Come richiedere la prima attivazione gas

La procedura richiede la presenza di un contatore già installato. Sono necessari degli accertamenti secondo la delibera 40/2014/R/gas dell’ARERA. L’invio della richiesta va fatto al fornitore prescelto, che contatterà il distributore locale con gli “allegati H ed I”.

La procedura può essere effettuata online, tramite posta, fax o presso gli sportelli fisici del fornitore. In sintesi il flusso operativo prevede quattro passaggi fondamentali:

  1. invio della richiesta al fornitore scelto;
  2. contatto tra fornitore e distributore locale;
  3. trasmissione degli allegati H e I per gli accertamenti;
  4. attivazione dell’utenza se l’esito della verifica è positivo.
Attivazione andata male? La prima attivazione del gas è diversa dall’allaccio gas, che si richiede quando non è presente nemmeno il contatore.

Requisiti preliminari per la prima attivazione

Prima di inoltrare la richiesta al fornitore è fondamentale verificare che l’immobile possieda alcuni requisiti tecnici e amministrativi indispensabili. In loro assenza la pratica non potrebbe infatti essere evasa, e il distributore locale sarebbe costretto a sospendere la lavorazione fino alla loro regolarizzazione.

PDR già assegnato all’immobile

Il primo requisito è la presenza di un codice PDR (Punto di Riconsegna) regolarmente assegnato all’immobile. Questo codice di 14 cifre identifica in modo univoco l’utenza sul territorio nazionale e viene attribuito dal distributore locale al momento della costruzione dell’impianto di adduzione. Senza un PDR valido, il fornitore non può avviare la pratica di prima attivazione perché il sistema informatico di scambio tra venditore e distributore non ha un identificativo a cui agganciare la richiesta.

Contatore fisicamente installato

Il secondo requisito è la presenza fisica del contatore gas nell’immobile o nel vano tecnico condominiale. È proprio questo elemento a distinguere la prima attivazione dall’allaccio gas: se il misuratore non è installato non si parla più di attivazione, ma di nuovo allacciamento, procedura più onerosa che richiede l’intervento del distributore sull’impianto di distribuzione stradale e la realizzazione della derivazione d’utenza fino al punto di riconsegna.

Documenti e dati necessari per attivare il gas

La documentazione da predisporre prima di contattare il fornitore comprende sia dati anagrafici sia informazioni tecniche legate all’immobile e all’impianto interno:

  • Dati anagrafici con documento valido;
  • Contatti (email/telefono);
  • Codice PDR (14 cifre);
  • Indirizzo di installazione dell’utenza;
  • Dati catastali;
  • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • Documentazione di proprietà/usufrutto/locazione;
  • Allegati H/40 e I/40.

Dichiarazione di conformità DM 37/2008

Il documento tecnico più importante è la dichiarazione di conformità dell’impianto interno ai sensi del Decreto Ministeriale 37 del 22 gennaio 2008. Si tratta di un attestato rilasciato dall’impresa installatrice abilitata al termine dei lavori, che certifica che l’impianto gas dell’abitazione è stato realizzato a regola d’arte e nel rispetto della normativa UNI 7129 e UNI 11137. Senza questo documento il distributore non rilascia alcun nulla osta all’attivazione del punto di riconsegna, indipendentemente dallo stato di fatto del contatore.

Dati catastali e codice PDR

Oltre al codice PDR, occorre comunicare i dati catastali completi dell’immobile: foglio, particella, subalterno e categoria catastale. Queste informazioni servono al fornitore per compilare correttamente l’allegato I e trasmettere al distributore una richiesta senza errori formali che porterebbero al rifiuto automatico della pratica. I dati catastali si trovano sulla visura catastale, nel rogito notarile o sul contratto di locazione registrato.

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Differenza tra prima attivazione e nuovo allaccio

Le due procedure sono spesso confuse, ma si applicano a situazioni completamente differenti e comportano iter, tempistiche e costi molto diversi. Conoscere la distinzione permette di richiedere fin da subito la pratica giusta, evitando di perdere settimane in uno scambio di moduli tra fornitore e distributore.

