Tipologie di pinze crimpatrice
Esistono numerose varianti di pinze crimpatrici disponibili in commercio. Questi attrezzi si differenziano per l’utilizzo su specifici connettori, tubetti terminali, capicorda isolati o contatti torniti. Le variazioni principali riguardano le dimensioni del cavo su cui fissare il connettore, così come il tipo di connettore stesso. È necessario verificare tutte queste specifiche prima di scegliere l’accessorio più adatto al lavoro che si sta svolgendo.
Dal punto di vista del meccanismo di azionamento, le pinze crimpatrici professionali si suddividono in tre grandi famiglie, ciascuna con campi d’impiego precisi :
- Pinze manuali a cricchetto, ideali per capicorda di piccola e media sezione (fino a 6 mm²), economiche e facilmente trasportabili;
- Pinze idrauliche, indicate per cavi di grande sezione (da 10 a 300 mm²), tipiche dei quadri di distribuzione e degli impianti industriali;
- Pinze a batteria, che combinano la precisione della crimpatura idraulica con la rapidità d’impiego del cordless, particolarmente utili nei cantieri dove la produttività è un fattore critico.
La scelta della tipologia dipende dal tipo di impianto che si realizza abitualmente. Un elettricista civile lavorerà soprattutto con pinze manuali, mentre un installatore di cabine di trasformazione o di impianto fotovoltaico di taglia industriale non potrà fare a meno di strumenti idraulici o a batteria ad alta coppia di chiusura.
Pinza crimpatrice con testa intercambiabile
Una soluzione economica e versatile è offerta dalle pinze crimpatrici con testa intercambiabile. Si tratta di un manico cui è possibile collegare vari modelli di testa, permettendo di operare con diversi tipi di connettore e sezioni di cavi variabili. Si sostituisce solo la testa e non l’intera pinza. Queste risultano particolarmente utili per i professionisti che predispongono impianti di diversa tipologia con frequenza.
Il vantaggio principale è di carattere economico : invece di acquistare una pinza dedicata per ogni gamma di capicorda, è sufficiente dotarsi di un corpo robusto e di un set di matrici di ricambio. La cassetta dell’elettricista risulta più leggera, più ordinata e più rapida da preparare prima dell’intervento.
Leggera, maneggevole e pratica
Affinché una pinza crimpatrice sia perfetta per l’uso quotidiano, è importante che abbia la testa della corretta forma e dimensione. Altrettanto rilevanti sono il manico confortevole, la possibilità di utilizzo a una o due mani, la presenza dello sblocco di emergenza e regolazioni precise che facilitano un fissaggio perfetto.
Ergonomia e sicurezza d’impugnatura
L’utilizzo ripetuto di una pinza di crimpatura può affaticare in modo significativo mano, polso e avambraccio. Le impugnature con rivestimento bicomponente in elastomero, la leva lunga che riduce lo sforzo applicato e il sistema a cricchetto auto-bloccante, che impedisce di rilasciare l’utensile prima di aver completato la pressatura, sono caratteristiche ormai standard sugli utensili professionali.
Precisione della pressatura
La qualità del collegamento elettrico dipende in modo diretto dalla corretta corrispondenza tra sezione del cavo, tipo di capocorda e profilo della matrice. Una pressatura insufficiente crea resistenze di contatto elevate, surriscaldamenti e rischio di incendio ; una pressatura eccessiva rovina i trefoli del rame e indebolisce la giunzione. Le pinze di fascia alta integrano per questo un sistema di regolazione calibrato in fabbrica che va controllato periodicamente con appositi calibri di verifica.
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Quando si usa la pinza crimpatrice
L’elettricista utilizza quotidianamente la pinza crimpatrice ogni volta che deve fissare un connettore a un cavo, ad esempio durante l’allaccio del contatore luce o nei lavori di rifacimento dell’impianto. Nelle opere di manutenzione domestica e industriale sono numerosi i connettori da predisporre. Esistono pinze per connettori su capicorda termoretraibili e non, isolati e non isolati, con spela filo o senza questo semplice accessorio.
