Perchè regolare la pressione della caldaia
Regolare la pressione della caldaia è molto importante per mantenerla in uno stato di perfetta efficienza: una caldaia efficiente si traduce in un risparmio sulle bollette di luce e gas, oltre al fatto che ci evita di incappare in problemi più gravosi che ci costringerebbero a sostituire la caldaia. Regolare la pressione della caldaia è molto semplice ma è un gesto che può rivelarsi fondamentale qualora la caldaia vada in blocco improvviso. Spesso infatti, la causa di un blocco della caldaia è imputabile alla mancanza di pressione dell’acqua che garantisce il corretto funzionamento della caldaia, il che permette di avere i termosifoni perfettamente efficienti e l’acqua calda sempre disponibile. In generale, il valore ottimale della pressione caldaia si colloca tra 1 e 1,5 bar.
Quali sono i valori corretti della pressione
I valori di riferimento della pressione della caldaia cambiano a seconda dello stato di funzionamento dell’impianto. Quando la caldaia è fredda, cioè spenta da diverse ore e con i termosifoni non in funzione, il manometro dovrebbe indicare una pressione compresa tra 1 e 1,5 bar. Quando invece l’impianto è in funzione e l’acqua circola calda all’interno dei radiatori, la pressione aumenta in modo fisiologico e può attestarsi tra 2 e 2,5 bar. Ecco perché è importante misurare la pressione sempre a impianto freddo, per avere un dato di riferimento attendibile. Una pressione al di sotto di 1 bar compromette la circolazione dell’acqua e spesso provoca il blocco della caldaia, mentre una pressione superiore a 3 bar fa scattare la valvola di sicurezza per evitare danni strutturali all’apparecchio.
Perché la pressione cala nel tempo
È del tutto normale che la pressione della caldaia cali leggermente con il passare dei mesi, soprattutto durante l’inverno, quando l’impianto lavora a regime pieno. Tra le cause più frequenti troviamo:
- piccole perdite lungo le tubazioni o in corrispondenza dei raccordi dei radiatori;
- lo sfiato dell’aria dai termosifoni, che fa scendere il livello dell’acqua nel circuito;
- l’usura delle guarnizioni e delle valvole interne alla caldaia;
- un vaso di espansione mal tarato o con la membrana danneggiata;
- l’intervento della valvola di sicurezza in caso di sovrapressione accidentale.
Come si regola la pressione della caldaia?
Prima di tutto, per regolare in modo corretto la pressione della caldaia occorre prendere confidenza con il manometro, uno strumento che può essere sia analogico che digitale e che permette di misurare istantaneamente la pressione della caldaia. Qualora dopo aver osservato la pressione della caldaia espressa in bar sul manometro non fossimo soddisfatti, è possibile alzare la pressione della caldaia agendo sul rubinetto di carico posizionato nella parte in basso dell’apparecchio. Il rubinetto, che può essere di colore nero o blu, a seconda dei diversi modelli, consente di aumentare la pressione della caldaia che, va ricordato deve sempre rimanere costante tra i valori 1 e 2. Aprendo il rubinetto di carico è possibile far aumentare la pressione fino al punto desiderato. Quando azionato, il rubinetto va a immettere più acqua all’interno della caldaia, aumentando di conseguenza la pressione complessiva.
Come verificare il corretto funzionamento
Una volta che abbiamo terminato la regolazione manuale della pressione, per verificare che tutto sia apposto possiamo aprire un rubinetto dell’acqua: se l’acqua esce calda, significa che abbiamo regolato la pressione della caldaia in modo ottimale. Se invece vediamo che la caldaia ha ancora qualche problema, significa che è necessario l’intervento tecnico: in questo caso rivolgersi a un servizio assistenza caldaie è il modo migliore per risolver in poco tempo il nostro problema. Trovare la giusta pressione della caldaia è molto importante perché permette al nostro apparecchio di funzionare meglio, riducendo i costi di manutenzione, ottimizzando i consumi e contribuendo a risparmiare in bolletta mantenendo l’impianto in condizioni di efficienza più a lungo.
Procedura passo passo per il caricamento
Prima di aprire il rubinetto di carico conviene procedere con ordine, per evitare di superare il valore corretto o di introdurre aria nel circuito. Ecco una sequenza consigliata:
- spegnere la caldaia e attendere che l’impianto si raffreddi;
- controllare la posizione dell’ago del manometro;
- aprire lentamente il rubinetto di carico, ruotandolo in senso antiorario;
- osservare la risalita della lancetta fino al valore compreso tra 1 e 1,5 bar;
- richiudere con attenzione il rubinetto e riaccendere la caldaia.
Manutenzione, sfiato e normativa di riferimento
La corretta pressione della caldaia non dipende solo dal rubinetto di carico, ma anche dallo stato complessivo dell’impianto di riscaldamento. Una manutenzione regolare, uno sfiato periodico dei termosifoni e un vaso di espansione in buone condizioni sono tre fattori che influenzano direttamente la stabilità del valore misurato dal manometro. La normativa italiana ed europea, in particolare la UNI EN 12828, definisce i criteri di progettazione e le pressioni di esercizio degli impianti di riscaldamento ad acqua calda negli edifici, ed è il riferimento tecnico che ogni installatore deve rispettare.
Sfiato dei termosifoni e vaso di espansione
Quando nel circuito entra aria, la pressione misurata dal manometro cala e i termosifoni si scaldano in modo irregolare, con la parte alta fredda e la base tiepida. Lo sfiato dei termosifoni è un’operazione semplice: basta aprire la valvolina laterale con una chiave apposita, lasciar uscire l’aria fino a quando non comincia a fuoriuscire acqua, quindi richiudere. Dopo lo sfiato, la pressione della caldaia scenderà leggermente e sarà spesso necessario ricaricare l’impianto. Il vaso di espansione, invece, è il serbatoio che compensa le variazioni di volume dell’acqua tra stato freddo e stato caldo: se la sua membrana è danneggiata o la precarica d’aria è insufficiente, la pressione salirà troppo in fase di funzionamento e scenderà troppo in fase di raffreddamento. In questi casi è indispensabile l’intervento di un tecnico abilitato.
Manutenzione annuale e libretto di impianto
La manutenzione annuale della caldaia, oltre a essere un obbligo di legge per il responsabile dell’impianto, è il momento in cui il manutentore verifica la tenuta del circuito, la taratura del vaso di espansione, l’efficienza della valvola di sicurezza e, naturalmente, il valore della pressione a freddo e in esercizio. Il controllo dei fumi, con cadenza variabile in base alla potenza della caldaia e al tipo di combustibile, completa il quadro e viene registrato sul libretto di impianto. Il libretto di impianto, previsto dal DPR 74/2013, raccoglie tutti gli interventi eseguiti e rappresenta la storia tecnica della caldaia: va conservato con cura e mostrato al tecnico a ogni intervento. Una manutenzione puntuale permette di individuare in anticipo perdite, corrosioni o malfunzionamenti del vaso di espansione, evitando cali di pressione ripetuti e garantendo il rispetto della UNI EN 12828 per tutta la vita utile dell’impianto.