Come fare l’allaccio luce

Per allacciarsi alla rete elettrica nazionale esistono due entità che il cliente finale può contattare: il Distributore, che si occupa della sola installazione fisica del contatore, oppure il Fornitore, che coordina con la società di distribuzione sia l’attivazione del contatore che l’allaccio alla rete. La scelta tra le due strade dipende dalla volontà di avere un solo interlocutore per tutta la pratica o di separare la parte impiantistica dal contratto di fornitura commerciale.

L’allaccio è generalmente richiesto da utenti privati in abitazioni o piccole aziende: si parla di utenze in bassa tensione, con punti di prelievo fino a 100 kW. Per utenze di taglia superiore (media o alta tensione) la procedura è più articolata e richiede un progetto tecnico dedicato, con tempi e costi sensibilmente più elevati.

I documenti richiesti

Per presentare una richiesta completa e ridurre i tempi di lavorazione occorre predisporre i seguenti elementi:

  • documento di riconoscimento valido, corredato di fotocopia, con luogo, data e firma;
  • numero di concessione edilizia o, in alternativa, DIA/SCIA (Dichiarazione Inizio Attività o Segnalazione Certificata di Inizio Attività);
  • preciso domicilio dell’installazione, con recapiti telefonici e di posta elettronica;
  • dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno);
  • dichiarazione di conformità dell’impianto interno ai sensi del Decreto Ministeriale 37/2008, rilasciata da un elettricista abilitato;
  • potenza richiesta in kW e utilizzo previsto (domestico residente, domestico non residente, uso diverso).

Quali sono i tempi per l’allaccio luce

Le tempistiche dell’allaccio luce sono disciplinate da ARERA e variano a seconda della complessità dell’intervento. Una volta presentata la richiesta, il distributore effettua un sopralluogo per valutare la distanza dalla cabina, la necessità di scavi e la conformità dell’impianto. Da questo accertamento dipendono sia il preventivo sia la classificazione dell’intervento come semplice o complesso.

Tempi per sopralluogo e preventivo

Le scadenze regolate da ARERA sono le seguenti:

  • entro 15 giorni lavorativi il distributore deve effettuare il sopralluogo o, per interventi semplici senza opere civili, inviare direttamente il preventivo;
  • entro 20 giorni lavorativi deve essere consegnato il preventivo se la pratica è gestita tramite il fornitore (con 2 giorni aggiuntivi per il passaggio interno tra venditore e distributore);
  • per interventi complessi che richiedono opere civili estese il preventivo può arrivare fino a 40 giorni lavorativi.

Tempi per l’installazione

Accettato il preventivo e saldato il pagamento, il distributore procede con l’installazione rispettando i tempi standard fissati dall’Autorità:

  • 10 giorni lavorativi per interventi semplici che non richiedono opere civili;
  • 50 giorni lavorativi per interventi con opere civili di media entità;
  • 90 giorni lavorativi per interventi strutturalmente complessi, con scavi importanti o posa di nuovi tratti di rete.

In caso di mancato rispetto delle tempistiche per cause imputabili al distributore, ARERA prevede il riconoscimento di un indennizzo automatico in bolletta a favore del cliente, il cui importo cresce proporzionalmente al ritardo accumulato.

E-Distribuzione e gli altri distributori locali

In Italia il servizio di distribuzione elettrica è gestito su base territoriale: a ciascun Comune corrisponde un solo distributore, indipendentemente dal fornitore scelto dal cliente. Questo significa che l’allaccio fisico deve essere sempre richiesto al gestore di rete competente sulla zona di residenza, anche se il contratto commerciale viene sottoscritto con un venditore diverso.

E-Distribuzione, il principale operatore

E-Distribuzione, società del gruppo Enel, è di gran lunga il più presente sul territorio nazionale: copre circa l’85% dei Comuni italiani e gestisce oltre 31 milioni di punti di prelievo. La richiesta di allaccio può essere presentata tramite l’Area Clienti del portale e-distribuzione.it, oppure in forma cartacea utilizzando la modulistica ufficiale. Il distributore fornisce un codice di richiesta che consente di monitorare l’avanzamento della pratica online.

Gli altri distributori locali

Nelle grandi città e in alcune aree storiche il servizio è invece affidato a operatori diversi:

  • Unareti, che distribuisce l’energia elettrica a Milano e Brescia con oltre 1,2 milioni di clienti;
  • Areti (gruppo Acea), che serve l’area metropolitana di Roma e Formello;
  • Deval, il distributore della Valle d’Aosta, attivo su tutto il territorio regionale;
  • Edyna, che opera in Provincia di Bolzano, e AEW Reti, attiva in Trentino;
  • altri operatori municipali minori presenti in Comuni come Trieste, Terni, Parma e Modena.

