Voltura delle utenze: come fare?

La voltura delle utenze è un’operazione necessaria quando si acquista un immobile e si desidera mantenere attive le forniture di luce e gas, cambiando solo l’intestatario del contratto. Il trasferimento delle utenze a una nuova proprietà può sembrare complicato, ma oggi molte aziende offrono la voltura attraverso i loro siti web, permettendo di completare la procedura direttamente da casa in pochi minuti, senza doversi recare allo sportello e con l’assistenza di un consulente via chat o telefono.

Prima di procedere è importante comprendere due concetti fondamentali, che i fornitori distinguono chiaramente anche sui moduli di richiesta: la voltura luce e gas vera e propria, che agisce su un contatore già attivo, e il subentro luce e gas, che riattiva un contatore cessato. Capire in quale dei due casi ti trovi evita di pagare pratiche sbagliate e di ritrovarsi senza corrente nei primi giorni dopo il rogito o la firma del contratto d’affitto.

Qual è la differenza tra voltura e subentro?

La voltura si applica quando esiste un contatore e un contratto di fornitura attivo, richiedendo solo il cambio dell’intestatario. Il subentro avviene quando il contratto precedente è stato cancellato e occorre riattivare le forniture. Ad esempio, in un appartamento in affitto rimasto vuoto per diversi mesi le forniture sono generalmente interrotte e richiedono un subentro con riattivazione del contatore; in una casa appena acquistata o ancora abitata dal precedente proprietario, invece, le forniture sono solitamente attive e basta una voltura per trasferire il contratto.

La differenza non è solo formale: cambiano documenti richiesti, costi e tempistiche. Il subentro comporta in genere oneri più alti perché richiede l’intervento del distributore locale (e-distribuzione per la luce, Italgas o altri operatori per il gas) per riaprire fisicamente il contatore, mentre la voltura si conclude a livello amministrativo senza sopralluogo tecnico. Prima di contattare il fornitore controlla sul display del contatore elettronico la dicitura «contratto attivo» oppure verifica se continuano ad arrivare le bollette al precedente intestatario: sono i due indizi più semplici per capire in quale scenario ti trovi.

Voltura ordinaria tra vivi

La voltura ordinaria avviene tra due soggetti in vita: il precedente intestatario cede il contratto al nuovo, e il fornitore aggiorna anagrafica, indirizzo di fatturazione e modalità di pagamento senza interrompere il servizio. È la formula più comune tra compratore e venditore di un immobile, oppure tra inquilino uscente e nuovo inquilino, e richiede il consenso di entrambe le parti, che di solito firmano il modulo in fase di consegna delle chiavi o allegano copia del rogito notarile.

Voltura mortis causa

La voltura mortis causa si richiede quando il precedente intestatario è deceduto: in questo caso l’erede presenta il certificato di morte, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio e il proprio codice fiscale, e il fornitore passa il contratto al nuovo intestatario senza applicare il contributo commerciale previsto per la voltura standard. L’imposta di bollo e gli oneri amministrativi regolati da ARERA restano invece dovuti. Per evitare l’interruzione della fornitura e l’accumulo di insoluti è consigliabile aprire la pratica entro due mesi dal decesso, allegando eventuale dichiarazione di successione se già disponibile.

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Perché serve fare la voltura delle utenze?

La voltura è necessaria per trasferire la responsabilità contrattuale e la fatturazione dei consumi al nuovo proprietario o inquilino dell’immobile. Quando un immobile viene venduto o rilocato, tutte le utenze devono essere intestate al nuovo occupante: luce, gas, acqua e servizi telefonici rispondono infatti a contratti distinti, regolati da autorità diverse (ARERA per energia e gas, il gestore idrico locale per l’acqua, AGCOM per le telecomunicazioni), e ciascuno richiede una pratica dedicata.

