Comunità Energetiche Rinnovabili: Cosa Sono?
Iniziamo con il definire cosa sia una Comunità Energetica Rinnovabile. Il termine compare per la prima volta nella Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) ed è diventato realtà in molti Paesi del Nord Europa specie Germania e Danimarca. E in Italia? Grazie alla trasformazione in legge del Decreto Milleproroghe anche nel Belpaese si inizia a parlare di Comunità Energetiche Rinnovabili. Che altro non sono che associazioni tra cittadini, imprese ed attività commerciali per produrre, condividere e vivere di energia da fonti rinnovabili. Non puntano al profitto bensì alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto del pianeta, fornendo quindi vantaggi ambientali ma anche sociali ed economici alle comunità di residenti. Infatti le Comunità Energetiche Rinnovabili puntano all’approvvigionamento energetico locale, all’autonomia e all’autoconsumo energetico e alla partecipazione attiva da parte dei cittadini.
La cornice normativa italiana: dal Decreto Milleproroghe al Decreto MASE 414/2023
La disciplina organica delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia si è completata con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n. 414 del 7 dicembre 2023, entrato in vigore all’inizio del 2024 dopo il via libera della Commissione Europea. Questo provvedimento, insieme alle Regole Operative pubblicate dal GSE, definisce in modo puntuale i soggetti ammessi, i requisiti tecnici, i meccanismi di incentivo e il perimetro geografico entro cui una CER può operare. In precedenza, la materia era stata introdotta in via sperimentale dal Decreto Milleproroghe e dal successivo D.Lgs. 199/2021 di recepimento della Direttiva RED II.
A completare il quadro regolatorio interviene la Deliberazione ARERA 727/2022/R/eel, che ha riscritto il TIAD (Testo Integrato dell’Autoconsumo Diffuso) e aggiornato le modalità con cui l’energia condivisa viene misurata, valorizzata e remunerata tra i membri della comunità. È grazie a questo doppio binario — decreto MASE sugli incentivi e delibere ARERA sulle regole tecniche — che oggi costituire una CER è un’operazione concreta, bancabile e replicabile in ogni Regione italiana.
Requisiti, soggetti ammessi e principio dell’autoconsumo diffuso
Per costituire una Comunità Energetica Rinnovabile occorrono alcuni requisiti ben precisi, stabiliti dal decreto MASE 414/2023 e dalle Regole Operative GSE. In estrema sintesi i punti fermi sono i seguenti:
- potenza unitaria dei singoli impianti rinnovabili non superiore a 1 MW;
- impianti entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 2021 (ad eccezione di una quota limitata di impianti preesistenti ammessi nella CER);
- punti di prelievo e di immissione afferenti alla medesima cabina primaria della rete di distribuzione;
- configurazione giuridica senza scopo di lucro, con un atto costitutivo e uno statuto che identifichino in modo trasparente diritti, doveri e ripartizione dei benefici economici;
- un soggetto referente (Referente della configurazione) che interagisce con il GSE per conto della comunità.
Possono aderire a una CER una platea estremamente ampia di soggetti: cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, enti territoriali, enti religiosi, enti del terzo settore, cooperative, associazioni e pubbliche amministrazioni locali. La partecipazione alla comunità non può costituire l’attività commerciale principale per le imprese che vi aderiscono, proprio a tutela della natura non speculativa del progetto. È questo il cuore dell’autoconsumo diffuso: un modello in cui l’energia prodotta viene condivisa virtualmente tra produttori e consumatori collegati alla stessa porzione di rete, senza dover costruire linee elettriche private né uscire dal mercato elettrico tradizionale.
I tre vantaggi: ambientali, economici e sociali
Il valore delle Comunità Energetiche Rinnovabili si misura lungo tre assi distinti ma complementari:
- vantaggio ambientale, con una riduzione concreta delle emissioni di CO2 grazie alla sostituzione dei consumi da fonte fossile con fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico, idroelettrico di piccola taglia o biomasse sostenibili;
- vantaggio economico, grazie alla tariffa incentivante erogata dal GSE sull’energia condivisa e alla minore esposizione dei membri alla volatilità del PUN sul mercato all’ingrosso;
- vantaggio sociale, perché la CER rappresenta uno strumento efficace contro la povertà energetica, mette in relazione amministrazioni, famiglie e imprese, e riporta le decisioni energetiche a livello locale.
Sorgenia e la Prima Comunità Energetica in Italia
Sapevi che il primo progetto di Comunità Energetica Rinnovabile in Italia è ad appannaggio di Sorgenia? La Digital Company milanese ha presentato lo scorso ottobre un piano per creare delle REC in due paesi del lodigiano, attuando tutta una serie di interventi nei prossimi mesi. Nella fattispecie nei comuni di Turano Lodigiano e Bertonico, in cui l’azienda è presente da anni con centrali termoelettriche di ultima generazione. Sono iniziati i lavori per la creazione di 5 impianti fotovoltaici per produrre energia da fonti rinnovabili e successivamente condividerla agli abitanti. Come? Con l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sulle aree coperte del campo sportivo e sulla palestra di Turano Lodigiano, sulla mensa e sull’edificio delle Poste e della Protezione Civile di Bertonico. Così facendo si punterà all’autoconsumo locale e si risparmierà evitando costi di trasporto e dispersioni lungo la rete. Inoltre si riuscirà a soddisfare il fabbisogno energetico dei due Comuni del lodigiano e sarà possibile mettere a disposizione di alcune famiglie delle due comunità l’energia in eccesso. Green e risparmio che camminano mano nella mano... e tutto grazie a Sorgenia!
