Colonnine di ricarica: ecco tutte le tipologie


Il mercato delle auto elettriche sta crescendo in modo esponenziale. L’interesse degli automobilisti matura sempre più verso vetture di questo genere. Aumentano di conseguenza anche le domande sull’autonomia, sul prezzo e sulle modalità di ricarica. È bene dunque fare chiarezza ed elencare tutte le colonnine di rifornimento per fare il pieno di kW. Sono tante le differenze delle auto elettriche rispetto a quelle equipaggiate con i motori tradizionali, in primis la modalità di ricarica. Anche per le elettriche ricaricare è semplice come rifornire una vettura con motore tradizionale, quello che invece può spaventare di più sono le tempistiche di ricarica e la quantità di colonnine presenti sul territorio.

Quale modalità di rifornimento si può scegliere?

Sono tre le differenti modalità di rifornimento, tutte accomunate dal classico cavo di ricarica con uno spinotto che verrà collegato al connettore presente sull’auto. Differiscono, invece, per la velocità nell’erogazione dell’energia e per i voltaggi supportati.
Le tipologie disponibili sono:

  • attraverso una presa domestica classica o, per una ricarica completa in meno di 20 ore, da una presa potenziata con il cavo di ricarica fornito in dotazione dal costruttore;
  • attraverso una wallbox per una ricarica completa in 5-7 ore nella versione trifase (11 kW) o in 7-9 ore in monofase (7,4 kW);
  • attraverso una colonnina di ricarica pubblica dedicata che, in funzione della regolazione termica della batteria, permette di utilizzare dei caricatori da oltre 100 kW e di raggiungere l’80% della ricarica in circa 30-40 minuti.

La corrente utilizzata nel ciclo di ricarica può essere continua (DC) o alternata (AC). Il primo caso è riferito alle colonnine di ricarica pubbliche, mentre il secondo è riferito alla ricarica a casa tutti i giorni o in alcuni luoghi pubblici. Oltretutto, bisogna prestare attenzione ai differenti livelli di voltaggio, perché sia le colonnine che le auto hanno una portata massima di corrente.

Nel caso di impianti a corrente alternata, la potenza arriva fino 22 kW. Per un utilizzo domestico di questa soluzione, dunque, è necessario adattare l’impianto di casa da 3 kW. Pertanto, se decidiamo di acquistare un’auto a batteria conviene aumentare la soglia con il nostro fornitore e dotarsi di una wallbox che riduce i tempi di ricarica.

Ricarica fast, quando il tempo a disposizione è poco

Per chi va di fretta è disponibile una seconda soluzione, la colonnina a corrente continua fast charge. Queste postazioni di ricarica possono superare abbondantemente i 150 kW ed arrivare fino a 250 kW. Una potenza che non tutte le vetture elettriche presenti sul mercato sono in grado di sostenere e, in quei casi, questa soluzione potrebbe essere superflua.

Il funzionamento ultrarapido di questa ricarica (chiamata Modo 4), è reso possibile grazie al passaggio diretto dalla colonnina alla batteria, evitando così di passare attraverso il caricatore e l’inverter. Esistono due standard di presa di ricarica: CHAdeMO (Giapponese) e CCS Combo (Europeo).

Come accennato in precedenza, i tempi di ricarica sono notevolmente ridotti. È possibile caricare una vettura elettrica fino all’80% della capacità in un range medio tra i 20 e i 50 minuti. Non è ancora molto chiaro, però, quanto questa modalità di ricarica fast influisca sullo stato della batterie sul lungo periodo, quindi è bene utilizzarla solo se necessario.

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