Non volturare espone a conseguenze pratiche e legali: il precedente intestatario continua a ricevere le bollette e può chiedere la chiusura del contratto per morosità, lasciandoti senza corrente; inoltre eventuali danni causati da un guasto elettrico o da una fuga di gas potrebbero essere contestati al titolare di contratto, non all’occupante reale. Internet semplifica oggi questo processo con procedure online guidate o consulenze telefoniche, ma la responsabilità di attivarle resta tua: nessuno lo farà al posto tuo, nemmeno il notaio al momento del rogito.

Come si fa il cambio delle utenze?

Per effettuare la voltura è necessario fornire i seguenti documenti, richiesti da tutti i fornitori del mercato libero e del servizio di tutela:

  • Codice POD per la fornitura elettrica (14 caratteri alfanumerici che iniziano per IT) o codice PDR per il gas (14 cifre numeriche), reperibili in bolletta o sul contatore;
  • Codice fiscale dell’attuale intestatario e, nel caso di voltura mortis causa, certificato di morte;
  • Ultima lettura del contatore al momento del cambio intestazione, utile a separare i consumi del vecchio e del nuovo titolare;
  • Dati personali del richiedente e documento di identità valido (carta d’identità, passaporto o patente);
  • Codice IBAN per la domiciliazione bancaria o, in alternativa, indicazione del canale di pagamento preferito (bollettino postale, carta, app);
  • Dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno) come previsto dalla legge di bilancio 2005 per contrastare gli abusi edilizi;
  • Prova di proprietà o diritto di occupazione dell’immobile, tipicamente rogito notarile, contratto di affitto registrato o comodato d’uso.

Una volta raccolta la documentazione, puoi scegliere tre canali principali per inviare la richiesta: il sito web o l’area clienti del fornitore, con caricamento dei file in formato PDF o JPG; il numero verde di assistenza, dove un operatore compila il modulo e ti manda il contratto via e-mail per la firma digitale; lo sportello fisico, ancora presente nelle principali città per chi preferisce il contatto diretto. In tutti i casi, entro 48 ore riceverai una conferma scritta con il codice pratica da conservare.

Procedura online e telefonica

La procedura online è la più rapida: basta collegarsi al sito del fornitore, selezionare la voce «Voltura» nel menù dedicato, inserire POD o PDR, caricare il documento d’identità e firmare digitalmente con OTP via SMS. In alternativa, la voltura telefonica guida passo passo chi non ha dimestichezza con il digitale e rilascia comunque un contratto scritto da firmare entro 14 giorni, periodo entro cui si può esercitare il diritto di ripensamento previsto dal Codice del consumo.

Cambio fornitore contestuale alla voltura

La voltura può essere abbinata a un cambio fornitore, cosí da trasferire il contatore direttamente al fornitore più conveniente per i tuoi consumi. Il nuovo gestore si occupa di entrambe le pratiche presso il distributore locale e tu paghi un’unica attivazione. È la soluzione consigliata se dopo l’acquisto della casa vuoi passare al mercato libero, scegliere una tariffa bioraria o attivare un’offerta a energia verde: confronta almeno tre preventivi prima di firmare, prestando attenzione a prezzo della materia energia, spread sul PUN, durata del blocco tariffario e costi di disattivazione.

Chi paga la voltura delle utenze e quali sono i costi?

I costi della voltura sono a carico del nuovo proprietario e variano secondo la compagnia, ma la componente regolata da ARERA è uguale per tutti i fornitori. Ecco le voci che compongono la spesa complessiva per una voltura elettrica domestica:

  • Oneri amministrativi fissati dal distributore: circa 25,81 euro;
  • Contributo commerciale del fornitore: intorno a 23 euro;
  • Imposta di bollo obbligatoria sul contratto: 16 euro;
  • IVA al 22% sugli importi imponibili, esclusa l’imposta di bollo;
  • Eventuale deposito cauzionale richiesto al nuovo intestatario se non sceglie la domiciliazione bancaria.

