Il passaggio dalla PS4 alla PS5

Il passaggio di Sony da PlayStation 4 a PS5 sta avvenendo gradualmente, non tanto grazie alle politiche della casa madre nipponica, quanto invece alla mancanza effettiva di prodotti sugli scaffali dei negozi. PlayStation 5 ha infatti già superato i 10 milioni di copie vendute, nonostante appunto, a causa della mancanza di fornitura per Sony di alcuni comparti elettronici, le PS5 sono rarissime da acquistare.

I test effettuati sulle console di casa giapponese sono stati realizzati giocando ad EA Sports FIFA, uno dei giochi più venduti di sempre e che ogni anno è in grado di vendere milioni di copie, semplicemente presentando un gioco aggiornato e dedicato alla nuova stagione calcistica. Il prossimo videogame Electronic Arts e chissà, il prossimo da testare, sarà FIFA 23, in uscita il 27 settembre 2022.

Al di là del lancio commerciale, il salto generazionale portato da PS5 non è solo estetico o prestazionale: la nuova console monta un processore AMD Zen 2 a 8 core, una GPU RDNA 2 capace di gestire il ray tracing in tempo reale e un’unità SSD NVMe che riduce drasticamente i tempi di caricamento. Tutta questa potenza, ovviamente, ha un costo in termini energetici, ed è proprio su questo fronte che si gioca la partita con la vecchia PS4.

Quanto consuma una PS5 rispetto ad una PS4?

Nella scheda tecnica ufficiale di PlayStation 5 Sony dichiara “consumi fino a 350 W” per il modello base, e fino a 340 W per la Digital Edition. Si tratta, ovviamente, di valori limite, che non vengono quasi mai raggiunti durante l’utilizzo quotidiano. Per giocare su PlayStation 4 si consumano circa 137 W.

Nel grafico è possibile vedere un confronto fra PS4 con Wii U di Nintendo e XBOX One di Microsoft. La PS4 in versione slim ha invece un consumo ridotto, che si aggira fra i 70/80 watt, al contrario PlayStation 4 PRO, che è la versione potenziata della console Sony, può arrivare ad un consumo di 135/145 W.

Grafico consumi PS4 vs PS5

Non dimenticare che la TV è fondamentale per giocare alla PlayStation, poiché fornisce un’esperienza visiva coinvolgente che esalta la qualità grafica dei giochi. Le TV da 20 pollici, pur essendo più compatte, possono offrire una buona risoluzione e risultano ideali per spazi limitati o per chi cerca un’opzione portatile, ma possono limitare l’immersione nei giochi rispetto a schermi più grandi, soprattutto per titoli con dettagli visivi complessi.

I consumi reali di PlayStation 4

Nella pratica quotidiana, PlayStation 4 assorbe tra gli 85 e i 150 W a seconda del titolo in esecuzione e del modello considerato. I giochi in cross-gen come FIFA o i platform leggeri si collocano nella fascia bassa, mentre i titoli AAA con grafica spinta (come Red Dead Redemption 2 o The Last of Us Part II) avvicinano la console al suo tetto di assorbimento. In modalità standby connesso il consumo scende a circa 8 W, valore che diventa inferiore a 0,5 W quando la console è completamente spenta tramite l’interruttore fisico.

I consumi reali di PlayStation 5

PS5 dichiara un picco di 350 W ma nelle misurazioni indipendenti la media in gioco oscilla tra i 180 e i 220 W, con punte oltre i 230 W sui titoli next-gen che sfruttano pienamente il ray tracing. La modalità Rest Mode (riposo) assorbe intorno ai 50 W se si lasciano attive le ricariche del controller e il download automatico dei giochi, mentre lo standby "puro" senza servizi attivi scende vicino ai 2 W. Con la console completamente spenta il consumo si stabilizza intorno ai 0,3 W.

Console, PC gaming e cloud: chi consuma di più?

Per capire se PS5 sia davvero “energivora” conviene contestualizzarne i consumi in un panorama più ampio, che comprende i PC da gaming e i nuovi servizi di cloud gaming. Il confronto rivela dati spesso controintuitivi per chi è abituato a pensare alla console come al dispositivo più affamato di corrente nella stanza.

PS5 contro un PC da gaming

Un PC da gaming moderno monta abitualmente schede grafiche della famiglia NVIDIA GeForce RTX 40 o AMD Radeon RX 7000: modelli come la RTX 4080 assorbono da soli oltre 320 W, cui vanno sommati i 65-125 W di una CPU Intel Core i7 o Ryzen 7 e i consumi di RAM, SSD e ventole. In sintesi, un PC gaming di fascia alta può richiedere dai 500 agli 800 W sotto carico, ben più del doppio di quanto assorbe PlayStation 5 nelle stesse condizioni. Anche confrontata con Xbox Series X (~210 W di media), PS5 si colloca su valori molto simili e perfettamente allineati agli standard della generazione attuale.

Il cloud gaming è davvero più efficiente?

