I due contendenti

Due mondi fortemente distanti quali sono quelli di Greenpeace e quello di Enel hanno spesso trovato dei disaccordi su temi ambientali, sfociati — soprattutto negli ultimi anni — in guerre a carte bollate tra i due colossi.

Greenpeace: l’ambiente al primo posto

Greenpeace è una delle aziende non governative ambientaliste più conosciute al mondo. Fondata nel 1971 negli Stati Uniti, a Vancouver, conta attualmente più di 41 sedi in tutto il mondo mantenendo tuttavia il suo baricentro principale ad Amsterdam. Si tratta di uno degli enti più combattivi sui fronti ambientali; per portare avanti le proprie battaglie e raggiungere i propri scopi ha ricevuto, negli anni, sovvenzioni da donatori e fondazioni no profit di tutto il mondo rifiutando, però, quelle provenienti da aziende private, grandi investitori e governi.

Tra le campagne particolarmente note:

  • la lotta al riscaldamento globale e contro il climate change;
  • la lotta contro la pesca a strascico;
  • l’alta attenzione nei confronti dello sviluppo dell’ingegneria genetica.

Enel, il colosso dell’energia italiana

Su Enel abbiamo parlato molto spesso. Si tratta di uno dei più importanti player di energia elettrica nel mercato italiano, un’azienda il cui nome viene spesso automaticamente associato alla figura della bolletta. Allo stato attuale è il primo produttore di energia elettrica in Italia; istituita nel 1962 con il nome di Ente Nazionale per l’Energia Elettrica.

La campagna e la sua eco mediatica

Recitava così l’incipit della pagina di Greenpeace: “Se stai leggendo questa sezione è perché in Italia c’è chi ha un grande impatto sul clima, con le sue emissioni, ma rifiuta di prendersi carico delle proprie responsabilità. Questo qualcuno è l’ENEL.”

Greenpeace lanciava accuse specifiche: “Il 72 per cento dell’elettricità prodotta in Italia con il carbone è fatta da ENEL; che con questo combustibile fossile produce il 41 per cento del prodotto nazionale.”

La campagna ricevette ulteriore visibilità da un cortometraggio dal titolo Uno al giorno (regia di Mimmo Calopresti, presentato al Festival del Cinema di Roma), con riferimento agli effetti quotidiani della produzione di carbone e danni di quasi 2 miliardi di euro annui. Si aggiunsero numerose manifestazioni pacifiche presso impianti di produzione, tra cui quella del 2006 a Porto Tolle, che avviò un iter giudiziario conclusosi nel 2014.

Hai bisogno di aiuto?

Chiama Selectra o fatti richiamare gratis: ti aiutiamo a scegliere l'offerta luce e gas più conveniente.

Chiama Selectra

Greenpeace ed Enel a giudizio

Enel sporse denuncia contro ignoti portando la ONG davanti a un giudice. Greenpeace ricordava tra le proprie accuse:

  • Emissioni di CO2: Greenpeace accusava Enel di esserne il primo emissore in Italia e il quarto in Europa, in controtendenza rispetto all’andamento generale;
  • Danni ambientali da carbone, provocanti morti per il numero di “Uno al giorno”;
  • Danni economici annui pari a quasi 1,8 miliardi di euro per l’Italia e 4,3 per l’Europa intera;
  • Ulteriore sviluppo di piani da carbone, come quelli di Porto Tolle e Rossano Calabro.

Greenpeace richiese provvedimenti quali:

  • taglio del 50% del consumo di carbone della produzione elettrica entro il 2020 fino a raggiungerne l’eliminazione totale nel 2030 con concomitante sostituzione con fonti rinnovabili;
  • ritiro immediato dei progetti di Porto Tolle e Rossano Calabro e riconversione degli stessi.

Enel denunciò le campagne di Greenpeace come diffamatorie, chiedendo l’oscuramento del sito e dei materiali informativi. I giudici milanesi diedero ragione a Greenpeace, portando a sostegno l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero.

Carte bollate e conclusioni

Sebbene il diritto di critica fosse ritenuto inviolabile, i problemi tra aziende reiterati nel tempo. Nel 2015 (tre anni dopo la campagna), il colosso dell’energia ritirò formalmente il progetto di Porto Tolle. L’Amministratore Delegato Francesco Starace spiegò il cambiamento di rotta del business Enel presso un seminario di Greenpeace ad Amsterdam, ritenendo importante puntare su un nuovo mix con impianti rinnovabili, mossa ritenuta soddisfacente dal direttore di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio.

Il gruppo Enel: storia e dimensione internazionale

Per comprendere il peso politico ed economico della campagna “Facciamo luce su Enel” occorre ricordare la storia del gruppo e la sua evoluzione da ente pubblico monopolista a multinazionale quotata in Borsa. Enel nasce infatti nel 1962 per volontà del Parlamento italiano con l’obiettivo di nazionalizzare la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica, fino a quel momento frammentati tra oltre mille imprese private. Per oltre trent’anni l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica ha rappresentato il monopolista assoluto del settore elettrico italiano, costruendo centrali idroelettriche, termoelettriche e nucleari lungo tutta la penisola.