Il totale per una voltura luce si aggira cosí intorno a 80-90 euro, con punte di 100 euro nei casi in cui venga richiesto anche il deposito cauzionale. La voltura gas segue una struttura analoga, con oneri amministrativi leggermente superiori legati al distributore locale. Gli importi vengono addebitati nella prima bolletta utile emessa dopo la conclusione della pratica, con dicitura esplicita «contributo di voltura»: conservala, perché è l’unica prova documentale del trasferimento in caso di contestazioni future.

Nelle volture mortis causa il contributo commerciale non è dovuto, mentre restano imposta di bollo e oneri amministrativi: la spesa complessiva scende dunque intorno a 50 euro. Alcuni fornitori applicano sconti promozionali sul contributo commerciale a chi attiva contestualmente una nuova offerta del mercato libero, azzerando di fatto questa voce di costo.

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Qual è il tempo d’attesa per la voltura

I tempi tecnici della voltura sono regolati da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e sono piuttosto rapidi: per la voltura elettrica standard il distributore deve eseguire la pratica entro quattro-sette giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta da parte del fornitore. Per la voltura gas il termine massimo è di dodici giorni lavorativi. Nei casi più complessi, come pratiche incomplete o dati catastali errati, l’iter può estendersi fino a un massimo di trenta giorni lavorativi. In media, quindi, la procedura viene completata in circa due settimane.

Per evitare ritardi, invia la richiesta almeno dieci-quindici giorni prima del trasloco e controlla che tutti i documenti siano leggibili e aggiornati. Durante la voltura non è possibile modificare la potenza impegnata né la tensione del contratto: eventuali aumenti a 4,5 kW o 6 kW possono essere chiesti solo dopo la conferma dell’intestazione, con una pratica di variazione potenza separata che comporta costi tecnici aggiuntivi e un sopralluogo del distributore.

Acqua, TARI, TV e internet: le altre volture da non dimenticare

Luce e gas sono solo una parte delle utenze da trasferire: chi compra casa deve occuparsi anche di acqua, tassa sui rifiuti e contratti di telefonia, ognuno con regole e tempistiche proprie. Pianificare tutte queste pratiche in parallelo evita sovrapposizioni di bollette, doppie tariffe e interruzioni di servizio nei primi giorni nella nuova abitazione.

Voltura del contratto acqua

La fornitura idrica è gestita in regime di monopolio dal gestore locale del servizio idrico integrato (Acea a Roma, MM a Milano, Hera in Emilia-Romagna, Iren nel Nord-Ovest e cosí via) e richiede una voltura specifica, da richiedere entro trenta giorni dal trasloco. I documenti sono simili a quelli di luce e gas: codice utente riportato in bolletta, lettura del contatore alla data del passaggio, dati catastali e copia del rogito o del contratto d’affitto. Il costo è generalmente contenuto, tra 20 e 40 euro, con imposta di bollo inclusa.

Cambio intestatario TARI

La TARI, la tassa sui rifiuti, è una tributazione comunale: non si volturae in senso stretto, ma va comunicata all’ufficio tributi del Comune entro sessanta giorni dal cambio di residenza o di occupazione, compilando l’apposito modulo di denuncia. Serve indicare i metri quadri calpestabili dell’abitazione, il numero di occupanti e la data esatta di inizio possesso. Chi ritarda rischia sanzioni amministrative e, in caso di doppia imposizione, deve poi presentare un’istanza di rimborso documentata.

Voltura TV, telefono e internet

I contratti di telefonia fissa e fibra raramente si volturao: la prassi più comune è che il venditore disdica la linea e il compratore attivi un nuovo contratto con l’operatore preferito, approfittando spesso di promozioni per nuovi clienti. Se la centralina e la presa telefonica sono già presenti, l’attivazione via rame avviene in cinque-sette giorni lavorativi, mentre la fibra può richiedere fino a trenta giorni in base alla copertura. Ricorda infine di volturare il canone RAI sul cambio di residenza, compilando il modulo sull’area personale del sito dell’Agenzia delle Entrate: dal 2016 il canone viene addebitato automaticamente in bolletta elettrica e segue il nuovo intestatario.