Qual è il procedimento nel caso in cui mi hanno staccato la luce?
Può capitare che per distrazione, ma anche per volontà del consumatore, non si provveda al pagamento della bolletta della luce. Questa situazione può portare ad un distacco della fornitura di energia da parte del gestore. Ma come avviene il processo e come devo fare?
Nel caso non si provveda al pagamento della bolletta energetica l’azienda fornitrice invia dei reclami con i quali richiede di adempiere alle fatture. Nel caso questa situazione si protragga per vari giorni si procede alla comunicazione di diffida e messa in mora. In questo modo il consumatore inadempiente dovrà pagare, oltre alla bolletta non pagata, anche una penale. La situazione continua fino a quando il gestore (trascorsi circa 40 giorni) non decide di provvedere alla sospensione della fornitura.
In questo modo all’utente non solo spetterà il pagamento delle inadempienze e della mora, ma anche i costi legati alla riattivazione del servizio.
Mi hanno staccato la luce: cosa fare?
Prendere contatto con il fornitore di energia. In questo modo si cerca di comprendere quali situazioni abbiano portato il gestore a staccare le utenze e se sono state effettuate correttamente tutte le procedure di comunicazione. Può capitare anche che a causa di ritardi degli intermediari nella consegna di bollette o di pagamenti si sia giunti a questa situazione.
Tutte le realtà appartenenti al mercato dell’energia italiano hanno a disposizione un efficiente servizio clienti. Tra questi:
Documenti utili da avere sottomano
Prima di chiamare il servizio clienti è bene procurarsi alcuni documenti che velocizzano la gestione della pratica e che il fornitore chiederà quasi sicuramente nel corso della telefonata:
- Codice POD dell’utenza elettrica, reperibile in bolletta;
- Ultima bolletta ricevuta, sia quella saldata sia quella contestata;
- Copia delle ricevute di pagamento, in particolare quelle degli ultimi due mesi;
- Documento d’identità e codice fiscale del titolare del contratto;
- Eventuale raccomandata di costituzione in mora ricevuta dal fornitore.
Tempi di riattivazione della fornitura
Una volta saldato il debito e comunicato l’avvenuto pagamento al fornitore, l’ARERA fissa un tetto massimo di 5 giorni lavorativi per la riattivazione della fornitura sul mercato libero e sul servizio a tutele graduali. Nella maggior parte dei casi la corrente torna entro 48 ore, soprattutto se il contatore è di seconda generazione (il cosiddetto contatore 2G), perché la riattivazione può essere effettuata da remoto dal distributore locale senza l’intervento di un tecnico. In caso di ritardo rispetto ai tempi massimi, il cliente ha diritto ad un indennizzo automatico in bolletta, senza bisogno di presentare richiesta.
Mi hanno staccato il contatore della luce senza preavviso
Il fornitore di energia elettrica non può provvedere al distacco della corrente senza averlo comunicato in anticipo al cliente. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) dispose, nel 2013, una legge con la quale risulti illegittimo staccare le utenze gas e luce senza comunicarlo con un naturale preavviso.
In questo modo il gestore di luce e gas si impegna a inviare una comunicazione e la lettera di mora al cliente moroso e nei tempi prestabiliti (20 giorni dalla ricezione della comunicazione di mora) provvedere all’invio della comunicazione di sospensione della fornitura di energia e gas. Queste disposizioni sono previste all’interno del contratto di fornitura e devono essere rispettate da qualunque gestore.
Distacco abusivo: cosa si intende e quali sanzioni
Si parla di distacco abusivo quando la sospensione della fornitura avviene senza rispettare almeno uno dei passaggi obbligatori previsti dalla Delibera ARERA 258/2015: raccomandata di costituzione in mora, termine minimo di preavviso, verifica della morosità, rispetto dei giorni non lavorativi e delle festività infrasettimanali. In questi casi il cliente può rivolgersi allo Sportello per il Consumatore Energia o attivare una procedura di conciliazione davanti al Servizio Conciliazione ARERA, gratuita e da svolgere interamente online.
Cessazione amministrativa e rimozione fisica del contatore
È utile distinguere tra cessazione amministrativa del contratto e rimozione fisica del contatore. Nel primo caso il fornitore chiude solo la posizione contrattuale e il contatore resta installato, sigillato: la riattivazione è rapida e meno costosa. La rimozione fisica del misuratore, invece, viene decisa dopo una morosità prolungata o dopo lunghi periodi di inutilizzo: in questo scenario si torna praticamente ad una nuova attivazione, con tempi e costi più elevati (prima attivazione o nuovo allaccio).