Prima di inoltrare la richiesta è quindi opportuno verificare sul sito del proprio Comune o sulla bolletta di un’utenza vicina chi sia il distributore di zona, così da indirizzare correttamente la pratica ed evitare ritardi nella presa in carico.

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Costo dell’allaccio dell’energia elettrica

Allaccio alla luce permanente

I costi dell’allaccio permanente sono composti da tre voci regolamentate da ARERA, calcolate in funzione della distanza dalla cabina di distribuzione, della potenza richiesta e di un contributo fisso uguale per tutti:

Quota distanza:

  • fino a 200 m: 184,48€;
  • da 200 a 700 m: 92,47€;
  • da 700 a 1.200 m: 184,48€;
  • oltre 1.200 m: 368,96€.

Quota potenza (fino a 30 kW): 69,36€

Quota fissa: 27,03€

Prezzo totale medio: 280,87€ per un’utenza a 700-1.200 metri dalla cabina

A queste voci può aggiungersi un contributo di sopralluogo di circa 30€ quando richiesto dal distributore, oltre all’eventuale quota per lavori semplici, che può arrivare fino a 800€ per interventi che comportano piccole opere civili (posa tubi corrugati, realizzazione di nicchia per il contatore, ripristino di pavimentazioni). Per lavori complessi, con scavi rilevanti o posa di nuovi tratti di rete a carico del richiedente, il preventivo può superare i 2.000€.

💡 Attenzione — se il contatore è già installato ma risulta disattivato, non serve un nuovo allaccio ma la prima attivazione, una procedura più rapida ed economica. Per il metano, si veda invece la guida all’allaccio gas.

Allaccio alla luce temporaneo

L’allaccio temporaneo ha una durata massima di un anno, prorogabile per ulteriori 12 mesi. È la soluzione tipica per cantieri edili, eventi, manifestazioni e fiere. I costi sono variabili a seconda della necessità di installare una cabina di trasformazione MT/BT: se il punto di prelievo è a una distanza inferiore ai 20 metri dall’impianto esistente, è in genere sufficiente il contributo standard previsto per gli allacci permanenti, mentre per distanze superiori o per potenze importanti le spese crescono sensibilmente.

Allaccio, prima attivazione, subentro e voltura

Prima di richiedere un allaccio è importante capire se la propria situazione richieda davvero questa procedura o, al contrario, un’operazione diversa e meno onerosa. Le quattro pratiche più frequenti sul contatore della luce sono le seguenti:

  • allaccio: si esegue quando non esiste alcun contatore nell’immobile e occorre collegare fisicamente l’abitazione alla rete elettrica di distribuzione;
  • prima attivazione: il contatore è già installato, non è mai stato utilizzato o è stato sigillato dal distributore, e va messo in servizio con verifica di sicurezza a costi nettamente inferiori;
  • subentro: il contatore esiste ed è stato attivato in passato da un altro intestatario, ma è stato chiuso a seguito di cessazione della fornitura;
  • voltura: cambio dell’intestatario del contratto senza interruzione della fornitura, tipico dei cambi di proprietà o di locazione.

Individuare correttamente la propria esigenza consente di evitare costi inutili: un allaccio permanente può superare i mille euro nei casi più complessi, mentre un subentro o una voltura comportano oneri fissi di poche decine di euro più l’imposta di bollo.

POD e potenza: i parametri chiave

Una volta completato l’allaccio, al contatore viene assegnato il POD (Point of Delivery), il codice alfanumerico di 14 o 15 caratteri che identifica in modo univoco il punto di prelievo dell’energia elettrica sul territorio nazionale. Il POD inizia sempre con la sigla IT seguita da tre cifre del distributore e da una E, come ad esempio IT001E12345678. Resta invariato anche al cambio di fornitore ed è indispensabile per qualunque pratica commerciale futura.

Al momento della richiesta di allaccio va inoltre definita la potenza impegnata, espressa in kW, che determina il limite massimo di prelievo contemporaneo. Le taglie standard per le utenze domestiche sono 3 kW (la più diffusa per abitazioni non riscaldate elettricamente), 4,5 kW e 6 kW, mentre per case con piano cottura a induzione, pompe di calore o box auto elettrica si arriva spesso a 10 o 15 kW. La potenza può essere variata successivamente, ma ogni modifica comporta un onere amministrativo specifico in bolletta.

Problematiche e dubbi allacciamento luce

In caso di problemi con l’allacciamento, la procedura è risolvibile contattando il servizio clienti del proprio fornitore di energia, che si interfaccerà a sua volta con il distributore di zona per sbloccare la pratica. È buona norma conservare il codice di richiesta comunicato al momento dell’invio dei documenti, così da poter consultare in ogni momento lo stato di avanzamento. Per operazioni diverse dall’allaccio, consulta le guide su subentro e voltura. Per il gas, leggi la guida all’allaccio gas.