I servizi come PlayStation Cloud, Xbox Cloud Gaming e GeForce Now spostano il calcolo su server remoti e trasmettono l’immagine già renderizzata al nostro schermo. A casa, il dispositivo utilizzato (smart TV, tablet, smartphone o mini-PC) consuma pochi watt: un televisore medio lavora tra i 60 e i 120 W indipendentemente dalla console collegata, mentre un tablet o uno smartphone non superano i 15-20 W. Il consumo, però, non sparisce: si sposta semplicemente nei data center, dove GPU NVIDIA di tipo server alimentano centinaia di sessioni contemporaneamente. Nel bilancio complessivo, per un giocatore occasionale il cloud gaming può risultare più efficiente rispetto all’acquisto e all’uso costante di una PS5.

Hai bisogno di aiuto?

Chiama Selectra o fatti richiamare gratis: ti aiutiamo a scegliere l'offerta luce e gas più conveniente.

Chiama Selectra

Quanto costa giocare alla PS5 sulla bolletta della luce

Conoscere i watt assorbiti serve a poco se non si traduce il dato in euro. Il calcolo base è semplice: consumo della console in kW moltiplicato per le ore di utilizzo e per il prezzo dell’energia al kWh. Nel mercato libero italiano, il prezzo del kWh medio della componente energia si aggira intorno ai 0,25-0,30 €/kWh, oneri e imposte inclusi.

Stima del costo annuo di PS4 e PS5

Ipotizziamo un utilizzo di 2 ore al giorno di gioco, cioè circa 730 ore all’anno. Considerando un prezzo medio dell’energia pari a 0,28 €/kWh, i costi indicativi sono i seguenti:

  • PlayStation 4 Slim (~80 W): circa 58 kWh all’anno, pari a 16-17 €;
  • PlayStation 4 PRO (~140 W): circa 102 kWh all’anno, pari a 28-29 €;
  • PlayStation 5 (~200 W): circa 146 kWh all’anno, pari a 40-42 €;
  • PC da gaming fascia alta (~600 W): circa 438 kWh all’anno, pari a 120-125 €.

Al costo del solo gioco vanno poi aggiunti il televisore o monitor, l’impianto audio e i consumi in stand-by: un Rest Mode da 50 W attivo 22 ore al giorno, ad esempio, aggiunge quasi 400 kWh in un anno, più di quanto si consumi davvero giocando. Disattivare il Rest Mode, o limitarlo alle sole funzioni essenziali, è quindi il più grande risparmio possibile per un utente PS5.

Rest Mode: comodità o trappola energetica?

Il Rest Mode di PS5 è pensato per permettere aggiornamenti notturni e riprendere le partite in pochi secondi, ma mantiene attivi chipset, rete e USB. Disattivandolo dal menu Impostazioni › Sistema › Risparmio energetico, si passa da 50 W a meno di 2 W in standby, con un risparmio di oltre 30 € all’anno solo su questa voce. In alternativa, si possono configurare spegnimenti automatici dopo 20 minuti di inattività e disattivare la carica del controller USB durante la notte.

Come ridurre il consumo delle console da gioco

La buona notizia è che giocare in modo più consapevole non significa rinunciare alle prestazioni: applicando alcune buone pratiche per risparmiare in bolletta si può ridurre l’impatto della console senza rinunciare al comfort. Con alcune accortezze, l’impatto sulla bolletta può ridursi anche del 30-40% senza impattare sull’esperienza di gioco.

  • Spegnere completamente la console quando non si gioca, evitando il Rest Mode nelle ore notturne prolungate;
  • Collegare la console, il televisore e l’impianto audio a una ciabatta multipresa con interruttore, così da azzerare i consumi fantasma con un solo gesto;
  • Scegliere la modalità prestazioni 60 fps al posto della modalità 120 Hz quando non è strettamente necessaria, risparmiando energia della GPU;
  • Programmare i download e gli aggiornamenti nelle ore diurne, evitando di tenere la console accesa di notte solo per scaricare patch;
  • Abbinare la console a un televisore OLED o QLED efficiente in classe G o superiore, che consuma meno di un vecchio plasma o LCD retroilluminato a CCFL.

Scegliere una tariffa luce adatta al gaming

Se si gioca principalmente la sera e nel weekend, può convenire una tariffa bioraria o multioraria, con prezzo ridotto nelle fasce F2 e F3 (serali, notturne e festive). Al contrario, chi usa la console soprattutto nel pomeriggio durante la settimana otterrà maggiori benefici da una tariffa monoraria. Usare un comparatore offerte del mercato libero consente di abbinare il profilo di consumo al piano più conveniente, e spesso di bloccare il prezzo dell’energia per 12 o 24 mesi mettendo al riparo la bolletta dalle oscillazioni di mercato.

Le schede video evolute e l’efficienza per watt

L’evoluzione delle GPU consumer, sia in casa NVIDIA (serie RTX 30, 40 e 50) sia in casa AMD (Radeon RX 7000 e 8000), ha migliorato in modo significativo l’efficienza per watt, permettendo di spingere i frame rate senza moltiplicare l’assorbimento. Le console di nuova generazione sfruttano questa stessa architettura RDNA e ne traggono vantaggio: PS5 eroga quasi il triplo delle prestazioni grafiche di PS4 PRO consumando solo il 40-50% in più. È il motivo per cui, in termini di “prestazioni per euro di bolletta”, una PS5 resta oggi una delle soluzioni più convenienti per chi ama il gaming ad alta qualità grafica.