Capicorda e connettori : come riconoscerli
La pinza di crimpatura è solo una metà dell’equazione : l’altra metà è rappresentata dal capocorda, ovvero il terminale metallico che viene pressato sul cavo. Un professionista dovrebbe conoscere le principali famiglie disponibili e scegliere di volta in volta quella adeguata al morsetto, al quadro o all’apparecchio di destinazione :
- Puntalini o tubetti terminali, impiegati sui conduttori flessibili cordati per impedire che i trefoli si sfilaccino prima dell’inserimento in un morsetto a vite;
- Capicorda ad occhiello, a forcella o a pala, destinati ai collegamenti a vite su barre, interruttori e motori;
- Faston maschio e femmina, utilizzati nelle connessioni rapide di automazione, elettrodomestici e automotive;
- Giunti di derivazione isolati e non isolati, impiegati per prolunghe di cavi all’interno di cassette di derivazione;
- Capicorda idraulici a compressione, riservati alle grandi sezioni dei cavi energia dei quadri di bassa tensione.
Le sezioni dei cavi si indicano in mm² secondo la convenzione europea oppure in AWG (American Wire Gauge) nei prodotti di importazione. Per orientarsi, un cavo AWG 14 corrisponde a circa 2,5 mm², mentre un AWG 10 equivale a circa 6 mm². La matrice della pinza deve sempre riportare il valore in mm² o in AWG, accompagnato dal codice colore del capocorda corrispondente : rosso per 1,0 mm², blu per 2,5 mm², giallo per 6 mm², e così via.
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Normative, sicurezza e qualità della crimpatura
La crimpatura non è un semplice gesto meccanico : è una giunzione elettrica a tutti gli effetti e in quanto tale è soggetta alle norme di settore. In Italia e in Europa i riferimenti principali sono due :
- La UNI EN 60228, che definisce le classi dei conduttori in rame e alluminio (rigido, cordato, flessibile) e i valori di sezione nominale ammessi;
- La CEI 64-8, la norma degli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione, che stabilisce i criteri di scelta dei conduttori, delle protezioni e delle giunzioni all’interno degli edifici civili, terziari e industriali, applicabili anche al momento della prima attivazione contatore luce.
Una crimpatura eseguita secondo norma deve garantire tenuta meccanica, continuità elettrica e isolamento adeguato. Per questo motivo molti costruttori forniscono, insieme alla pinza, una scheda tecnica che abbina matrice, sezione del cavo e coppia di serraggio. Nei contesti più sensibili (fotovoltaico, data center, settore ferroviario) può essere richiesto anche un verbale di prova con pinza tarata annualmente presso un laboratorio accreditato.
Manutenzione della pinza e marche professionali
Una pinza crimpatrice professionale è un investimento che può durare anni se sottoposta a una manutenzione regolare. Le operazioni essenziali da eseguire periodicamente sono poche ma decisive per la precisione dello strumento :
- Pulire le matrici con un panno asciutto dopo ogni giornata di lavoro, per rimuovere polvere di rame e residui di plastica isolante;
- Lubrificare periodicamente i perni e il meccanismo a cricchetto con una goccia di olio sintetico leggero;
- Verificare l’assenza di giochi sui perni e sostituire le matrici usurate prima che pregiudichino la qualità della pressatura;
- Far ricalibrare la pinza presso il centro assistenza del costruttore, secondo la frequenza indicata nel manuale, soprattutto per gli strumenti usati in contesti certificati.
Tra le marche più riconosciute dai professionisti italiani figurano Würth, Cembre, Knipex, Klauke, Rennsteig e Intercable. Si tratta di produttori che coprono tutte le fasce di prezzo e che offrono reti di assistenza capillari sul territorio, oltre alla disponibilità di ricambi originali anche molti anni dopo l’acquisto. La scelta dipende dal budget disponibile, dal tipo di impianti realizzati e dalla frequenza d’uso : per un impiego saltuario una pinza di fascia media è sufficiente, mentre per un uso intensivo è consigliabile orientarsi sui modelli di fascia alta, dotati di testa intercambiabile e certificazione di taratura.
Investire su un buon utensile significa lavorare più velocemente, ridurre l’affaticamento e, soprattutto, consegnare al cliente un impianto conforme alle norme e sicuro nel tempo. La pinza crimpatrice è uno di quegli utensili apparentemente semplici che fanno però davvero la differenza nella qualità complessiva del lavoro di un elettricista.