Quando serve la prima attivazione

La prima attivazione si richiede quando il contatore è già fisicamente installato e il PDR esiste, ma il gas non è mai stato erogato in precedenza oppure è stato interrotto dal distributore in via definitiva (ad esempio dopo la chiusura di un’utenza rimasta inattiva per oltre quattro anni). È una procedura amministrativa, non comporta lavori sulla rete stradale e coinvolge solo la verifica documentale e tecnica dell’impianto interno.

Quando serve un nuovo allaccio

Il nuovo allaccio gas, invece, si richiede quando nell’immobile non esiste né contatore né punto di riconsegna: è il caso di abitazioni appena costruite, ristrutturazioni radicali con spostamento dell’impianto o immobili mai serviti dalla rete di distribuzione. L’allaccio comporta lo scavo stradale, la posa della tubazione di derivazione e l’installazione ex novo del contatore, con costi che possono superare di dieci volte quelli di una semplice prima attivazione.

Prima attivazione gas: quali sono i costi?

Quanto costa la prima attivazione gas?

I costi sono regolati dall’ARERA e sono quindi identici indipendentemente dal fornitore scelto. Gli importi principali da corrispondere al distributore locale per l’accertamento tecnico sono i seguenti:

  • 47€ per accertamenti tecnici del distributore;
  • 60€ per impianti da 35 a 350 kW;
  • 70€ per impianti oltre 350 kW.

Contributo fisso e oneri amministrativi

Oltre al costo dell’accertamento tecnico, nella prima fattura il cliente ritrova un contributo fisso standard generalmente compreso tra 30 e 40 € legato alle attività amministrative del fornitore e alla gestione della pratica. A questo si sommano circa 16 € di oneri di gestione e apertura pratica, oltre all’IVA applicata sulle voci imponibili. In totale, per un impianto domestico classico, la spesa complessiva si attesta quindi intorno ai 110-130 € una tantum.

Comunicazione UTF e accise

Per le utenze non domestiche, e in alcuni casi particolari anche per le utenze residenziali con consumi elevati, è necessaria la Comunicazione UTF (Ufficio Tecnico di Finanza, oggi Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Questa comunicazione serve a dichiarare la destinazione d’uso del gas e a determinare correttamente l’aliquota di accisa applicabile. Se ne occupa generalmente il fornitore sulla base delle informazioni fornite dal cliente, ma una comunicazione inesatta può comportare ricalcoli e conguagli successivi, motivo per cui è fondamentale dichiarare con precisione l’uso che si farà del gas.

Quanto tempo ci vuole per la prima attivazione gas?

Il sopralluogo viene effettuato entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. L’attivazione avviene in massimo 12 giorni lavorativi, altrimenti è previsto un indennizzo di 35€.

Gli standard ARERA di 10 giorni lavorativi

Lo standard di 10 giorni lavorativi per il sopralluogo tecnico è fissato dall’ARERA con la delibera 40/2014/R/gas ed è un obbligo di servizio per tutti i distributori del territorio nazionale. Il termine decorre dalla data in cui il distributore riceve una richiesta completa di tutti gli allegati previsti: se manca un documento, il conteggio riparte da zero non appena l’integrazione viene trasmessa. Il cliente finale può monitorare lo stato della pratica contattando il proprio fornitore, che ha accesso diretto ai sistemi di comunicazione con il distributore locale.

Indennizzi automatici in caso di ritardo

Se il distributore non rispetta i tempi massimi, al cliente spetta un indennizzo automatico di 35 € per il primo ritardo, che raddoppia se il ritardo supera una certa soglia e triplica in caso di ritardo ancora maggiore. L’indennizzo viene accreditato direttamente in bolletta dal fornitore, senza che il cliente debba presentare alcun reclamo formale, purché la richiesta iniziale fosse stata inoltrata con tutta la documentazione corretta. È comunque sempre consigliabile muoversi con largo anticipo, soprattutto nei periodi di elevata richiesta come l’inizio della stagione invernale, quando i tempi reali possono allungarsi a causa della mole di pratiche da lavorare.

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