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Il cliente ha diritto ad un risarcimento nel caso in cui venga staccato il contatore senza preavviso?
Nel caso di un distacco delle utenze, senza che siano state rispettate le condizioni precedentemente elencate, sono previsti dei risarcimenti per il consumatore. Vanno però considerati due casi differenti:
- Nel caso in cui non sia stato comunicato all’utente il sollecito del pagamento, al consumatore spetta un indennizzo, ma deve provvedere al pagamento delle pendenze;
- Nel caso il sollecito non giunga a destinazione per cause indipendenti dalla volontà del fornitore (ad esempio un ritardo nella consegna della posta), le colpe non sono da imputare al gestore e quindi non è passibile di risarcimento.
Costi di riattivazione dopo il distacco
Dopo un distacco per morosità il cliente deve sostenere alcune spese per ripristinare la fornitura. L’importo varia a seconda del distributore locale e della natura del distacco, ma in linea generale comprende:
- Oneri amministrativi di riattivazione, pari a circa 25 €;
- Eventuali interessi di mora sulle bollette non saldate;
- Spese di invio della raccomandata di costituzione in mora, intorno a 8–10 €;
- Deposito cauzionale aggiuntivo richiesto dal fornitore, se previsto dalle condizioni contrattuali;
- Costi di rimozione e reinstallazione del contatore, nell’ordine di 70–90 €, se il gestore è arrivato alla rimozione fisica.
Gli importi esatti sono riportati nelle condizioni tecnico-economiche del contratto di fornitura e nel Testo Integrato della Morosità Elettrica (TIMOE) pubblicato da ARERA.
Disdetta del contratto e recesso dal mercato libero
Il distacco della luce non va confuso con la disdetta del contratto di fornitura. La disdetta è una scelta volontaria del cliente, che chiude il contratto quando si cambia casa, si cambia fornitore o si rientra a vivere con un familiare già intestatario di un’utenza attiva. Sul mercato libero è sempre possibile recedere liberamente, senza penali e in qualunque momento, rispettando il preavviso contrattuale (in genere un mese).
Come si invia il modulo di disdetta
Il modulo di disdetta viene messo a disposizione da ogni fornitore nell’area clienti online o su richiesta al servizio clienti. Di norma può essere inviato in tre modi: raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo della sede legale del fornitore, PEC all’indirizzo di posta elettronica certificata dedicato oppure compilazione diretta dal portale clienti, con firma digitale o OTP ricevuto via SMS.
Quando la disdetta avviene per cambio fornitore non è mai il cliente a comunicarla al vecchio gestore: ci pensa il nuovo fornitore, tramite la cosiddetta switch, in circa due-tre settimane. In questo caso la fornitura non viene mai interrotta e non servono interventi tecnici.
Differenze tra disdetta, voltura e subentro
Sono tre operazioni spesso confuse, ma molto diverse tra loro:
- Disdetta: chiusura del contratto e cessazione della fornitura, con rimozione o sigillo del contatore;
- Voltura: cambio dell’intestatario senza interruzione del servizio, tipica di chi compra o affitta un immobile dove l’utenza è già attiva;
- Subentro: riattivazione di un’utenza precedentemente chiusa, con nuovo intestatario, tempi di circa 7 giorni lavorativi e costi più alti della voltura.
Cosa fare per evitare la situazione «mi hanno staccato luce e gas»?
Molto semplice: evitare di affidarsi totalmente ai mezzi tradizionali di ricezione delle bollette. Una delle motivazioni più comuni della disattivazione delle utenze è legata proprio ai ritardi delle poste. Questa è una delle situazioni più dannose per l’utente, perché rischia di incorrere in mora e sospensione dell’energia senza poter ottenere neanche un indennizzo dal fornitore, non essendo il problema dipeso dalla volontà del gestore.
I metodi per aggirare questi problemi sono vari e semplici:
- Affidarsi ad un servizio di fornitura digitale: i fornitori di energia elettrica presenti sul mercato sono molti e nella scelta è importante verificare che sia previsto un servizio digitale per gestire le attività ordinarie (ricezione e pagamento bollette, autolettura) e straordinarie (voltura, subentro, prima attivazione);
- Addebito su conto corrente bancario: in questo modo il pagamento delle utenze avviene in automatico ogni mese, senza dover stampare il bollettino o fare code allo sportello;
- Attivare notifiche via e-mail e SMS per ogni nuova bolletta emessa, in modo da non perdere mai la scadenza;
- Verificare periodicamente lo stato dei pagamenti dall’area clienti, soprattutto nei mesi successivi ad un cambio fornitore o ad una voltura.