quando si arreda casa è importante prima di tutto, scegliere quale stile di arredo seguire, in base naturalmente ai propri gusti personali: arredare casa senza averlo fatto può rivelarsi un grave errore in quanto le diverse stanze mancherebbero di coerenza generando un senso di confusione. Sia che si prediliga uno stile classico, o più moderno, uno stile industriale o shabby chic, esistono in commercio infinite soluzioni per ogni ambiente di casa.

Mobili antichi e modernariato

Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere i mobili antichi con il modernariato: si tratta di due segmenti diversi, con logiche di prezzo e criteri di restauro differenti. I mobili antichi veri e propri sono quelli prodotti prima del 1900 e presentano spesso lavorazioni artigianali, intarsi e legni ormai introvabili. Il modernariato, invece, comprende i pezzi industriali di design che vanno indicativamente dagli anni Venti agli anni Ottanta del Novecento: sedie, lampade, tavoli di autori come Gio Ponti, Vico Magistretti o Joe Colombo hanno quotazioni importanti sul mercato collezionistico. Prima di vendere un pezzo ereditato conviene quindi farlo identificare da un rigattiere esperto o da un antiquario, per non svenderlo come semplice usato.

Mixare vecchio e nuovo senza errori

Unire pezzi vintage ad arredi contemporanei è una scelta di tendenza, ma richiede equilibrio. La regola pratica seguita dagli interior designer prevede di mantenere una base neutra (pareti e grandi volumi) e di inserire uno o due pezzi di carattere per stanza, evitando l’effetto “mercatino”. Una cassettiera anni Cinquanta accostata a un divano moderno lineare, o una sedia Thonet abbinata a un tavolo di design recente, creano contrasti armoniosi che valorizzano entrambi gli elementi.

La scelta dei colori

Quando si arreda è anche molto importante la scelta dei giusti colori, che dovrà essere coerente con lo stile di arredamento: non bisogna poi dimenticare che “la giusta palette di colori permette di modificare visivamente lo spazio: i colori chiari infatti, riflettono la luce e permettono di dilatare una stanza, mentre al contrario utilizzare colori scuri può rimpicciolire visivamente un ambiente”. Anche il nostro spazio outdoor merita il giusto arredo: arredare balconi o terrazze piccole può sembrare difficile, ma con la scelta dei giusti complementi di arredo, da un divanetto a una tavolo su misura, sarà semplicissimo rendere più accogliente anche lo spazio esterno.

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Sostenibilità ed economia circolare

Dare una seconda vita ai mobili non è solo una scelta economicamente vantaggiosa: è anche un gesto a favore dell’ambiente, che si integra bene con una strategia più ampia orientata alle fonti rinnovabili in casa. Il settore dell’arredamento è infatti tra i più energivori della manifattura europea, soprattutto a causa del consumo di legno, dei trattamenti chimici e dei trasporti intercontinentali. Ogni mobile riutilizzato evita l’estrazione di nuove materie prime e riduce la quantità di rifiuti avviati in discarica. L’economia circolare applicata all’arredo si declina in tre pratiche principali:

  • il riuso diretto, cioè la rivendita del mobile così com’è a un nuovo proprietario;
  • l’upcycling, ovvero la trasformazione creativa di un pezzo in qualcosa di nuovo e di maggior valore;
  • il restauro professionale, che riporta un mobile di qualità alle sue condizioni originarie e ne prolunga la vita di decenni.

Il bonus mobili

Chi sta ristrutturando casa può approfittare del cosiddetto bonus mobili: si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione è calcolata su un tetto massimo di spesa fissato annualmente dalla legge di bilancio e viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Per beneficiarne occorre conservare le fatture, eseguire i pagamenti con bonifico parlante o carta, e aver avviato i lavori di recupero edilizio prima dell’acquisto dei mobili.

Smaltimento e ingombranti

Quando un mobile è davvero giunto a fine vita e non ha più valore di rivendita, diventa un rifiuto ingombrante e non può essere abbandonato sul marciapiede. Ogni comune italiano prevede un servizio gratuito o a basso costo di ritiro a domicilio, generalmente prenotabile online o telefonicamente presso il gestore locale della raccolta rifiuti. In alternativa è possibile conferire autonomamente il mobile al centro di raccolta comunale, esibendo un documento di identità. Molti portali di arredamento offrono infine il ritiro gratuito del vecchio all’atto della consegna del nuovo, soluzione comoda per chi sostituisce letti, divani o armadi di grandi dimensioni.

Illuminazione e risparmio energetico

Particolare attenzione va poi data al risparmio energetico, non solo per limitare l’impatto sull’ambiente ma anche per ridurre i costi della bolletta: ecco perché quando si parla di illuminazione è bene scegliere lampade al led a risparmio energetico mentre la scelta degli elettrodomestici, soprattutto per la cucina, deve concentrarsi su modelli di classe alta, così da risparmiare energia. Per completare il quadro, conviene anche valutare come risparmiare in bolletta scegliendo una tariffa adeguata al proprio profilo di consumo e consultare la guida alla bolletta di luce e gas per comprendere ogni voce di costo.