Dalla privatizzazione del 1999 alla quotazione in Borsa

Nel 1999, con il recepimento della direttiva europea sulla liberalizzazione del mercato elettrico, Enel si trasforma in società per azioni e viene quotata alla Borsa di Milano in quella che fu, all’epoca, la più grande offerta pubblica iniziale mai realizzata in Italia. Il processo di privatizzazione ha comportato anche la separazione delle attività di produzione, trasmissione, distribuzione e vendita, con la nascita di Terna per la rete di trasmissione nazionale e di società commerciali dedicate al mercato libero che si andava progressivamente aprendo.

L’acquisizione di Endesa e la presenza in 28 Paesi

Una svolta decisiva per la dimensione internazionale del gruppo arriva nel 2009 con l’acquisizione del controllo della spagnola Endesa, operazione che porta Enel a diventare uno dei principali operatori energetici mondiali. Da allora il gruppo ha consolidato una presenza in circa 28 Paesi distribuiti su cinque continenti, con una forte esposizione in Europa occidentale, America Latina e, più recentemente, in Nord America e Africa. Questa scala globale spiega anche la particolare sensibilità delle campagne di Greenpeace, che hanno spesso inquadrato Enel come un attore con responsabilità ambientali che vanno ben oltre i confini nazionali.

Hai bisogno di aiuto?

Chiama Selectra o fatti richiamare gratis: ti aiutiamo a scegliere l'offerta luce e gas più conveniente.

Chiama Selectra

Le società del gruppo Enel in Italia

Il marchio Enel racchiude in realtà diverse società distinte, ciascuna con un ruolo ben definito lungo la filiera elettrica. Comprendere questa articolazione è utile anche per chi legge la bolletta, dato che il cliente finale può trovarsi a interagire, in momenti diversi, con soggetti giuridici differenti pur appartenenti allo stesso gruppo.

Enel Energia e le offerte sul mercato libero

Enel Energia è la società commerciale del gruppo che opera sul mercato libero di luce e gas, proponendo offerte a famiglie e piccole imprese. Il catalogo include tariffe a prezzo fisso, utili per chi vuole proteggersi dalle oscillazioni del mercato all’ingrosso, e tariffe indicizzate al PUN, più adatte a chi accetta un rischio maggiore in cambio di potenziali risparmi nei periodi di prezzi bassi. A queste si aggiungono pacchetti dual fuel che combinano luce e gas in un’unica bolletta, oltre a servizi accessori come manutenzione caldaia, assistenza elettrica e prodotti legati alla mobilità elettrica.

Servizio Elettrico Nazionale e il superamento della maggior tutela

Servizio Elettrico Nazionale (SEN) è la società del gruppo che, per anni, ha servito i clienti domestici rimasti nel regime di maggior tutela, ossia coloro che non avevano ancora scelto un venditore sul mercato libero. Con la chiusura definitiva del mercato tutelato, i non vulnerabili sono stati trasferiti alle cosiddette “tutele graduali” assegnate tramite aste, mentre i clienti vulnerabili continuano a essere serviti a condizioni economiche definite dall’autorità di regolazione.

Enel X ed E-Distribuzione

Accanto alle società di vendita, il gruppo si articola in due ulteriori pilastri. Enel X è la divisione dedicata ai servizi innovativi: colonnine di ricarica per veicoli elettrici, fotovoltaico domestico, batterie di accumulo, illuminazione pubblica e soluzioni smart per la gestione dei consumi. E-Distribuzione, invece, gestisce la rete elettrica di distribuzione in gran parte del territorio italiano: si occupa di contatori, allacci, manutenzione delle linee e pronto intervento in caso di guasto. Il distributore è unico per zona geografica e non dipende dalla scelta del venditore, per cui cambiare fornitore non comporta né interruzioni del servizio né interventi sul contatore.

ARERA, area clienti e contatti per i clienti Enel

Al di là delle campagne mediatiche, il rapporto quotidiano tra Enel e milioni di famiglie italiane passa dagli strumenti di assistenza e dai canali ufficiali di comunicazione, a loro volta inquadrati da regole stringenti fissate dall’autorità di regolazione del settore.

Il ruolo di ARERA

ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, vigila sul corretto funzionamento dei mercati elettrico, gas, idrico e dei rifiuti. Fissa le condizioni economiche per i clienti vulnerabili, definisce gli standard di qualità del servizio che tutti i venditori devono rispettare, approva il Codice di condotta commerciale e sanziona le pratiche scorrette. Per un gruppo della dimensione di Enel significa operare all’interno di un perimetro regolatorio molto chiaro, sia per le offerte sia per la gestione dei reclami.

Call center e area clienti Enel

Per i clienti del mercato libero, Enel Energia mette a disposizione un call center dedicato attivo dal lunedì al sabato per informazioni commerciali, attivazioni, volture e gestione delle offerte luce e gas. Esiste inoltre un numero verde distinto per i clienti del mercato tutelato di Servizio Elettrico Nazionale e un numero gratuito di E-Distribuzione per segnalare guasti e interruzioni di corrente, attivo 24 ore su 24. Online, l’area clienti di Enel Energia e l’app ufficiale permettono di consultare le bollette, monitorare i consumi, attivare la domiciliazione bancaria, comunicare l’autolettura del contatore e gestire il passaggio da un’offerta all’altra senza dover passare dal telefono. Sono strumenti essenziali soprattutto per chi, dopo la fine della maggior tutela, vuole confrontare le proposte del mercato libero con la propria fornitura attuale e scegliere in modo informato.