Turano Lodigiano e Bertonico: cinque impianti sotto la stessa cabina primaria
Il progetto lodigiano è un esempio da manuale di applicazione del decreto MASE 414/2023. Tutti e cinque gli impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici dei due comuni restano abbondantemente al di sotto della soglia di 1 MW per singolo impianto e sono collegati alla stessa cabina primaria, requisito indispensabile perché l’energia prodotta possa essere contabilizzata come “energia condivisa” dal GSE. La scelta di coperture già esistenti — palestre, mense scolastiche, uffici postali, sedi della Protezione Civile — consente di ridurre a zero il consumo di suolo agricolo e di valorizzare un patrimonio immobiliare pubblico spesso sottoutilizzato.
Sul piano economico il meccanismo è quello tipico dell’autoconsumo diffuso: i kWh prodotti e non autoconsumati istantaneamente dal produttore vengono immessi in rete, prelevati dagli altri membri della CER e valorizzati dal GSE tramite una tariffa incentivante ventennale, cui si aggiunge il corrispettivo di valorizzazione ARERA. Il risultato per i membri è una bolletta più leggera e una quota importante dell’energia consumata che arriva da fonte certificata rinnovabile, a chilometro zero.
Il ruolo di Sorgenia: dall’EPC al supporto ai cittadini
Sorgenia non si limita a finanziare gli impianti. Attraverso la sua controllata specializzata nelle rinnovabili segue l’intero ciclo di vita del progetto: studio di fattibilità, dimensionamento dei moduli, iter autorizzativo con il gestore di rete, connessione in bassa e media tensione, monitoraggio digitale delle performance e accompagnamento dei Comuni nella costituzione formale della comunità. È un approccio “chiavi in mano” che abbassa la barriera all’ingresso per le amministrazioni locali, le quali raramente dispongono di competenze interne su delibere ARERA, regole operative GSE o mercato dei servizi di dispacciamento.
CER e PNRR: 2,2 miliardi per i comuni sotto 5.000 abitanti
Un acceleratore fondamentale per modelli come quello del lodigiano è rappresentato dalla Misura M2C2 del PNRR, che destina circa 2,2 miliardi di euro a un contributo in conto capitale fino al 40% dell’investimento per impianti di produzione rinnovabile inseriti in CER ubicate in comuni con meno di 5.000 abitanti. La combinazione tra contributo PNRR e tariffa incentivante GSE permette di ridurre drasticamente i tempi di ritorno dell’investimento, portandoli in molti casi sotto i sei anni. È proprio questa finanziabilità rafforzata a spiegare la proliferazione di progetti CER nei piccoli comuni italiani, dei quali Turano Lodigiano e Bertonico sono un prototipo replicabile.
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Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono solo l’ultimo degli esempi (in ordine cronologico) delle tante attività di Sorgenia. Un fornitore che mette al centro, sempre e comunque, il cliente. E lo fa pensando e proponendo una serie di offerte tra le più competitive a livello di prezzi in Italia. E con un occhio puntato all’energia verde.
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Come un cittadino o un’impresa può aderire a una CER
Per i consumatori interessati al modello Sorgenia, il percorso di adesione a una Comunità Energetica Rinnovabile passa attraverso pochi passaggi chiave:
- verificare la cabina primaria di appartenenza del proprio POD sul portale del distributore locale;
- individuare una CER già costituita nello stesso perimetro oppure partecipare alla costituzione di una nuova configurazione;
- sottoscrivere il contratto di adesione e il mandato al Referente della configurazione;
- mantenere il proprio fornitore di energia elettrica sul mercato libero o tutelato, senza cambiare contatore né bolletta;
- ricevere periodicamente dalla CER la quota di incentivo maturata sull’energia condivisa.
È importante sottolineare un punto spesso frainteso: aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile non significa cambiare fornitore di energia elettrica. Si può restare clienti Sorgenia, Enel, Eni o di qualsiasi altro operatore del mercato libero e, contemporaneamente, essere membri della CER. La condivisione avviene a livello di rete, non di contratto commerciale, ed è esattamente questa l’intuizione che ha reso replicabile il modello dell’autoconsumo diffuso.
Prospettive future: un tassello della transizione energetica italiana
Secondo le stime del GSE e del MASE, le Comunità Energetiche Rinnovabili potrebbero raggiungere nei prossimi anni una capacità installata complessiva compresa tra 5 e 7 GW, coinvolgendo milioni di famiglie e decine di migliaia di PMI. Un contributo decisivo al target nazionale al 2030 previsto dal PNIEC, che fissa al 65% la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili sul totale dei consumi. In questo scenario, esperienze come quella di Sorgenia a Turano Lodigiano e Bertonico non sono eccezioni virtuose ma prototipi: dimostrano che modelli industriali, partecipazione civica e regolazione pubblica possono convivere e che la transizione energetica, in Italia, può davvero iniziare dalla rete di bassa tensione di un comune di 1.500 abitanti.